Cronaca - 01 giugno 2026, 19:29

Furto dello striscione e scritte contro gli alpini durante l'Adunata, il Riesame annulla il sequestro di pc e telefoni a cinque anarchici

Per il Tribunale non sono stati indicati elementi sufficienti a sostenere l'ipotesi di associazione con finalità di terrorismo: dispositivi informatici restituiti agli indagati, restano sequestrati striscione, volantini e vestiti

Il Tribunale del Riesame di Genova ha annullato il decreto di sequestro di computer, telefoni cellulari e altri dispositivi informatici eseguito il 9 maggio nei confronti di cinque anarchici indagati nell'ambito di un'inchiesta nata dal furto di uno striscione a favore degli alpini durante i giorni dell'Adunata nazionale.

Secondo i giudici, il provvedimento della Procura di Genova non avrebbe illustrato in modo adeguato gli elementi necessari a sostenere l'ipotesi di un'organizzazione riconducibile all'articolo 270 bis del Codice penale, relativo all'associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico. Nelle motivazioni si legge infatti che il decreto di sequestro "non esplicita gli elementi che permettono di prospettare il fumus di un'organizzazione riconducibile proprio all'alveo dell'art. 270 bis", aggiungendo che "la sola predisposizione di mezzi e materiali propagandistici nulla dice rispetto alle finalità eversive prospettate dallo stesso pm".

Per effetto della decisione del Riesame, i dispositivi informatici sequestrati dovranno essere immediatamente restituiti agli indagati, difesi dall'avvocato Fabio Sommovigo.

Restano invece sotto sequestro lo striscione oggetto dell'indagine, alcuni volantini antimilitaristi e gli indumenti che sarebbero stati utilizzati durante il furto. Per quest'ultimo episodio, viene precisato che non risulta presentata alcuna querela.

L'inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Sampierdarena era partita proprio dal furto dello striscione e da alcune scritte contro gli alpini comparse nei giorni dell'Adunata. Attraverso l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, i militari avevano individuato un'abitazione nel ponente genovese utilizzata da alcuni anarchici, alcuni dei quali provenienti da fuori Genova, procedendo quindi a una perquisizione. Tra il materiale sequestrato e ora destinato alla restituzione figura anche una tanica di benzina trovata nell'auto di uno degli indagati.

Nelle motivazioni, il Tribunale del Riesame osserva inoltre che il pubblico ministero "non indica neppure il limite spaziale e temporale in cui si sarebbero realizzate le condotte ipotizzate" e non rappresenta, nemmeno in forma sommaria, "quali sarebbero gli atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione oggetto di ideazione e/o progettazione da parte degli indagati".

Redazione