Cultura e spettacoli - 19 maggio 2026, 14:15

Don Gallo rivive nelle piazze del centro storico con "Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei": teatro, letture e un grande concerto a Matteotti

Il 22, 23 e 30 maggio il progetto della Comunità di San Benedetto al Porto per tenere vivo il messaggio del prete di strada. Un palinsesto di eventi gratuiti guidato da grandi artisti tra cui Vinicio Capossela, Willie Peyote, Ex-Otago, Tre Allegri Ragazzi Morti e Ministri

"Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei" era una delle domande che Don Andrea Gallo, 'Il Gallo', amava rivolgere come uno specchio, come una sfida. E proprio da questo parte il progetto culturale e sociale che la Comunità di San Benedetto al Porto vuole portare in città per tre giornate di eventi gratuiti, diffusi e aperti a tutte e tutti, in collaborazione e con il contributo di Fondazione Carige.

A rispondere all'appello sono stati artisti di età, provenienza e generi molto diversi tra loro: Vinicio Capossela, Willie Peyote, Samuel dei Subsonica, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ministri, Ex-Otago, Dente, Federico Sirianni, Gian Maria Accusani di Sick Tamburo e Prozac+, e ancora Cristina Nico, Doolia, Era Serenase con Lowtopic, Irene Buselli, Roberta Barabino, Sandri, Stellare, The Andre, Tommi Scerd. Nonostante le differenze, sono tutti accomunati dal desiderio di tenere vivo il lascito del prete di strada che nel 1970 fondò la Comunità genovese e che per decenni ha riempito palazzetti e piazze parlando di diritti, dipendenze, giustizia sociale e accoglienza, rinunciando al cachet ma non all'onore di portare avanti il suo messaggio. 

"Abbiamo coinvolto sia artisti che avevano già avuto un legame con Don Gallo sia artisti che forse non lo hanno mai conosciuto di persona, ma che portano avanti gli stessi valori con una sensibilità sociale autentica" racconta Mattia Cominotto di BOC, la società di produzione tecnica che ha costruito la line-up in stretto dialogo con la Comunità. "La risposta è stata entusiasta. Nel mondo della produzione di eventi ci eravamo fermati per qualche anno, perché mancava la motivazione giusta. Questo evento ce l'ha restituita".

Gli appuntamenti sono tre e attraversano la città in modo deliberato, senza concentrarsi in un unico luogo. Il 22 maggio, dalle 17, si comincia in piazza Don Andrea Gallo, la piazza che un tempo non aveva nome e che la città ha voluto intitolargli dopo la sua scomparsa. Qui si apre con momenti di lettura e ricordo, con le parole che lui stesso aveva lasciato scritte e dette nel corso della sua vita. Don Luigi Ciotti di Libera celebrerà la messa insieme a don Gianni Grondona e don Claudio Ghiglione; a seguire la musica di Simon Dietzche, Enrico Lisei e Fiume Sand Queer. Il 23 maggio, dalle 20 in piazza del Carmine, luogo simbolo delle origini della Comunità, è la volta di una serata che unisce canzone d'autore, teatro e danza: I Gini Paoli, Moni Ovadia con Giovanna Famulari, e il dj set di Bunna di Africa Unite. Il 30 maggio, dalle 16 in piazza Matteotti, il gran finale con il concerto che raccoglie tutta la line-up.

"Non volevamo costruire un evento unico, con un inizio e una fine" spiega Angelo Carta, educatore della Comunità. "Volevamo animare luoghi che per noi hanno un significato preciso. Piazza Don Gallo e Piazza del Carmine non sono spazi qualunque: una porta il suo nome, l'altra rappresenta l'inizio della storia di San Benedetto. Riempirle è stato un lavoro di squadra durato quasi un anno".

È Carta a raccontare cosa significavano gli eventi ai tempi del Gallo, e cosa si cerca di ritrovare oggi: "Mi ricordo i concerti altrui dove lui si presentava e riusciva, con la sua autorevolezza, a mettere in silenzio un palazzetto intero per parlare di contraccezione, di sostanze, di diritti, e lo faceva dentro i contesti della festa, senza togliere energia, anzi moltiplicandola. Poi c'erano gli eventi che la Comunità stessa organizzava: il compleanno di Andrea, una serie di appuntamenti in cui riuscivamo a proporre in città il nostro capitale sociale. Aveva artisti che gravitavano intorno a lui, alzava il telefono e diceva "vieni, facciamo una festa in piazza" e tu assistevi alla magia e pensavi: voglio capire cosa succede qui dentro. Questo progetto prova a ritrovare quello spirito, in modo diverso, perché il tempo è diverso, ma il senso è lo stesso".

Lorenzo Garzarelli, consigliere delegato ai Grandi Eventi del Comune di Genova, con parole volutamente in controtendenza rispetto al consueto protagonismo istituzionale, ha spiegato il sostegno dell'amministrazione a iniziative come questa: "Come Comune ci siamo adoperati per accompagnare la nascita di questo evento, ma il merito, e il messaggio, sono esclusivamente vostri". Garzarelli ha indicato nell'adesione gratuita degli artisti il segno più autentico di questo progetto: nessuno viene per convenienza, tutti vengono perché credono in ciò che la Comunità rappresenta e ha saputo rappresentare anche dopo la scomparsa di Don Gallo, quando sarebbe stato facile lasciar spegnere tutto. "Questo dovrebbe essere un monito per tutti noi,  nella politica, nel lavoro, nella vita quotidiana, a non ridurre ogni azione a un risultato quantificabile in termini economici o di visibilità. Quando lo facciamo, svuotiamo i messaggi che diciamo di voler portare". E ha concluso sottolineando ciò che distingue "Dimmi chi escludi" dalla maggior parte degli eventi contemporanei: non si esaurisce al calare del sipario. È un lancio, non una chiusura. La Comunità continua il suo lavoro ogni giorno, nei suoi progetti su dipendenze, politiche del cibo, lavoro, ambiente e cultura, e il festival è un megafono, non certo un traguardo.

"Questo è un po' il nostro anno zero - conclude Carta - Torniamo a costruire eventi importanti, sperando che possano diventare un appuntamento fisso. Ma sappiamo che i sequel sono spesso deludenti rispetto al primo, quindi prima di tutto cerchiamo di fare bene questo".

L'accessibilità è parte integrante del progetto: durante il concerto del 30 maggio in Piazza Matteotti sarà presente una pedana dedicata, e chi avesse esigenze particolari può scrivere in anticipo a comunicazione@sbenedetto.net. A completare l'iniziativa, le maglie autografate dei quattordici giocatori del Genoa scesi in campo contro il Milan andranno all'asta su eBay, con il ricavato interamente devoluto alla Comunità.

Il progetto è realizzato con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, Coop, CDM Lab, Genoa CFC, Fondazione Fabrizio De André ETS, Palazzo Ducale e altri partner.