La procura di Genova ha chiesto nuovamente l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Francesca Tuscano, l’insegnante genovese deceduta nell’aprile 2021 dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid AstraZeneca.
La nuova richiesta porta la firma del pm Giuseppe Longo e arriva dopo gli ulteriori accertamenti disposti lo scorso febbraio dalla gip Angela Maria Nutini, che aveva chiesto di approfondire alcuni aspetti della vicenda prima di decidere sul destino del fascicolo.
Secondo la ricostruzione della procura, basata anche sugli accertamenti svolti dai Nas, alla data della vaccinazione le autorità sanitarie non sarebbero state ancora a conoscenza del rischio di eventi trombotici collegati alla somministrazione del vaccino AstraZeneca. Da qui la decisione di ribadire la richiesta di archiviazione dell’indagine.
Di diverso avviso i familiari della donna, che attraverso i propri legali hanno presentato opposizione. Secondo la famiglia, già nel marzo 2021 erano disponibili segnalazioni da parte dell’Ema su possibili casi rari di trombosi associati ai vaccini a vettore virale, con particolare riferimento alle donne sotto i 55 anni.
Nell’atto di opposizione vengono richiamati anche i provvedimenti di sospensione temporanea del vaccino adottati in diversi Paesi europei e in Italia tra l’11 e il 15 marzo 2021, oltre alle successive indicazioni dell’Aifa. Per i legali dei familiari, questi elementi avrebbero dovuto incidere sulla valutazione del rischio e sulle informazioni da fornire ai cittadini prima della somministrazione.
La difesa contesta inoltre la mancata valutazione aggiornata del consenso informato. In particolare, viene richiamato il modulo firmato da Francesca Tuscano il 22 marzo 2021, che secondo i legali sarebbe stato aggiornato soltanto a febbraio, quindi prima delle nuove avvertenze emerse nelle settimane successive.
La decisione passa ora al giudice, che dovrà pronunciarsi sull’opposizione alla richiesta di archiviazione. La discussione è fissata per il 25 maggio.