“Abbiamo trovato la società con 280 milioni di debiti, stiamo chiudendo una composizione negoziata difficilissima. Ci spiace per i disagi, ma vogliamo mantenere Amt pubblica e salvare gli stipendi”. Si può riassumere così il nocciolo dell’intervento della sindaca Silvia Salis sullo ‘sciopero del biglietto’, indetto per il prossimo 11 giugno dalle associazioni deo consumatori, a margine della conferenza stampa di questa mattina a Tursi su centri estivi per gli Over 65, durante il quale la prima cittadina ha risposto ai cronisti intervenuti affrontando anche il tema di Amt.
Il tema al centro è il disservizio che colpisce la partecipata del Comune e che sta spingendo i passeggeri a manifestare il proprio disappunto contro i continui disservizi con stanno facendo i conti. Un ‘segnale’ all’azienda e all’amministrazione comunale che arriva in una fase delicatissima per Amt, attualmente colpita da tagli, rimodulazioni del servizio e, appunto, i crescenti malumori cittadini.
Salis ha, nel corso del suo intervento, rivendicato il lavoro avviato dal Comune per mettere in sicurezza l’azienda e rispondendo indirettamente alla protesta annunciata dai consumatori. “Abbiamo trovato una società di trasporto pubblico con 280 milioni di debiti”, ha detto Salis. “Stiamo chiudendo la composizione negoziata, che è stata un’operazione tecnicamente difficilissima, con un’azienda che ha difficoltà enormi”.
La sindaca non nasconde i disagi subiti dagli utenti, ma li inserisce dentro il percorso di salvataggio dell’azienda. “Abbiamo ringraziato più volte la città per la comprensione. Stiamo riorganizzando il servizio, è appena arrivato un nuovo direttore generale”, ha spiegato.
Poi il passaggio sullo sciopero del biglietto: “Ognuno è libero di fare lo sciopero che vuole fare. Puoi non prendere il trasporto pubblico, ma se lo prendi e fai lo sciopero del biglietto…”, ha detto Salis, lasciando intendere la delicatezza di una protesta che riguarda il pagamento del servizio pur continuando a utilizzarlo.
Per la sindaca, il punto resta la tenuta complessiva di Amt e dei suoi lavoratori. “Ci sono migliaia di persone che lavorano in Amt e migliaia di famiglie collegate ad Amt”, ha sottolineato. “Ci spiace che nella riorganizzazione del servizio la cittadinanza stia patendo delle conseguenze, ma il nostro obiettivo, che stiamo raggiungendo, è quello di salvare Amt, mantenere l’azienda pubblica e salvare gli stipendi delle persone che ci lavorano”.
La protesta dell’11 giugno si inserisce quindi in un quadro già molto teso: da un lato gli utenti, che lamentano corse saltate, attese più lunghe e un servizio giudicato non all’altezza; dall’altro il Comune, che rivendica la necessità di intervenire su un’azienda appesantita dai debiti e da una crisi strutturale.