Alla vigilia di un passaggio politico atteso e delicato, il tema della mobilità in Val Bisagno torna al centro del dibattito cittadino con toni sempre più accesi. Domani, 29 aprile, la coalizione di maggioranza sarà chiamata a esaminare ufficialmente lo studio elaborato dal Politecnico di Milano, documento che individua nella cabinovia la soluzione ritenuta più efficace per migliorare il trasporto pubblico lungo l’asse della vallata. Un’ipotesi che arriva dopo mesi di incertezza, tra il tramonto definitivo del progetto di skymetro e la perdita dei finanziamenti statali, e che ora costringe la politica a una scelta netta su quale direzione intraprendere.
In questo contesto si inserisce la presa di posizione del comitato cittadino, che con un comunicato attacca frontalmente l’impostazione dello studio e sollecita un cambio di metodo nelle decisioni. “Non volevamo crederci, pensavamo a uno scherzo, ma abbiamo scoperto amaramente che era tutto vero”, si legge nel documento diffuso nelle ultime ore. Parole dure, che puntano il dito contro quella che viene definita un’“assurdità” tecnica e politica, con il rischio - secondo i firmatari - di compromettere la credibilità dell’amministrazione agli occhi dei cittadini.
Nel documento si evidenzia come lo stesso studio abbia escluso, nei fatti, il ritorno allo skymetro originario, giudicando sovrastimata l’ipotesi di prolungamento della metropolitana. Un passaggio che il comitato accoglie con favore, ma che non basta a salvare l’impianto complessivo della proposta.
Da qui la richiesta precisa alla maggioranza: aprire il confronto alla città. “Non era questa l’amministrazione che voleva ridare voce alle persone? Questo è il momento per dimostrarlo”, scrivono, chiedendo che la commissione consiliare del 14 maggio porti a una delibera per avviare un vero percorso di partecipazione pubblica, sul modello di quello del 2011 che indicò il tram come soluzione preferibile.
Nel frattempo, però, resta il nodo delle risorse. Con la perdita dei finanziamenti legati allo skymetro, dopo il Decreto-Legge 95/2025 Italia, qualsiasi intervento strutturale rischia di slittare di anni. Per questo il comitato invita a concentrarsi su misure immediate, a partire dal miglioramento dell’asse di forza previsto in valle, per rendere più efficiente il servizio degli autobus e sostenere la domanda attuale.
Ma la visione di lungo periodo resta chiara: “Per incentivare davvero l’uso del trasporto pubblico e ridurre il traffico serve ben altro: il tram”. Un’infrastruttura che, secondo il comitato, potrebbe garantire non solo benefici sulla mobilità, ma anche una riqualificazione urbana complessiva del territorio.