Il medico di base a Palmaro non è obbligatorio per normativa. E quindi il quartiere può benissimo rimanere senza e le persone possono benissimo rimanere costrette a spostarsi nelle altre delegazioni per le visite e per le ricette.
È il senso finale della richiesta che, qualche tempo fa, il Comitato Palmaro ha presentato alle istituzioni, tra le quali il Difensore Civico della Regione Liguria. La risposta di questo soggetto, preposto a garanzia e tutela di tutti i cittadini, è arrivata nei giorni scorsi e non lascia spazio a interpretazioni.
“Abbiamo ricevuto, dopo sollecitazioni - scrive Monica Farinelli, funzionario incaricato dal difensore civico, Francesco Cozzi - il riscontro da parte di Azienda Tutela della Salute Liguria - Area sociosanitaria n.3, attraverso il quale viene riferito che il Pasquale Greco, direttore pro tempore del Distretto Socio Sanitario 8, spiega che la normativa vigente stabilisce che il Medico di Assistenza Primaria Convenzionato deve aprire lo studio principale all’interno del Comune o dell’ambito territoriale (Distrettuale) in cui ha ricevuto l’incarico; non esiste l’obbligo di farlo in un quartiere piuttosto che in un altro”.
A questo viene aggiunto “che è stata richiesta, per il Distretto Socio Sanitario 8, la pubblicazione di venticinque zone carenti in ambito metropolitano e otto in ambito extra Genova. Venuta a conoscenza della criticità segnalata, la direzione del Distretto ha proposto all’Azienda di concordare, con le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) dei Medici di Assistenza Primaria, l’utilizzo in concessione di eventuali spazi aziendali disponibili, per assicurare una presenza territoriale più rappresentativa ove carente, tra cui anche nel quartiere in oggetto. In ogni caso allo stato attuale un cittadino in caso di necessità può comunque rivolgersi presso la Casa della Comunità hub di Pegli aperta h 24, 7 giorni su 7, o la Casa della Comunità spoke di Voltri aperta h 12 dal lunedì al venerdì, dove sono presenti ambulatori medici di assistenza primaria. Il Dott. Greco si rende inoltre disponibile a incontrare il Comitato per ulteriori chiarimenti”.
Un responso che non soddisfa minimamente i residenti. Roberto Di Somma, rieletto nei giorni scorsi nuovamente presidente del Comitato Palmaro, osserva: “Purtroppo la sintesi è semplice: la normativa non obbliga ad avere un medico in ogni quartiere. Tradotto: Palmaro può restare senza medico. Nel frattempo, ai cittadini viene indicato di rivolgersi a Pegli o Voltri. Una soluzione che, evidentemente, non tiene conto delle difficoltà reali, soprattutto per anziani e persone fragili. Come Comitato Palmaro non ci fermiamo qui: abbiamo già richiesto un incontro con il Distretto sanitario per trovare una soluzione concreta per il quartiere. Non vogliamo spiegazioni. Vogliamo una presenza medica a Palmaro”.
Il Comitato Palmaro reitera quindi la richiesta già avanzata mesi fa: “L’obiettivo dell’iniziativa non è polemico, ma volto a ripristinare un servizio di prossimità fondamentale, in un quartiere popoloso e con una significativa presenza di cittadini anziani. Il Comitato Palmaro continuerà a monitorare la situazione e a informare i cittadini sugli sviluppi, nella convinzione che il diritto alla salute passi anche dalla vicinanza dei servizi essenziali”.
A raccogliere l’appello dei cittadini palmaresi era stato anche il consigliere comunale della Lista Salis, Filippo Bruzzone, sempre molto attento ai bisogni del Ponente. Bruzzone è stato tra i soggetti che si sono maggiormente spesi e battuti per la riapertura degli ambulatori medici a Ca’ Nuova, e ora la situazione si ripresenta analoga un po’ più a valle: “Sono al corrente della situazione e mi impegnerò come sempre. La riforma sanitaria non va incontro alle esigenze dei territori e il caso di Palmaro lo conferma in pieno. Anche la Casa di Comunità di Pegli non sta funzionando come dovrebbe. Ci sono moltissime criticità da mettere a posto, ma le seguiamo passo per passo, facendo le opportune segnalazioni”.
A Palmaro vivono circa settemila persone. Senza un medico di base. Un caso che non può non destare stupore e disappunto.