Un articolo 55 per celebrare il 17 maggio, Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, sarà presentato durante la prossima seduta del consiglio comunale da consiglieri Filippo Bruzzone (Lista Civica Silvia Salis), Edoardo Marangoni ed Enrico Frigerio (Partito Democratico) e Marco Casini (Movimento 5 Stelle).
“La ricorrenza nasce il 17 maggio 1990, giorno in cui l’omosessualità venne rimossa dall’elenco delle malattie mentali dell’Organizzazione mondiale della sanità”, scrivono i consiglieri nel documento presentato a Tursi.
Genova “dopo otto anni di assenza e difficoltà di dialogo” sarebbe tornata ad ascoltare la comunità LGBTQIA+, mettendo in campo “azioni amministrative e politiche che la riconoscano, la sostengano e la tutelino”. A sottolinearlo è Filippo Bruzzone, che ricorda come da quattro anni presenti una mozione simile in occasione della ricorrenza internazionale.
Nel testo viene richiamato anche il decennale della legge Cirinnà sulle unioni civili. “Da allora si sono unite 22mila persone - osserva Edoardo Marangoni - ma oggi quella legge rappresenta ancora un accordo insufficiente, soprattutto sul fronte del riconoscimento dei figli, delle adozioni e della tutela contro i crimini d’odio e la violenza omolesbobitransfobica”.
Per Enrico Frigerio “è tempo che il consiglio comunale affronti apertamente un tema che riguarda tutte le persone e tutte le famiglie”, mentre Marco Casini richiama il nuovo rapporto di ILGA Europa, secondo cui l’Italia occuperebbe il 36esimo posto in Europa per diritti e libertà delle persone LGBTQIA+. “Non c’è più tempo per tacere, è il momento di chiedere più diritti e più libertà per tutte le persone”.
I quattro consiglieri fanno poi il punto sulle iniziative promosse nel primo anno dell’amministrazione guidata dalla sindaca Silvia Salis. Tra queste citano la partecipazione del Comune al Pride 2025 e a quello in programma il prossimo 13 giugno, il riconoscimento della bigenitorialità per due donne dopo la sentenza 68/2025 della Corte costituzionale, le iniziative sull’educazione affettiva nelle scuole, il turismo LGBTQIA+, il nuovo centro per le famiglie e l’istituzione dell’Ufficio comunale LGBTQIA+.
Nel testo vengono inoltre ringraziati gli assessori Rita Bruzzone, Emilio Robotti, Cristina Lodi, Tiziana Beghin e Davide Patrone “per il lavoro svolto”, con la promessa che “questo è solo l’inizio”.
Infine l’appello a partecipare agli appuntamenti organizzati in città nelle prossime settimane: dal convegno della rete RE.A.DY a Palazzo Tursi alla “Colorata Cena” in piazza De Ferrari, fino alle iniziative del Pride Month e al Genova Pride del 13 giugno, promosso insieme alle associazioni della comunità LGBTQIA+ genovese.