Attualità - 01 maggio 2026, 08:15

Fiamme in una cella del carcere di Marassi. Il SAPPE: “Situazione insostenibile, servono più agenti”

Due detenuti incendiano carta e plastica imbevuta d’olio nella sesta sezione. Il sindacato denuncia il sovraffollamento e la cronica mancanza di organico nel secondo istituto del distretto

È stato un pomeriggio teso quello di ieri nel carcere di Marassi, dove un principio di incendio ha rischiato di scatenare conseguenze drammatiche, scongiurate solo dalla prontezza di intervento di alcuni agenti che hanno evitato che fumo e fiamme provocassero feriti.

Secondo quanto ricostruito da Vincenzo Tristaino, segretario nazionale SAPPE per la Liguria, e Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il caos è scoppiato nella sesta sezione dell’istituto genovese.

“Nel pomeriggio odierno [ieri n.d.r.], presso la Casa Circondariale di Marassi, due detenuti allocati nella sesta sezione hanno dato fuoco a materiale vario – plastica, carta e tessuti imbevuti d’olio – posizionandolo sulla finestra comunicante con un’altra cella, generando un principio di incendio e una situazione di potenziale grave pericolo”.

L’allarme è scattato immediatamente, attivando le procedure di emergenza. Una squadra coordinata dal Comandante di Reparto, supportata dai vice comandanti e dagli agenti di sorveglianza (sia montanti che smontanti), è riuscita a circoscrivere le fiamme in breve tempo. I responsabili del gesto sono stati fatti uscire dalla cella, mentre un terzo detenuto rimasto coinvolto è stato soccorso prontamente: per fortuna, non si registrano feriti.

Nonostante il successo dell'operazione di salvataggio, il SAPPE punta il dito contro le condizioni strutturali in cui versa il carcere. L’episodio odierno è considerato il sintomo di un malessere profondo che affligge il sistema penitenziario ligure.

Se da una parte, infatti, l’evento è stato gestito con “grande professionalità e senso del dovere”, non si può non tenere conto del fatto che sia l’ennesimo episodio di violenza all’interno del carcere. Questo è un fenomeno strettamente correlato all’eccessivo numero di detenuti rispetto alla capienza delle strutture e Marassi, secondo istituto per dimensioni del distretto ligure-piemontese, soffre di una mancanza cronica di personale che “rende sempre più complessa la gestione quotidiana della sicurezza interna”. 

I vertici del sindacato chiedono ora interventi rapidi e non solo promesse. La priorità assoluta resta la sicurezza di chi in carcere ci lavora e di chi vi è ristretto.

“Ribadiamo con forza la necessità di un immediato potenziamento degli organici nella Regione Liguria e, in particolare, a Marassi, oltre a interventi strutturali e organizzativi che consentano di prevenire episodi di questa natura e garantire condizioni di lavoro dignitose per il personale e di sicurezza per tutti”.

Il SAPPE ha già annunciato che non abbasserà la guardia, confermando l'intenzione di “continuare a denunciare queste criticità e a sollecitare risposte concrete dalle istituzioni”.

Redazione