Pena ridotta in appello per Giampaolo Bregante, l’ex comandante di navi accusato di avere ucciso la moglie Cristina Marini il 19 settembre 2024 a Sestri Levante, in provincia di Genova. La Corte d’Assise d’Appello di Genova ha rideterminato la condanna, portandola da 15 a 11 anni.
In primo grado Bregante era stato condannato a 15 anni per omicidio aggravato. I giudici avevano riconosciuto le attenuanti generiche e il risarcimento del danno, escludendo però l’attenuante della provocazione.
Nelle motivazioni della sentenza di primo grado la Corte aveva ricostruito il contesto familiare e psicologico in cui era maturato il delitto, spiegando che l’uomo non aveva agito "per provocazione", ma aveva "peccato d’orgoglio". Secondo i giudici, l’ex comandante era "logorato" dalla malattia psichiatrica della moglie e dalla difficoltà di gestire la convivenza, ma aveva scelto "in modo quasi istrionico" di "mettere in salvo" la donna "uccidendola".
L’omicidio era avvenuto all’interno dell’appartamento della coppia. Dopo avere sparato alla moglie, Bregante aveva chiamato il figlio confessando il delitto e successivamente aveva contattato i carabinieri.
Contro la sentenza di primo grado aveva presentato appello la difesa, composta dagli avvocati Federico Ricci, Paolo Scovazzi e Sara Bellomo. La Corte d’Assise d’Appello ha ora accolto parzialmente le richieste difensive, riducendo la pena a 11 anni.