Si è concluso alle ore 5.40 di questa mattina, lunedì 1° giugno, l'intervento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel comune di Garessio, dove nel tardo pomeriggio di ieri uno speleologo originario di Vezzi Portio era rimasto con un arto inferiore bloccato sotto un masso a circa 120 metri di profondità.
Sul posto sono intervenuti complessivamente 53 tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico provenienti da diverse regioni d'Italia. Una volta raggiunto l'infortunato, le prime squadre hanno concentrato gli sforzi sulla liberazione dell'arto rimasto incastrato sotto la roccia. L'operazione è stata condotta dai tecnici specializzati del Soccorso Speleologico, consentendo di rimuovere il masso e liberare il ferito.
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Successivamente è stato allestito un piccolo campo sanitario all'interno della grotta per consentire al personale medico e sanitario del CNSAS di effettuare una valutazione approfondita delle condizioni dell'uomo. Accertato che il quadro clinico fosse complessivamente buono e che non fossero presenti condizioni tali da richiedere il trasporto in barella, è stata pianificata e avviata l'uscita assistita dalla cavità. La possibilità per il ferito di collaborare attivamente durante l'evacuazione ha consentito di rendere più rapide e agevoli le operazioni di recupero, che si sono comunque protratte per diverse ore a causa della complessità dell'ambiente ipogeo e delle caratteristiche del percorso.
Alle operazioni hanno partecipato i tecnici e i sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico, i Carabinieri e il servizio di elisoccorso di Azienda Zero della Regione Piemonte che ha supportato le attività garantendo il trasporto in quota di personale e materiali necessari all'intervento. Sul posto presenti anche i Vigili del Fuoco, con una squadra Speleo Alpino Fluviale (Saf) da Cuneo e volontari dal distaccamento di Garessio.
L'infortunato è stato accompagnato all'esterno della grotta alle ore 5.40 e affidato successivamente al personale dell'autoambulanza per il trasporto in ospedale e gli ulteriori accertamenti del caso.
C’erano anche 11 tra tecnici e sanitari del Soccorso alpino e speleologico Liguria della XIII delegazione Speleo nell’operazione di salvataggio. Quattro tecnici sono entrati nella grotta insieme alla squadra di primo intervento per dare soccorso all’infortunato. Quest’ultimo è stato successivamente liberato utilizzando cuscini di sollevamento evitando l’utilizzo di tecniche più invasive. Per questo con la squadra ligure erano presenti anche tecnici specializzati della Commissione Disostruzione del Soccorso alpino.
Il resto del gruppo partito dalla Liguria era composto anche da un’altra squadra di cinque tecnici pronta ad entrare in azione qualora ci fosse stato bisogno di immobilizzare l’infortunato e portarlo fuori utilizzando la barella e tecniche di recupero su corda. Non è stato necessario perché lo speleologo, che si è dimostrato estremamente tranquillo e collaborativo durante l’intervento, è uscito dalla grotta in maniera quasi del tutto autonoma. Inoltre, sempre partito dalla Liguria, era presente anche un sanitario del Soccorso alpino in supporto al medico piemontese già presente.
"Un grazie a tutti – dice Gianmarco De Astis Delegato del Soccorso speleologico in Liguria - Ancora una volta il nostro gruppo ha dimostrato capacità, non solo per qualità, ma anche per i tempi di intervento importanti". In Liguria la delegazione speleo, tra personale in formazione e già formato, conta circa 35 volontari.
IL MINISTRO CALDEROLI: "GRAZIE A TUTTI I SOCCORRITORI CHE HANNO LAVORATO DIMOSTRANDO CORAGGIO, COMPETENZA E PREPARAZIONE"
"Rivolgo un sentito ringraziamento ai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, al personale sanitario, alle forze dell’ordine intervenute e a tutti i soccorritori e volontari che hanno preso parte tutta la notte alle operazioni di soccorso per riportare in superficie lo speleologo rimasto intrappolato a circa 120 metri di profondita' nella Grotta dei Cinghiali Volanti, nel territorio cuneese di Garessio. Un’operazione incredibile, di successo, di coraggio in un contesto altamente rischioso, di competenza, preparazione e professionalità di cui dobbiamo andare tutti orgogliosi: ringrazio questi tecnici e soccorritori, donne e uomini giunti da Liguria, Lombardia, Trentino e Piemonte: complimenti a tutti loro e grazie di cuore. E un augurio di pronta e completa guarigione al giovane speleologo protagonista di questa vicenda". Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie.