Politica - 05 maggio 2026, 15:42

Adunata degli Alpini, Salis in Consiglio comunale: “Alle donne dico che le vostre preoccupazioni non sono rimaste inascoltate”

La sindaca chiede scusa ai genovesi per i disagi legati alla manifestazione e affronta il tema delle molestie: “Le colpe di singoli individui non possono macchiare un'intera comunità”. Tolleranza zero sulle violenze, presidi potenziati

La novantasettesima adunata degli Alpini è oramai alle porte e mentre Genova si prepara ad accogliere quattrocentomila penne nere, il dibattito politico e non solo tiene banco in città.

Proteste e rimostranze non sono mancate, a cominciare da quella dei genitori che alcune settimane fa contestavano la scelta di chiudere indistintamente tutti i plessi; o quella degli ambulanti che non allestiranno i mercati venerdì e sabato in piazza Romagnosi e a Terralba.

O ancora, le scritte contro gli alpini comparse alcuni giorni fa in via San Luca, a cui sono seguiti manifesti ostili. E in un clima non certo disteso la sindaca di Genova Silvia Salis ha deciso di rivolgersi direttamente ai cittadini e alle cittadine affrontando i nodi del dibattito che nelle ultime settimane ha attraversato la città: i disagi per i cittadini, le chiusure, e il tema più delicato, quello delle molestie che in passate edizioni dell'Adunata hanno segnato altre città.

Salis ha aperto il suo intervento con un ringraziamento agli uffici comunali e regionali e all'Associazione Nazionale Alpini, per poi rivolgersi direttamente a chi guarda all'evento con preoccupazione. “Voglio rivolgermi anche ai genovesi che guardano all'Adunata con preoccupazione per i disagi che inevitabilmente creerà”, ha detto. “Stiamo parlando di un evento che porta centinaia di migliaia di persone in città, che senza dubbio stravolge la quotidianità. Vi chiediamo scusa per il traffico e le difficoltà negli spostamenti, per le chiusure e i disservizi. E vi ringraziamo per la pazienza”.

Sul confronto con le edizioni precedenti, la sindaca ha risposto a chi sostiene che venticinque anni fa tutto fosse stato gestito più semplicemente: “È possibile, ma in venticinque anni sono cambiate tantissime cose, a partire dai protocolli di sicurezza per organizzare manifestazioni di questa portata. Chiudere scuole, parchi, giardini, strade non è una misura piacevole, ma è necessaria, come dimostrano anche le tante altre città che hanno ospitato gli alpini negli ultimi anni”.

È però sul tema della sicurezza delle donne che il discorso di Salis ha assunto il tono più diretto e netto. Richiamando gli episodi inaccettabili avvenuti in passate edizioni dell'Adunata in altre città, la sindaca ha scelto di non eluderlo: “Mi rivolgo alle donne di questa città che hanno espresso timori richiamando episodi inaccettabili avvenuti in passate edizioni dell'Adunata in altre città. Voglio dirvi che le vostre preoccupazioni non sono rimaste inascoltate”.

Le parole che seguono sono state tra le più ascoltate in aula: “Nessuna donna, mai, dovrebbe sentirsi insicura a camminare per le strade della propria città. Le molestie, anche quelle verbali o travestite da ‘goliardia’, non sono folklore: sono violenza. Su questo, a Genova, la tolleranza è e sarà sempre pari a zero”.

Salis ha poi illustrato le misure concrete adottate in collaborazione con l'ANA: “Abbiamo potenziato i presidi di sicurezza, creato canali di ascolto rapido e sensibilizzato le forze dell'ordine per intervenire tempestivamente”. Pur riconoscendo la gravità di quanto accaduto altrove, la sindaca ha però tenuto a distinguere le responsabilità individuali da quelle collettive: “Le colpe, gravi e intollerabili, di singoli individui nel passato non possono e non devono macchiare la storia e il presente di un'intera comunità che ha valori profondi”.

Salis ha concluso il suo intervento con un saluto diretto alle penne nere in arrivo: “Care penne nere, Genova vi dà il benvenuto. Buona Adunata a tutte e tutti”.

Chiara Orsetti - Isabella Rizzitano


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