Cronaca - 27 maggio 2026, 17:58

Morì dopo il vaccino anticovid, la gip respinge di nuovo l’archiviazione: “L’inchiesta non deve fermarsi”

La giudice ha disposto altri quattro mesi di indagini sul decesso di Francesca Tuscano, insegnante genovese morta nell’aprile 2021 dopo la somministrazione di AstraZeneca. Sotto la lente consenso informato, disponibilità di vaccini a mRna e valutazioni sul rapporto rischio-beneficio

L’inchiesta sulla morte di Francesca Tuscano, l’insegnante genovese di 32 anni deceduta il 4 aprile 2021, circa due settimane dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid AstraZeneca, "non deve fermarsi". Lo ha stabilito la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova Angela Maria Nutini, che per la seconda volta ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Giuseppe Longo.

Il procedimento riguarda il decesso della giovane docente, già ricondotto a una reazione avversa al vaccino. La famiglia, infatti, è stata risarcita dall’Asl. Ma secondo la gip restano ancora aspetti da chiarire, non tanto sulla somministrazione in sé, quanto sulle decisioni che portarono all’utilizzo di AstraZeneca nel caso specifico e sulle informazioni disponibili in quel momento.

La nuova ordinanza arriva su sollecitazione dei legali dei genitori della vittima, Federico Bertorello, Salvatore Bottiglieri e Tatiana Massara, e dispone ulteriori accertamenti. Il punto centrale riguarda il contesto scientifico dell’epoca: la giudice richiama il fatto che già il 19 marzo 2021 l’Ema avesse segnalato rari casi di trombosi, soprattutto in donne under 55. Allo stesso tempo, la letteratura scientifica disponibile indicava un aumento del rischio trombotico fino a sei volte nei soggetti che assumevano estroprogestinici, cioè contraccettivi ormonali.

Da qui la richiesta di verificare se, alla luce di quelle informazioni, fossero adottabili criteri più prudenziali nella somministrazione del vaccino a determinate categorie di persone. Un approfondimento che, secondo la gip, non può essere liquidato senza ulteriori indagini.

Altro nodo centrale è quello del consenso informato. La vaccinazione a Francesca Tuscano fu somministrata il 22 marzo 2021, mentre l’aggiornamento del modulo informativo del Ministero della Salute risale al 25 marzo, tre giorni dopo. Nel documento firmato dalla paziente era riportata l’assenza di decessi correlati alla vaccinazione negli studi clinici, affermazione che, secondo quanto evidenziato nell’ordinanza, non sarebbe stata già più coerente con i dati Ema/Prac disponibili in quel momento.

Per la giudice, questo elemento potrebbe avere inciso sulla possibilità della giovane insegnante di compiere una scelta pienamente consapevole. Le nuove indagini dovranno quindi chiarire anche se l’informazione fornita alla paziente fosse adeguata rispetto al quadro scientifico già noto.

L’ordinanza dispone inoltre accertamenti sui giorni successivi alla somministrazione del vaccino, per verificare l’eventuale comparsa di sintomi riconducibili a complicanze tromboemboliche e la loro riconoscibilità da parte della vittima, anche alla luce delle informazioni disponibili all’epoca.

La gip chiede poi di approfondire la disponibilità dei vaccini a mRna nel periodo considerato e il contesto in cui maturarono le decisioni del Comitato tecnico scientifico, con particolare riferimento alle discussioni interne e alle valutazioni sul rapporto tra rischi e benefici.

Il termine fissato per le nuove indagini è di quattro mesi. L’ordinanza apre anche alla possibilità che, qualora dagli accertamenti emergano profili di responsabilità, l’inchiesta possa essere estesa ad altri eventuali casi analoghi.

Redazione