Cronaca - 30 maggio 2026, 12:59

L'ultimo saluto a Monica e Giorgia nella chiesa di Pegli: "Dio le ha prese nel mare che tanto amavano"

Centinaia di persone presenti. Il fidanzato Federico: "Ti vedevo arrivare vestita di bianco". Monsignor Tasca ha celebrato le esequie: "Bello vedere tutto questo affetto in un frangente difficile della vita"

È terminato il funerale per Monica Montefalcone e la figlia Giorgia Sommacal, morte insieme ad altre tre persone in una grotta subacquea alle Maldive. Le esequie si sono tenute nella chiesta di San Francesco di Pegli.

Sul piazzale della chiesa alcuni ragazzi hanno intonato una canzone di saluto e si sono radunati attorno a Matteo Sommacal.
Preceduti dal vescovo di Genova monsignor Marco Tasca i due feretri, sovrastati da fiori bianchi, hanno lasciato la chiesa.

"È davvero bello vedere come anche gli amici stanno supportando questa famiglia, questo frangente così difficile della vita, di cui, come diceva anche all'inizio Don Pietro, è difficile trovare una motivazione - ha detto mons. Tasca -. Ho visto come gli amici di Matteo gli stavano vicini, è una cosa bellissima. Come davvero si sentivano uno con lui, è davvero una cosa bella questo sentire le persone che ti vogliono bene e che ti stanno vicini".

Parlando poi di Monica Montefalcone come scienziata, Tasca ha sottolineato che "certamente è un'esperienza che viene meno. E come tutte le esperienze di ricerca e di studio, è importante riconoscere tutto il bene che ha fatto, tutte le ricerche, tutto quello che ha dato anche alla scienza - ha concluso -. Quindi è importante riconoscere questo e davvero spronare anche per chi altri prendano un po' in mano il testimone e lo portino avanti".

Commovente, in chiesa, il messaggio di saluto da parte di Federico Colombo, il fidanzato di Giorgia. "Chi lo avrebbe mai detto. Eccomi qui davanti a te trovando forza di salutarti senza averne la forza".

"Non dovevamo salutarci così - ha detto Federico con la voce spezzata -. Ricordo l'ultima volta che ci siamo salutati. Una frase semplice, che la trasforma in ultimo saluto. E io sono qui ancora ad aspettarti. Ti sento nelle piccole cose che nessuno nota. Tu eri casa, una sensazione rara. Non avevo più paura del futuro con te. Ti vedevo arrivare con vestito bianco bellissima ti vedevo sorridere davanti a Dio. Ti vedevo camminare scalza a casa. Ti vedevo cercare la mia mano senza dire nulla. Per me, noi ci capivamo anche nel silenzio".

Federico ha ricordato "le giornate organizzate in base alle partite dell'Inter perché era l'unica cosa che poteva batterti. Ti prometto che la prossima volta che ci vedremo cambierò squadra per stare di più insieme".

"Sono accanto a Matteo... quanto darei per sentire la tua voce che lo rimproverava - ha detto - Monica mi hai accolto, sopportato e amato sempre. Mi chiedeva se avevo mangiato, un'attenzione semplice che va dritta al cuore. Papà Carlo - si è rivolto così a Carlo Sommacal - mi hai guardato e detto di prendermi cura di Giorgia e spero di averlo fatto in modo da renderti orgoglioso. Mi porterò dentro l'amore immenso che hai provato per Giorgia. Ti prometto che ci sarò sempre perché da oggi la tua famiglia sarà la mia. Giorgia amava la vita e le persone e sono sicuro che vi guarderà da lassù con quel sorriso che ci accoglieva tutti - ha concluso -. Sono rimasto dentro quel momento senza uscita. Ti dirò arrivederci e penserò che sei partita per quella lunga vacanza con la mamma. Per sempre ti amo piccola". 

Don Pietro Cattaneo, per anni parroco di San Francesco e amico di famiglia, ha parlato all'inizio della Messa. "Confesso la mia inadeguatezza davanti al mistero della morte. Su questa triste tragedia si è subito accesa una grande commozione e immediata è stata la mobilitazione di cuori stretti attorno al marito Carlo, al figlio Matteo, ai genitori di Monica, Dino e Rita. E' un dolore che non può essere detto perché le parole non sono in grado di contenerlo ed esprimerlo".

"Sul braccio Monica - ha ricordato don Pietro - aveva un tatuaggio dal salmo 23: "Se dovessi camminare in valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me". In questa frase c'è fede incondizionata. Quel signore in cui credeva e si fidava è venuto a prenderla in quel mare in cui lei lo cercava e insieme a Giorgia, le ha prese per mano e portate lassù. Nell'anima di tutti ha fatto irruzione una lancinante domanda: perché? Perché Dio che è amore ha permesso questo e non lo ha impedito? Anche io alla notizia ho chiesto al Signore, da uomo, ma perché? Non ho alcuna risposta se non la Parola: chi crede in me anche se muore non morirà in eterno. Ma quanta fede ci vuole... Oggi Monica e Giorgia appartengono all'amore di Dio perché - ha concluso - chi crede in me anche se muore vivrà".