Anche Greenpeace Italia esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e delle altre persone decedute ieri durante un’immersione alle Maldive. Montefalcone, ricercatrice del DISTAV dell’Università di Genova, aveva collaborato a lungo con l’associazione ambientalista nell’ambito di diversi progetti dedicati alla tutela degli ecosistemi marini.
In particolare, la studiosa aveva contribuito al progetto “Mare Caldo”, dedicato all’analisi degli effetti della crisi climatica nel Mediterraneo, e al progetto AMPower, finalizzato all’ampliamento delle aree marine protette italiane. Un impegno scientifico e divulgativo che, sottolinea Greenpeace, ha rappresentato un punto di riferimento per le attività di ricerca applicata alla conservazione del mare.
“Questa tragedia ci ha colpito profondamente. Vogliamo esprimere alla famiglia di Monica Montefalcone il nostro più sentito cordoglio. Ricercatrice di grande professionalità, era anche una persona di rara generosità ed entusiasmo. Non esitò un istante ad accettare la collaborazione con Greenpeace, sempre pronta a mettersi in prima fila per la tutela del mare. Monica sarà per sempre una guerriera dell’arcobaleno”, ha dichiarato l’organizzazione in una nota.
Il ricordo personale arriva anche da chi ha lavorato direttamente con lei. “Ringrazio Monica per tutte le immersioni, le interviste, le discussioni sul mare e le risate. I suoi insegnamenti sono stati preziosi, così come il suo contributo ai progetti di Greenpeace. Ci mancheranno immensamente la sua professionalità e i suoi consigli. Voglio ricordarla con la treccia da un lato, seduta sul gommone mentre sorride prima di scendere giù. Ciao Monica”, ha scritto Valentina Di Miccoli, della campagna Mare di Greenpeace Italia.
Profondo anche il messaggio di Giorgia Monti, ex responsabile della campagna Mare di Greenpeace. “Monica era una incredibile persona oltre che una cara amica. Con lei abbiamo fondato il progetto Mare Caldo coinvolgendo in pochi anni un’ampia rete di aree marine protette. Abbiamo condiviso molte missioni di studio e immersioni. La ricordo per quella luce speciale che aveva negli occhi quando parlava delle meraviglie del mare e dell’importanza di proteggerle”.