Attualità - 11 maggio 2026, 14:45

Sclerosi multipla, uno studio dell’Università di Genova punta sul nervo ottico per la diagnosi precoce

La ricerca coordinata da Matilde Inglese e presentata a Chicago evidenzia l’efficacia combinata di OCT e risonanza magnetica nell’individuare la malattia anche in assenza di sintomi visivi

Importante passo avanti nella diagnosi precoce della sclerosi multipla grazie a uno studio coordinato da Matilde Inglese del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova, presentato nei giorni scorsi all’American Academy of Neurology di Chicago.

La ricerca ha approfondito il ruolo del nervo ottico nell’identificazione della malattia secondo i nuovi criteri diagnostici McDonald 2024, che rappresentano oggi uno dei principali riferimenti internazionali per la diagnosi della sclerosi multipla.

Lo studio ha coinvolto complessivamente 740 pazienti e si è concentrato sull’efficacia combinata della tomografia a coerenza ottica (OCT) e della risonanza magnetica per individuare il coinvolgimento del nervo ottico, alterazione che può manifestarsi anche in assenza di evidenti disturbi della vista.

I risultati ottenuti hanno evidenziato come l’integrazione tra le due tecnologie diagnostiche permetta di aumentare sensibilmente accuratezza e rapidità nell’individuazione della patologia.

Secondo i ricercatori, la possibilità di riconoscere precocemente i segni della sclerosi multipla rappresenta un elemento fondamentale per avviare tempestivamente i trattamenti terapeutici e migliorare così la gestione clinica della malattia.

Redazione