Con una lettera inviata nei giorni scorsi a tutti i parlamentari liguri, Ance Liguria ha lanciato l’allarme sulla bozza del Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PNR). Secondo l’associazione regionale dei costruttori edili, nella sua attuale formulazione il provvedimento determina un eccesso di regolamentazione nazionale (ben oltre la normativa europea), che qualora fosse approvato investirebbe trasversalmente tutte le attività economiche (non solo il settore delle costruzioni), producendo il blocco di ogni tipo di intervento e contraddicendo altre iniziative del Governo ed europee, come quelle per incrementare la dotazione di housing accessibile e rispondere al fabbisogno abitativo delle fasce deboli. Il PNR, promosso in attuazione del Regolamento UE 2024/1991 (il cosiddetto “Nature Restoration Law”) dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con supporto dell’Ispra, è oggetto fino al 9 giugno 2026 di una consultazione pubblica.
“Nello specifico, con riferimento all’articolo del Regolamento UE relativo ai cosiddetti ecosistemi urbani, ossia le città medio/grandi, la bozza del PNR e le relative misure prevedono espressamente un impatto sulla pianificazione urbanistica ed edilizia dei Comuni – osserva il Presidente di Ance Liguria, Enio Marino -. Si tratta di un sostanziale e radicale stravolgimento della disciplina del governo del territorio, introdotto anche in palese violazione della disciplina costituzionale in tema di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e legislativi e di sussidiarietà”.
Diverse solo le disposizioni che destano preoccupazione dell’Ance: l’imposizione sulle superfici classificate come spazi verdi urbani o a copertura arborea di un vincolo conformativo a verde con efficacia diretta di inedificabilità; la previsione di nuovi strumenti di pianificazione comunale non disciplinati dalla legge statale e regionale; l’introduzione dal 1° settembre 2026 di una sospensione pluriennale dei titoli edilizi che riducano i medesimi spazi verdi urbani o a copertura arborea fino al primo monitoraggio europeo atteso al 2030; l’esclusione del rilascio di titoli edilizi che determinino una perdita di spazi verdi.
“Ritengo necessario salvaguardare la pianificazione urbanistica vigente dei Comuni e delle città metropolitane, i principi di pianificazione, sussidiarietà, partecipazione, certezza del diritto e stabilità del sistema economico e sociale - chiosa il numero uno dei costruttori edili liguri -. In mancanza di valutazioni ponderate sull’attale formulazione del PNR, si profila il concreto rischio di paralisi amministrativa e l’insorgere di potenziali contenziosi, con il rischio di eventuali risarcimenti a carico dei bilanci comunali. Nella sua attuale formulazione, infine, il PNR bloccherebbe in tutta la Liguria concrete iniziative sia di presidio e tutela delle aree interne che di rigenerazione urbana. Chiediamo che la bozza possa essere rivista secondo un approccio più equilibrato e proporzionale all’attuazione degli obblighi europei in tema di verde urbano”.