Le comunità energetiche rinnovabili come strumento per produrre energia pulita, ridurre la dipendenza dalle fonti esterne e contrastare anche la povertà energetica. È stato questo il tema al centro del convegno “Comunità energetiche rinnovabili a Genova-A che punto siamo”, organizzato questo pomeriggio a Palazzo Tursi dal Comune di Genova con il supporto di IRE S.p.A.
Un momento di confronto tra istituzioni, enti tecnici e realtà già attive nel settore per fare il punto sullo sviluppo delle CER sul territorio comunale e sulle prospettive legate all’autoproduzione e alla condivisione di energia rinnovabile.
“Negli ultimi mesi si è registrata una rapida evoluzione degli scenari internazionali che impattano sul settore energetico e che hanno rimodellato le dinamiche a livello locale. Le scelte in materia energetica vanno oltre la sfera ambientale: influenzano concretamente la vita delle comunità, dato che la dipendenza nazionale dalle fonti esterne orienta le decisioni politiche. Per questo motivo l’amministrazione deve intervenire considerando sia gli aspetti economici sia le ricadute sociali e sostenere la diffusione delle comunità energetiche, con particolare riguardo all’autoproduzione di energia rinnovabile attraverso azioni concrete”, ha dichiarato l’assessora all’Ambiente e alla Sostenibilità Silvia Pericu.
Nel suo intervento Pericu ha sottolineato il potenziale delle comunità energetiche rinnovabili nel favorire la transizione energetica, promuovere un modello più sostenibile di produzione e consumo e dare una risposta concreta anche al tema della povertà energetica.
A seguire, Silvia Moggia di IRE S.p.A., Agenzia regionale per le Infrastrutture, il Recupero e l’Energia della Liguria, ha illustrato il ruolo di supporto svolto da IRE nei confronti delle amministrazioni locali per il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici previsti dal Secap, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima.
Per il Comune di Genova l’obiettivo è ridurre entro il 2030 le emissioni di CO₂ del 40% rispetto ai livelli del 2005. Un traguardo al quale, è stato spiegato durante il convegno, la produzione, la condivisione e il consumo di energia pulita attraverso l’alleanza tra cittadini, imprese ed enti pubblici possono dare un contributo importante.
Moggia ha inoltre presentato il monitoraggio del Secap compiuto dal Comune di Genova, evidenziando la strategia avviata nel capoluogo ligure attraverso la valutazione dei rischi e delle vulnerabilità del territorio, con l’obiettivo di garantire nel medio-lungo periodo energia sicura, sostenibile e accessibile.
Spazio poi al responsabile del settore Politiche energetiche del Comune, Massimiliano Varrucciu, che ha illustrato l’impegno dell’ente per l’attivazione della prima comunità energetica sul territorio comunale. L’obiettivo è produrre energia pulita, sotto “l’ombrello” di CERMAGe, la comunità energetica dell’area metropolitana di Genova, con una potenza installata di circa 200 kilowatt.
Tra le iniziative allo studio ci sono anche progetti specifici su parcheggi a raso, con la possibile sperimentazione dell’utilizzo di batterie, e su edifici di proprietà comunale interessati da interventi di efficientamento energetico.
Varrucciu ha poi richiamato il progetto “Catasto solare”, attivato congiuntamente da Comune e Università di Genova. Lo studio ha stimato le superfici disponibili in città per l’installazione di impianti fotovoltaici, individuando un potenziale teorico di 1,75 gigawatt, al netto delle criticità strutturali e burocratiche.
Il confronto è proseguito con l’intervento del presidente di CERMAGe, Claudio Cartosio, che ha evidenziato la sinergia tra Città Metropolitana e altri attori del territorio, tra cui Università e Arcidiocesi di Genova, mettendo a disposizione CERMAGe come “ombrello” amministrativo per i soggetti interessati ad aderire.
Don Gian Piero Carzino ha raccontato l’esperienza di CERS Liguria, iniziativa nata in ambito ecclesiale con ricadute educative e sociali, mentre Andrea Cavalleroni di CER Sole ha portato la testimonianza di una comunità energetica nata dai cittadini. Nel suo intervento ha sottolineato il carattere innovativo dell’esperienza, ma anche le difficoltà burocratiche che accompagnano l’avvio di progetti di questo tipo, auspicando semplificazioni amministrative.
A chiudere il giro degli interventi è stato Gianni Romeo di CER GdA Assoutenti, che si è soffermato sulla necessità di rafforzare l’informazione ai cittadini sui benefici delle comunità energetiche e di promuovere una ripartizione equilibrata dei fondi destinati alla nascita delle CER tra le diverse realtà attive sul territorio.