Ci sono anche due ricercatori legati all’Università di Genova tra i dieci finalisti della XV edizione del Premio GiovedìScienza, il riconoscimento promosso dall’Associazione CentroScienza Onlus per valorizzare il lavoro dei giovani ricercatori e delle giovani ricercatrici under 35 e la loro capacità di raccontare la scienza al grande pubblico.
A rappresentare Genova saranno Giorgia Ailuno, classe 1993, ricercatrice del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Genova, e Lorenzo Brocada, classe 1995, geografo dell’Università di Genova con dottorato all’Università di Sassari. Entrambi sono stati selezionati tra le cento candidature arrivate per l’edizione 2026 del premio, provenienti da 14 regioni italiane e valutate da 127 referees.
Ailuno concorre con una ricerca nell’ambito della terapia oncologica, dedicata allo sviluppo di nanoparticelle bio-mimetiche per il trattamento mirato del glioblastoma, una delle forme più aggressive e complesse di tumore cerebrale. Il progetto studia particelle ispirate alle vescicole extracellulari prodotte naturalmente dalle cellule, pensate per trasportare i farmaci direttamente al tessuto tumorale, riducendo l’impatto sui tessuti sani e migliorando l’efficacia delle terapie.
Brocada ha invece presentato il progetto “Envisioning Landscapes”, dedicato all’evoluzione del paesaggio italiano. La ricerca utilizza diari di viaggio, vedute pittoriche e fotografie storiche, integrandoli con strumenti digitali GIS, per ricostruire il rapporto tra comunità, ambiente e territorio nel corso dei secoli. Uno studio che guarda anche a temi attuali come cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, turismo ed evoluzione delle coltivazioni mediterranee.
I dieci finalisti della XV edizione del Premio GiovedìScienza sono cinque ricercatrici e cinque ricercatori selezionati tra le migliori candidature arrivate dalle università italiane. Oltre ad Ailuno e Brocada, in gara ci sono Giada Bianchetti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gloria Leva dell’Università di Trento, Massimiliano Lucidi dell’Università Roma Tre, Chiara Lucifora dell’Università degli Studi Link di Roma, Lorenzo Mannocci dell’Università di Pisa, Angelica Oian dell’Università di Padova, Marco Martino Rosso del Politecnico di Torino e Gianluca Serra del Politecnico di Milano.
Il premio, arrivato alla quindicesima edizione, ha valutato negli anni oltre 950 candidature e visto la partecipazione di 525 ricercatrici e 431 ricercatori under 35, coinvolgendo più di 1500 studenti e studentesse nella giuria popolare. Per il 2026 sono arrivate cento candidature: 64 da ricercatrici e 36 da ricercatori.
La fase conclusiva vedrà i finalisti presentare le proprie ricerche in forma divulgativa davanti a una Giuria Tecnica di esperti della comunicazione scientifica e a una Giuria Popolare composta da studenti e studentesse, chiamate a valutare non soltanto il rigore scientifico dei lavori, ma anche la loro efficacia comunicativa.
La finale è in programma giovedì 28 maggio 2026 nella Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze di Torino. In palio il Premio GiovedìScienza, del valore di 5.000 euro, assegnato al miglior contributo divulgativo, che offrirà al vincitore la possibilità di raccontare la propria ricerca al pubblico di GiovedìScienza con una conferenza dedicata nell’edizione 2026/2027.
Saranno inoltre assegnati tre premi in denaro da 3.000 euro ciascuno e due percorsi formativi: il Premio Speciale Elena Benaduce, riservato ai lavori con ricadute sul benessere delle persone e sulla qualità della vita, il Premio GiovedìScienza Futuro, per il miglior studio di fattibilità, e il Premio Impresa sostenibile e digitale, dedicato ai progetti sui temi della sostenibilità e della digitalizzazione.