Attualità - 03 giugno 2026, 08:00

Senza fissa dimora e dipendenze, Lodi: "Al lavoro per superare i dormitori indistinti e rafforzare la bassa soglia"

L'assessora al Welfare fa il punto sulla riorganizzazione dell’accoglienza: ok alla ricerca di luoghi dedicati per chi ha problemi di dipendenza, ma anche al superamento del modello della rotazione continua. In arrivo anche l’apertura del Massoero con spazi per le famiglie fragili

Foto Facebook Ricciarelli

Non solo posti letto, ma percorsi diversi per bisogni diversi. Dopo l’omicidio di Pietro Alberto Paolo Signor nei giardini del museo Chiossone, a Villetta Di Negro, e davanti a un quadro sempre più complesso che intreccia persone senza fissa dimora, dipendenze, crack, fragilità psichiche e disagio sociale, il Comune chiarisce lo stato dell'iter di determinate azioni che verranno messe in campo, sulle quali, nel dettaglio, sta lavorando a una revisione concreta del sistema di accoglienza.

A spiegarlo è l’assessora al Welfare Cristina Lodi: l’obiettivo è superare progressivamente il modello dei dormitori indistinti, dove persone con storie e problemi molto diversi finiscono negli stessi spazi, e costruire un’accoglienza più diversificata, capace di intercettare prima le fragilità e di agganciare anche chi vive in strada e ha problemi di dipendenza.

Da luglio, con i bandi di coprogettazione, innoveremo il sistema per le persone senza fissa dimora”, ha spiegato Lodi. “Prima i dormitori accoglievano indistintamente chi arrivava, ora stiamo lavorando per una diversificazione, trovando luoghi per ciascuna persona con operatori pronti a trattare situazioni diverse”.

Il cambio di approccio riguarda soprattutto la caratterizzazione dell’accoglienza: famiglie fragili, persone in strada da tempo, soggetti con dipendenze, situazioni sanitarie o psicologiche più complesse. Un lavoro che, secondo Lodi, deve andare insieme al rafforzamento degli interventi di bassa soglia, cioè quei luoghi e servizi capaci di intercettare le persone prima che arrivino all’emergenza.

Per noi è importante avere luoghi di disintossicazione, dove le persone possano passare la fase più difficile”, ha detto l’assessora. “Per la nostra parte stiamo rivedendo tutto, ma c’è bisogno che anche la sanità, di competenze regionale, faccia i suoi pezzi”.

Il tema, infatti, non è solo sociale. Lodi insiste sulla necessità di una presa in carico sociosanitaria, soprattutto davanti alla diffusione di sostanze come il crack. “Prima si lavorava su tre droghe, spezzando con il metadone”, ha spiegato. “Oggi qual è l’antagonista di certe droghe? Per il crack, che indica qualcosa che una persona fuma, non c’è un antagonista. C’è bisogno di spazi per la disintossicazione, perché possono esserci crisi pazzesche, e di percorsi psicologici”.

Da qui la richiesta di un lavoro condiviso con Regione (che è a capo della sanità), Serd, e Prefettura. “Il Serd non può fare tutto, anche perché per andare al Serd bisogna esprimere la volontà di andarci”, ha sottolineato Lodi. “Noi possiamo intercettare le persone, possiamo provare ad agganciarle nei dormitori con personale dedicato, ma poi abbiamo bisogno della parte sanitaria”.

Il Comune sta ragionando anche sull’individuazione di luoghi specifici per persone senza dimora con problemi di dipendenza. “Stiamo pensando di trovare dormitori e luoghi dedicati, proponendolo anche alla Regione, per persone affette da droga. In pronto soccorso non possono stare, nei dormitori con personale possiamo cercare di agganciarle, ma chiedendo alla sanità di andare avanti”.

Lodi rivendica che il Comune conosce già le situazioni presenti in strada, ma avverte che il tema non può essere ridotto al numero di posti disponibili. “Assicuro che tutte le persone in strada sono censite”, ha detto. “Ma non è un problema solo di posti letto. Andare in dormitorio richiede una capacità, non è solo una questione numerica. Serve tornare sulla strada con un lavoro di intercettazione”.

Dentro questa riorganizzazione rientra anche il superamento del modello della rotazione continua. L’assessora cita l’housing first e la necessità, per alcune persone, di restare in un luogo stabile invece di spostarsi continuamente da una struttura all’altra. “Stiamo riorganizzando la diversificazione dell’accoglienza, anche con l’housing first, superando il sistema della rotazione per chi preferisce stare in un posto senza dover ruotare”, ha spiegato.

A breve, inoltre, è prevista l’apertura del Massoero con spazi dedicati anche alle famiglie fragili. “A breve apriremo il Massoero con spazi dedicati alle famiglie fragili”, ha annunciato Lodi. “Presenteremo il progetto alla popolazione e stiamo riorganizzando tutto il sistema di accoglienza”.

La nuova impostazione dovrebbe prendere forma dal primo luglio, dopo tre bandi di coprogettazione costruiti insieme agli enti del terzo settore che già lavorano sul territorio. “Abbiamo fatto tre bandi di coprogettazione”, ha detto Lodi. “Dal primo luglio il sistema sarà molto diverso nell’approccio, grazie anche agli stessi enti”.

Il ragionamento si lega anche a quanto emerso dopo l’omicidio di Villetta Di Negro, dove tra i possibili contorni della vicenda, e le indagini sono in corso, viene indicato anche il tema del crack. Lodi ricorda che l’amministrazione aveva già posto il problema. “Da luglio dell’anno scorso abbiamo iniziato a parlare di questo e siamo preoccupati per il tipo di droghe che stanno circolando”, ha detto. “Anche i pronto soccorso devono capire. Noi stiamo rivedendo i sistemi di bassa soglia e abbiamo dato indicazioni anche al tavolo in Prefettura: ognuno deve fare il suo pezzo”.

Per l’assessora, la complessità delle nuove sostanze impone un cambio di approccio. “Affrontare questo tipo di conseguenze è compito della sanità, ma noi siamo disposti a collaborare al massimo, anche con il tavolo regionale”, ha concluso. “Ognuno deve fare il suo pezzo”.

F.A