Due giorni di visite gratuite per far conoscere ai cittadini la nuova sanità territoriale, con una risposta di oltre 2.800 cittadini. Sono i dati forniti dall’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, sugli Open day delle Case di Comunità del 18 e 19 aprile scorsi.
“In Consiglio regionale – spiega il capogruppo di Vince Liguria, Matteo Campora, che ha presentato un’interrogazione – ho chiesto all’assessore alla Sanità Nicolò un riscontro sui recenti Open day delle Case di Comunità. La mia interrogazione nasce con lo scopo di verificare l’apprezzamento dei cittadini e capire se la comunicazione sia arrivata in modo puntuale, approfondendo il tema delle Case di Comunità, che sono elemento cardine del nuovo sistema sanitario”.
Lo scorso 18 e 19 aprile, infatti, Regione Liguria ha promosso un Open day diffuso delle Case di Comunità, offrendo visite e prestazioni gratuite ad accesso libero. Un’iniziativa volta a far conoscere i servizi e ad avvicinare la popolazione a questo nuovo modello organizzativo della sanità territoriale.
L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha illustrato i risultati spiegando che, dei 2.800 accessi totali, sono stati 622 quelli in Asl 1, 966 in Asl 2, 501 in Asl 3, 208 in Asl 4 e 380 in Asl 5.
“L’iniziativa, promossa da Regione Liguria in collaborazione con Ats Liguria – afferma Nicolò – ha registrato complessivamente oltre 2.800 accessi tra sabato 18 e domenica 19 aprile. I numeri hanno confermato l’interesse crescente verso un modello di assistenza integrata e facilmente accessibile. Le aperture straordinarie, con visite e prestazioni gratuite ad accesso diretto, sono state non solo un’opportunità concreta di prevenzione e cura, ma anche un momento di conoscenza e orientamento per i cittadini rispetto all’offerta sanitaria territoriale. Per le Case di Comunità qualcuno parla di scatole vuote, invece abbiamo dimostrato che non lo sono assolutamente e sono 227 i medici che porteranno a coprire tutta la turnistica”.
“Numeri – commenta Campora – che confermano l’interesse crescente verso un modello di assistenza diffusa, integrata e facilmente accessibile e direi ben comunicata, visto il risultato. Le aperture delle Case di Comunità, con visite e prestazioni gratuite ad accesso diretto, si sono rivelate non solo un’opportunità concreta di prevenzione e cura, ma anche un momento di conoscenza e orientamento per i cittadini rispetto all’offerta sanitaria territoriale, confermando il valore strategico di queste strutture. È quindi smentita la narrazione delle Case di Comunità come contenitori vuoti”.