I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: la Liguria sta attraversando una fase critica sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo l'ultima elaborazione dell'Ufficio Economico della Cgil, basata sui dati Inail relativi al primo trimestre 2026, le denunce di infortunio e di malattie professionali sono in netto aumento, con un dato particolarmente allarmante che riguarda le morti bianche.
Nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2026, la Liguria ha registrato complessivamente 4.450 denunce di infortunio, il che si traduce in una media di oltre 50 incidenti al giorno. Si tratta di un incremento del 2,3%rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Ancora più tragico è il bilancio delle vittime: nel primo trimestre si sono contati 7 casi mortali, due in più rispetto al 2025, segnando un aumento del 40%. Un dato che isola la Liguria nel panorama settentrionale: è infatti l'unica regione del Nord-Ovest a registrare un aumento dei decessi, laddove la media dell'area scende dell'11,7% e quella nazionale dell'8,6%.
A livello provinciale, mentre Genova scende da 2 a 1 vittima, si registra un aumento a Imperia (da 0 a 2 casi) e a La Spezia (da 1 a 2), mentre Savona resta stabile con 2 decessi. Parallelamente, crescono anche le malattie professionali, con 641 casi denunciati (+15,5% su base annua).
Di fronte a questo scenario, il Segretario Generale Cgil Liguria, Maurizio Calà, punta il dito contro le politiche nazionali e annuncia una mobilitazione immediata. Dalla prossima settimana, il sindacato sarà impegnato nella raccolta firme per una legge di iniziativa popolare mirata a cambiare le regole del settore degli appalti.
"L’unico modo per affrontare con serietà e concretezza l’aumento degli infortuni e delle malattie professionali sul lavoro è investire in prevenzione, formazione e controlli ridando dignità al lavoro - ha commentato Maurizio Calà - Purtroppo ridare dignità al lavoro non è tra le priorità del Governo che negli anni ha destrutturato uno dei settori del lavoro più complicati, quello degli appalti, pubblici e privati, e dove infatti sono maggiori le probabilità di essere esposti a incidenti, infortuni e malattie professionali. La Cgil ha deciso di dare concretezza alla lotta per salute e sicurezza sul lavoro e dalla prossima settimana sarà impegnata nella raccolta firme per una legge di iniziativa popolare per ridare alle lavoratrici e ai lavoratori degli appalti maggiore stabilità occupazionale, meno ricattabilità e migliori condizioni di sicurezza".