Attualità - 07 maggio 2026, 14:24

Servizi educativi, cambia il punteggio: parità per i bambini in affido o preadozione

La Giunta approva la modifica ai criteri d'accesso per la fascia 0-6 anni. La Sindaca Salis: "Una città che mette i diritti dei più piccoli al centro"

Importante svolta sul fronte dell’equità sociale e dei diritti dei minori a Genova. Su proposta dell’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone, la Giunta comunale ha approvato una modifica sostanziale ai criteri e ai punteggi per l’accesso ai servizi educativi comunali rivolti alla fascia d’età 0-6 anni.

Il cuore del provvedimento risiede nell'equiparazione del punteggio tra i bambini residenti con almeno un genitore nel Comune di Genova e i minori in affido familiare o preadottivo. Per entrambe le categorie il punteggio sarà ora fissato a 26 punti. La decisione mira a rendere il sistema di accesso ai servizi comunali pienamente coerente con la normativa nazionale, garantendo il principio del superiore interesse del minore ed eliminando ogni possibile differenza di trattamento legata alla tipologia di inserimento nel nucleo familiare.

Sull'importanza di questa misura è intervenuta la sindaca di Genova, Silvia Salis, sottolineando il valore etico della scelta: "Le istituzioni hanno il dovere di riconoscere la realtà delle famiglie e dei percorsi di vita dei bambini e delle bambine, soprattutto quando sono più delicati e hanno bisogno di maggiore attenzione;  l’affido famigliare e il percorso preadottivo non possono diventare, nemmeno indirettamente, un elemento di svantaggio nell’accesso ai servizi. Parliamo di minori che devono trovare nelle istituzioni stabilità, protezione e continuità. Questo provvedimento è una misura coerente con l’idea di una città che non lascia indietro nessuno e che mette i diritti dei più piccoli al centro delle proprie decisioni".

Sulla stessa linea l’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone, che ha curato la proposta: "Con questo provvedimento, il Comune di Genova compie un passo importante nella direzione dell’equità e della tutela dei diritti dei minori. Abbiamo voluto adeguare i criteri di accesso ai servizi educativi riconoscendo pari dignità e pari opportunità ai bambini e alle bambine in affido familiare o preadottivo, garantendo loro gli stessi standard di protezione e accesso ai servizi essenziali. È una scelta di responsabilità amministrativa ma anche di attenzione concreta verso i percorsi di accoglienza e inclusione delle famiglie affidatarie".

Con questa modifica, l’amministrazione comunale ribadisce l'impegno a sostenere le famiglie che scelgono la via dell'accoglienza, assicurando che i percorsi di affido e adozione siano supportati da servizi pubblici accessibili e privi di ostacoli burocratici o di punteggio.

Redazione


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