Attualità - 03 maggio 2026, 09:40

Il Comune di Genova aderisce alla Carta della partecipazione pubblica

Più coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali, rafforzato il ruolo dei Municipi e della pianificazione condivisa della città. Salis: "Partecipazione e confronto devono diventare strumenti ordinari"

Il Comune di Genova aderisce alla Carta della partecipazione pubblica. La giunta comunale, su proposta della sindaca Silvia Salis e di concerto con l’assessore al Decentramento amministrativo e alla Partecipazione dei cittadini Davide Patrone e con l’assessora all’Urbanistica, Verde urbano, Smart City e Città dei 15 minuti Francesca Coppola, ha approvato la delibera che formalizza l’ingresso dell’ente nel documento promosso a livello nazionale per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.

La decisione arriva a pochi giorni dall’incontro svoltosi a Genova il 17 aprile, durante il quale l’Associazione Italiana per la Partecipazione Pubblica (AIP2), tra i promotori della Carta, ha presentato la nuova versione del documento nel corso di un evento patrocinato dal Comune. All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, gli stessi assessori Patrone e Coppola e la presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso.

La Carta della partecipazione pubblica, nata nel 2014 su iniziativa di organizzazioni della società civile tra cui AIP2, International Association of Facilitators (IAF) Italia e Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), è stata sottoscritta negli anni da numerosi enti pubblici con l’obiettivo di promuovere processi partecipativi capaci di migliorare la qualità delle politiche pubbliche. A partire dal 2024 il documento è stato aggiornato attraverso un percorso coordinato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, con il contributo di istituzioni e realtà civiche. Quattro i macro-obiettivi individuati: trasparenza nei processi decisionali, innovazione delle politiche di apertura, inclusività nell’accesso alle tecnologie e rafforzamento dell’open data. La nuova versione si articola inoltre in sei valori – inclusione, trasparenza, equità, cooperazione, fiducia ed efficacia – e sei princìpi operativi: informare, coinvolgere, facilitare, co-creare, rendere conto e valutare.

"Partecipazione, ascolto e confronto con i territori devono diventare strumenti ordinari dell’azione amministrativa, perché le decisioni più condivise sono anche le decisioni più solide, trasparenti ed efficaci – dichiara la sindaca Silvia Salis – In una città policentrica e complessa come la nostra, rafforzare il ruolo dei Municipi, valorizzare le energie civiche della comunità e costruire forme di dialogo strutturato con cittadine, cittadini, associazioni e portatori di interesse significa migliorare la qualità delle decisioni pubbliche e renderle più vicine ai bisogni reali dei territori. È la direzione che abbiamo intrapreso dal giorno del nostro insediamento e che vogliamo rafforzare, dando continuità a un’idea di amministrazione aperta, vicina alle persone e capace di costruire insieme alla città. Ed è un’impostazione che vogliamo applicare in modo trasversale: nella pianificazione urbanistica, nei programmi di rigenerazione urbana, nelle politiche sul verde, nell’uso sostenibile del suolo e nella cura dello spazio pubblico. L’adesione alla Carta della partecipazione pubblica significa riconoscere il coinvolgimento della cittadinanza e dei Municipi come parte integrante delle strategie con cui si dà forma alle politiche pubbliche".

Sulla stessa linea l’assessore Davide Patrone: "L’adesione del Comune di Genova alla Carta della partecipazione pubblica non è un mero atto formale, ma una concreta testimonianza dell’impegno della nostra Amministrazione nel rafforzare e creare nuovi canali di partecipazione della cittadinanza ai processi amministrativi. Genova vanta un tessuto sociale ricco, variegato e policentrico: si tratta di una risorsa fondamentale che è nostro dovere valorizzare ogni giorno, anche mediante il fondamentale ruolo dei Municipi, per rendere le persone co-protagoniste dell’attività amministrativa attraverso la promozione di modelli di governance inclusivi, partecipativi e responsabili, per dare un’attuazione reale e quotidiana ai fondamentali princìpi di decentramento e sussidiarietà orizzontale. Dal progetto “Fuori dal Comune”, che sta riscuotendo un interesse crescente, alla riforma dei Municipi a cui stiamo lavorando, decentramento e partecipazione sono per noi due priorità che rappresentano una sfida politico-culturale e una strategia per migliorare la qualità della vita quotidiana".

L’assessora Francesca Coppola sottolinea infine il legame tra partecipazione e pianificazione urbana: "La Carta della partecipazione pubblica è un documento importantissimo che, puntando sull’amministrazione condivisa quale modello di relazioni tra istituzioni e cittadinanza, promuove il coinvolgimento delle comunità territoriali per orientare la pianificazione urbanistica al perseguimento dell’interesse pubblico e alla sostenibilità delle trasformazioni urbane. I princìpi della Carta risultano coerenti con gli indirizzi dell’Amministrazione in materia di rigenerazione urbana, orientati al riuso e alla valorizzazione della città esistente, alla riduzione del consumo di suolo e al miglioramento della qualità urbana e sociale dei quartieri, in linea con il modello della Città dei 15 minuti. Obiettivi che sono alla base dei percorsi di co-progettazione avviati nel centro storico e a Ponente con “Fuori dal Comune”, progetto che condensa la nostra visione di un’amministrazione condivisa e partecipata".

Redazione