Politica - 27 maggio 2026, 17:53

Costo del lavoro e salari bassi, Daniela Fumarola a Genova in occasione del consiglio generale della Cisl Liguria

"Il nostro Paese ha bisogno di crescere e per crescere serve una visione da giugno in avanti quando gli effetti del Pnrr termineranno"

Costo del lavoro e salari bassi. Per Daniela Fumarola, a Genova in occasione del consiglio generale della Cisl Liguria, la soluzione parte da un primo passo.

"Intanto rinnovando tutti i contratti, cosa che noi stiamo chiedendo e stiamo anche valorizzando perché abbiamo sottoscritto contratti anche da soli e quindi siamo assolutamente sicuri che l'attuale sia fondamentale, così come siamo convinti che la leva della partecipazione nei luoghi di lavoro sia altrettanto fondamentale. Perché là dove i lavoratori e le lavoratrici partecipano alle sorti dell'azienda, all'organizzazione dell'azienda, anche alla gestione di fasi transitorie piuttosto delicate, lì si riesce a dare una risposta più compiuta. 

La contrattazione decentrata aiuta ad aumentare i salari. Ma servono investimenti - ha sottolineato -, investimenti in innovazione soprattutto e questa innovazione deve generare maggiore produttività che deve essere redistribuita sui salari, magari con un intervento sempre di natura contrattuale sulla riduzione degli orari di lavoro". Per la segretaria nazionale della Cisl, "serve una nuova politica espansiva dei redditi che tenga sotto controllo prezzi e tariffe e che dia la possibilità di attivare quelle leve che devono assolutamente aiutare stipendi, salari e pensioni nel recuperare il potere d'acquisto perso purtroppo per via dell'inflazione alta. 

Il nostro Paese ha bisogno di crescere e per crescere serve una visione da giugno in avanti quando gli effetti del Pnrr termineranno". Fumarola lancia dunque un messaggio a tutte le parti in causa: "Quando il presidente Orsini ha rilanciato il patto della responsabilità, noi rispondiamo, ci siamo. Lo abbiamo proposto al nostro congresso lo scorso anno. La presidente del Consiglio Meloni ha valorizzato questa nostra proposta al nostro congresso, ma l'ha ripresa anche durante la conferenza stampa di presentazione del decreto primo maggio. Benissimo, allora sediamoci intorno a un tavolo: Governo, parti imprenditoriali e parti sindacali per tracciare il percorso di futuro per il nostro Paese". 

Tanti i temi affrontati tra cui il futuro dell’ex Ilva: “L'acciaio è il pane dell'industria. Senza un acciaio prodotto in Italia, la nostra cantieristica d'eccellenza e la nostra industria tecnologica diventano ostaggi di dinamiche geopolitiche imprevedibili. Genova e la sua siderurgia sono a un bivio storico. Ai tanti che pensano di ridurre la produzione o trasformarla in un mero esercizio di logistica, noi rispondiamo chiedendo una politica industriale che guardi ai prossimi trent'anni. Vogliamo una siderurgia che evolva, che si decarbonizzi, ma che resti saldamente radicata nel territorio”, spiega Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria".


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