Attualità - 14 maggio 2026, 14:04

Postini multati, Slc Cgil lancia l'allarme: "Lavorare senza violare il Codice è impossibile"

Il sindacato denuncia la pioggia di sanzioni a carico dei portalettere nel centro città: mancano i parcheggi merci e Poste e Comune restano a guardare

È una situazione definita "fuori controllo" quella che stanno vivendo i postini genovesi, impegnati a garantire lo svolgimento del servizio ma costretti a fare i conti con l'impossibilità di parcheggiare i mezzi di servizio nel centro città.

La denuncia arriva da Slc, la categoria della Cgil che tutela i lavoratori della comunicazione, che punta il dito contro la cronica carenza di spazi dedicati ai veicoli merci nel centro cittadino.

A farne le spese sono i postini, destinatari di continue multe per divieto di sosta e fermata che, paradossalmente, si ritrovano a dover pagare di tasca propria per poter lavorare.

Secondo il sindacato, la conformazione urbanistica di Genova, unita a un numero di stalli per il carico e scarico del tutto insufficiente, rende ogni consegna una potenziale sanzione amministrativa.

"Il problema delle contravvenzioni per divieto di sosta e di fermata ai mezzi delle poste ricade sui portalettere che vengono colpiti con multe e sanzioni amministrative – sottolinea  Umberto Cagnazzo, Coordinatore Regionale Poste Slc Cgil –. Per tipologia urbanistica e insufficienza di parcheggi dedicati ai veicoli merci, è oggettivamente impossibile svolgere il servizio rispettando il codice stradale in tema di parcheggi e brevi fermate".

La Slc Cgil sottolinea come il peso di questa inefficienza strutturale non possa e non debba gravare sulle spalle (e sui portafogli) dei lavoratori. Per questo motivo, l'organizzazione sindacale ha deciso di interpellare direttamente i vertici dell'azienda e l'amministrazione comunale.

"Abbiamo chiesto a Poste Italiane e al Comune di Genova che si attivino urgentemente per trovare soluzioni per consentire ai portalettere di eseguire il proprio lavoro di servizio pubblico senza dover subire conseguenze di tipo amministrativo, cosa che ad oggi di fatto è praticamente impossibile", conclude Cagnazzo.

Redazione