Il Consiglio Comunale di Genova ha votato oggi all’unanimità un ordine del giorno straordinario per chiedere un confronto istituzionale urgente con Prefettura e Questura. Al centro della contesa c'è il progetto di spostamento dell'Ufficio Passaporti e dell'Ufficio Immigrazione presso la caserma del Reparto Mobile in via Sardorella, in Valpolcevera. Una decisione che ha sollevato forti critiche per l'inadeguatezza logistica della zona, giudicata difficilmente raggiungibile e priva di collegamenti adeguati con il trasporto pubblico.
Durante il dibattito in aula, l’assessora Cristina Lodi ha espresso la ferma contrarietà dell'amministrazione a una scelta che sembrerebbe ignorare le peculiarità geografiche di Genova. “A volte si ha la sensazione che forse non si conosca bene il territorio genovese perché il territorio genovese in pochi chilometri cambia profondamente”, ha esordito Lodi, sottolineando che “in città in piano molto ampie queste distanze sono irrilevanti, invece per noi sono fondamentali”.
L’assessora ha poi rivolto un appello diretto alle autorità centrali: “Speriamo e pensiamo che da parte degli organi preposti dalla Questura e anche soprattutto da chi decide a Roma, ci sia una disponibilità a fare un passo indietro”. Secondo Lodi, la gestione dell'immigrazione richiede una visione complessa: “Quando si immaginano dei servizi così delicati dobbiamo vederli nella complessità. Sappiamo quanto i ritardi relativi alle emissioni dei permessi di soggiorno creino molti problemi e quanto la burocrazia sia, per una persona alla ricerca di una stabilità, uno degli elementi che prevede un accompagnamento”.
Il punto cardine dell'opposizione al trasferimento riguarda la prossimità, definita dall'assessora come un elemento fondamentale per supportare le circa 300 persone che ogni giorno frequentano l'Ufficio Immigrazione. “Quel servizio non deve andarci perché non è un servizio che può essere collocato in una zona così fragile e così lontana dal centro”, ha ribadito con forza Lodi, ricordando che via Sardorella è un'area a forte vocazione industriale, priva di marciapiedi adeguati e caratterizzata da traffico pesante.
Nonostante la fermezza, l'assessora ha garantito che il Comune non lascerà nessuno indietro: “Qualora ci sia una posizione irremovibile da parte dei soggetti decisori, sarà nostra cura occuparci comunque di quelle persone fragili. La giustificazione del fatto di non arrivarci non può essere un motivo per non aiutarli a regolarizzare la loro posizione”.
L'obiettivo immediato è l'apertura di un tavolo tecnico per valutare soluzioni alternative che non penalizzino i cittadini. “Sarà mia cura già da domani scrivere una lettera insieme all'assessora Viscogliosi per chiedere un immediato incontro”, ha annunciato Lodi, auspicando che dal confronto scaturisca “una soluzione dignitosa per le persone coinvolte, che sono persone di estrema fragilità”. L'intero Consiglio impegna ora il Sindaco e la Giunta a farsi promotori di questo dialogo per coniugare le esigenze operative della Polizia di Stato con il diritto all'accessibilità dei servizi essenziali.
UFFICI IMMIGRAZIONE E PASSAPORTI A BOLZANETO, LEGA ALL’ATTACCO: “LA SINISTRA AFFRONTI I PROBLEMI DEL TERRITORIO, NON SOLO LO SPOSTAMENTO”
“Lo spostamento dell’Ufficio Immigrazione e dell’Ufficio Passaporti alla caserma Nino Bixio di Bolzaneto non può essere liquidato con un semplice tavolo di confronto. Parliamo di centinaia di persone al giorno che dovranno raggiungere via Sardorella, in un’area già oggi segnata da criticità evidenti sul fronte dei collegamenti, dell’accessibilità e dei servizi”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali della Lega Alessio Bevilacqua e Paola Bordilli.
“La sinistra affronta il tema in modo incompleto, con poca lungimiranza e senza una reale assunzione di responsabilità rispetto ai problemi quotidiani con cui convivono residenti, commercianti, lavoratori e gli stessi agenti della Polizia di Stato. Tutti meritano rispetto e risposte concrete da parte della giunta Salis.
Come Lega avevamo presentato due emendamenti per portare nel dibattito i problemi veri del territorio, a partire dalla necessità di realizzare marciapiedi e potenziare i collegamenti con le zone centrali della vallata. Richieste respinte: un segnale politico chiaro. La sinistra non vuole assumersi la responsabilità di governare e affrontare i problemi anche delle aree più periferiche e di confine della città”.