La Liguria si conferma punto di riferimento nazionale per la Blue Economy e Genova resta uno degli hub strategici della nautica professionale. È il quadro emerso durante l’evento “Genova for Yachting-presentazione dati studio impatto economico e sociale della nautica professionale”, nel corso del quale è stata illustrata la sesta edizione dello studio realizzato da TEHA, The European House-Ambrosetti, sull’impatto economico e sociale della nautica dei grandi yacht sul porto e sulla città.
Nel 2025 il comparto della nautica professionale genovese ha raggiunto un impatto economico di 663 milioni di euro, in crescita del 5% rispetto ai 630 milioni del 2024. Aumenta anche l’impatto occupazionale, salito a 3.240 addetti, contro i 3.150 dell’anno precedente, mentre il contributo stimato al Pil ligure arriva a 234 milioni di euro, rispetto ai 222 milioni del 2024. Numeri che confermano una crescita costante del settore, con un tasso medio annuo del 9,3% dal 2017.
A sottolineare il valore strategico del comparto è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale della Liguria Stefano Balleari. "La Liguria si conferma infatti prima in Italia per numero di imprese della Blue Economy e per incidenza degli occupati nelle professioni del mare, a testimonianza di un sistema produttivo solido, dinamico e fortemente radicato nel territorio", ha dichiarato.
Secondo Balleari, questo primato si inserisce in una visione più ampia che riconosce al mare un ruolo centrale nello sviluppo economico, occupazionale e geopolitico del Paese. "In questo contesto, la Regione Liguria è impegnata in prima linea per rafforzare il legame tra formazione e lavoro, con l’obiettivo di rispondere in modo concreto alla crescente domanda di professionalità specializzate proveniente dalle imprese del settore", ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale.
Tra le iniziative richiamate c’è anche il Tavolo regionale “ForMare”, pensato come strumento di coordinamento tra istituzioni, sistema formativo e mondo produttivo per individuare i fabbisogni professionali e costruire percorsi formativi più aderenti alle richieste delle aziende. "Investire nella formazione significa investire nel futuro della Blue Economy. La Liguria intende consolidare il proprio ruolo guida, accompagnando una nuova generazione verso professioni qualificate, stabili e ad alto valore aggiunto", ha concluso Balleari.
Accanto ai dati positivi, però, Genova for Yachting ha posto l’attenzione anche sui segnali di rallentamento. Nel 2025 i giorni di permanenza complessivi degli yacht sono scesi da 77mila a 71mila, con un decremento di circa l’8,5%. Per la prima volta si registra anche un calo delle presenze nella fascia di imbarcazioni tra i 50 e i 75 metri. Una contrazione che, per ora, non ha frenato l’impatto economico complessivo, grazie all’aumento del valore generato per ogni giorno di permanenza, ma che secondo l’associazione rappresenta un campanello d’allarme.
Il rischio, sottolineato durante l’assemblea “Genova crede alla grande nautica?”, è che il polo genovese perda terreno rispetto a realtà internazionali come Barcellona e la Riviera francese, dove negli ultimi anni sono stati sviluppati modelli di governance più strutturati e investimenti pubblici mirati su infrastrutture, servizi, innovazione e sostenibilità.
"Nei dati che ci restituisce lo studio TEHA per il 2025, il nostro comparto si conferma strategico per il porto e la città oltre a dimostrare una crescente capacità di generare valore in termini qualitativi", ha commentato Giovanni Costaguta, presidente di Genova for Yachting. "L’aumento del valore economico per giorno di permanenza degli yacht evidenzia il posizionamento sempre più alto dell’offerta genovese nel panorama internazionale, ma non basta a contrastare in prospettiva la concorrenza sempre più agguerrita".
Costaguta ha poi sottolineato la necessità che la nautica professionale venga coinvolta nelle strategie di sviluppo del porto e della città: "Riconoscere e valorizzare il ruolo della nautica professionale significa investire in un settore che contribuisce in modo concreto alla crescita economica, all’occupazione di qualità e alla proiezione internazionale di Genova, rafforzando il legame tra porto e città in una prospettiva di sviluppo condiviso".
Sulla stessa linea anche Alberto Amico, portavoce dei cantieri di Genova for Yachting: "Il mercato del refit e servizi ai super yacht è in crescita a livello mondiale e sta attirando nuovi capitali che si traducono in investimenti in infrastrutture e servizi". Per Amico, l’esperienza di Barcellona e della Riviera francese deve rappresentare un riferimento concreto anche per Genova, "da troppo tempo ferma, se non vuole perdere posizioni come hub mondiale di riferimento".
Durante il confronto è stato ribadito anche il ruolo della formazione e dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro. "Le professionalità che il nostro territorio esprime nei servizi alla nautica dei grandi yacht rappresentano un valore distintivo nella competizione globale", ha dichiarato Cinzia Farinetti, vicepresidente di Genova for Yachting, ricordando la collaborazione con il Blue District e i career day dedicati al settore.