(Adnkronos) - "Bisogna riconoscere il giusto valore al lavoro, sia pubblico che privato. Occorre intervenire in più direzioni: contrasto ai salari poveri, recupero del potere d’acquisto, stabilità per i precari, maggiori opportunità per giovani e donne, inclusività per i lavoratori fragili, pensioni eque, sicurezza nelle aziende e governo equo della transizione digitale. Sono questi i punti del Manifesto del lavoro che proponiamo come sinistra sociale”. Lo afferma il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, intervenendo alla nona edizione della Giornata del lavoro “Lavoro e Futuro”, organizzata dal sindacato in Piazza del Plebiscito, a Napoli, in occasione della Festa dei Lavoratori.
“Questo Primo Maggio si colloca in un contesto di difficoltà e preoccupazione, segnato anche da un indebolimento del ruolo del sindacato come corpo intermedio. È quindi necessario rilanciarne la funzione, restituendogli spazio e capacità di incidere sulle scelte che riguardano il lavoro. La Confsal intende contribuire a questo percorso”. Sul cuneo fiscale, aggiunge, “serve una scelta chiara tra riduzione delle aliquote e incremento delle detrazioni per lavoro dipendente. Ho espresso contrarietà al taglio delle aliquote perché i benefici si estendono anche ai redditi più alti, come dimostra l’ultima legge di bilancio: circa un miliardo di euro, pari a 450 euro a testa, è andato a 200mila contribuenti con redditi superiori ai 60mila euro annui. Le detrazioni, invece, indirizzano le risorse esclusivamente verso chi lavora”.
“Serve un patto per il lavoro concreto e vincolante tra governo, imprese e parti sociali: non bastano dichiarazioni di principio, ma impegni verificabili per ridare dignità al lavoro e governare i cambiamenti in atto”. “È indispensabile recuperare il potere d’acquisto delle retribuzioni – sottolinea Margiotta – perché oggi troppi lavoratori, pur occupati, non riescono a sostenere il costo della vita. Intervenire su salari bassi e cuneo fiscale è una priorità non più rinviabile”. Sul decreto del Primo Maggio, conclude, “accogliamo positivamente le misure a favore del lavoro, ma proponiamo miglioramenti in Parlamento. Va rafforzato il principio di equa retribuzione con norme universali che garantiscano condizioni dignitose a tutti i lavoratori. Bene il richiamo alla contrattazione, ma serve una distinzione netta tra quella di qualità e quella non adeguata. Occorre inoltre incentivare la contrattazione collettiva, valorizzando il negoziato anche con adeguati strumenti economici e coperture”.