Dura polemica politica sollevata dalla Lega sulla nomina del nuovo Capo Ufficio Stampa.
Al centro delle critiche dei consiglieri leghisti Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua c’è quello che è stato definito un “bando lampo”: un avviso di ricognizione interna pubblicato sulla intranet dell’Ente nella mattinata del 28 aprile e con scadenza già fissata al giorno successivo.
Secondo gli esponenti del Carroccio, “la trasparenza non è un optional e la dignità dei lavoratori del Comune non può essere compressa in appena 24 ore”. La Lega denuncia inoltre che “pubblicare un avviso a ridosso della scadenza significa, di fatto, limitare la partecipazione e mortificare le professionalità già presenti all’interno della macchina comunale”. Dopo una diffida formale, l’Ente ha concesso una proroga, ma per la Lega resta aperta la questione di metodo.
Le contestazioni non si fermano ai tempi della procedura, ma riguardano anche la natura dell’incarico, previsto tramite l’articolo 110 del TUEL, quindi con un contratto a tempo determinato legato al mandato del sindaco. Una scelta ritenuta “quantomeno singolare” dai consiglieri, che si interrogano: “Perché, per un incarico tecnico-specialistico di informazione istituzionale, si sceglie una formula contrattuale precaria e collegata al ciclo politico?”.
Bordilli e Bevilacqua insistono sulla necessità di separare l’informazione istituzionale dalle logiche fiduciarie della politica: “Un giornalista che lavora per l’Ente deve poter operare in un quadro di indipendenza e stabilità, non con la valigia in mano a ogni cambio di amministrazione”. Secondo la Lega, infatti, “trasformare profili tecnici in ruoli precari rischia di indebolire l’imparzialità della comunicazione istituzionale”, concludendo con un monito netto: “il merito deve venire prima di qualsiasi logica di appartenenza”.
La Lega assicura che continuerà a vigilare sull’iter relativo al Capo Ufficio Stampa per garantire la “correttezza dei processi amministrativi”.