Attualità - 04 giugno 2026, 11:15

Nel Tigullio nasce la figura del Mediatore di rete e di comunità: una nuova professionalità per il welfare del futuro

L’iniziativa rappresenta uno dei primi passaggi concreti di attuazione di una figura professionale completamente nuova, individuata dalla programmazione regionale come strategica per l’evoluzione dei servizi sociali e sociosanitari.

Si è appena concluso, con gli esami di certificazione, il corso per “Mediatore di rete e di comunità”, promosso dal Villaggio del Ragazzo in ATS con Isforcoop e realizzato dal Villaggio del Ragazzo. Il percorso è stato finanziato da Regione Liguria nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027, all’interno di una strategia che integra formazione professionale, innovazione sociale e riorganizzazione del welfare territoriale.

L’iniziativa rappresenta uno dei primi passaggi concreti di attuazione di una figura professionale completamente nuova, individuata dalla programmazione regionale come strategica per l’evoluzione dei servizi sociali e sociosanitari. Il Mediatore di rete e di comunità, inserito nel Piano Sociale Integrato Regionale 2024-2026, è una professionalità chiamata a promuovere partecipazione attiva, senso di appartenenza e sviluppo di un welfare generativo. Il corso si inserisce inoltre nella capacità del Villaggio del Ragazzo di intercettare e raccogliere le esigenze emergenti del territorio, proponendo un percorso formativo di alto livello finalizzato a fornire una qualifica nuova, coerente con le trasformazioni in atto nel sistema di welfare e nei bisogni delle comunità locali.

A sottolinearne il significato è Emanuela Picozzi, referente del progetto:

«Le trasformazioni sociali degli ultimi decenni, segnate da crescente complessità e dalla frammentazione dei legami, rendono sempre più difficile costruire e mantenere le relazioni di convivenza nei territori. Le fragilità non sono più riconducibili a singoli ambiti, ma si intrecciano tra dimensioni sociali, educative, lavorative e relazionali, mettendo in crisi i modelli tradizionali di welfare. In questo scenario serve un approccio sistemico capace di ricomporre risorse e relazioni, superando una visione frammentata e puramente tecnica degli interventi. Il Mediatore di rete e di comunità nasce proprio per questo: facilitare connessioni, rafforzare i legami e trasformare il conflitto in occasione di crescita collettiva, contribuendo alla qualità democratica dei territori.»

La nascita di questa professionalità risponde dunque alla crescente complessità dei bisogni sociali contemporanei, sempre più intrecciati tra dimensioni economiche, familiari, abitative e relazionali. In questo contesto il “Mediatore di rete e di comunità” opera come figura in grado di leggere i contesti, attivare risorse formali e informali e facilitare il dialogo tra istituzioni, servizi e cittadinanza.

Il corso ha coinvolto 15 partecipanti, provenienti da enti pubblici e realtà del terzo settore del Tigullio, in particolare cooperative sociali e amministrazioni comunali. Un gruppo già attivo nei servizi territoriali, che ha contribuito a trasformare la formazione in un laboratorio di confronto tra esperienze e pratiche. Di particolare rilievo la composizione del corpo docente, che ha riunito esperti del terzo settore, dell’università e della consulenza nazionale sui temi della progettazione sociale e della mediazione di rete. I project work finali hanno restituito proposte progettuali concrete, basate su bisogni reali e su possibili reti di collaborazione tra soggetti diversi, evidenziando la capacità dei partecipanti di tradurre l’analisi in interventi praticabili e radicati nel territorio.

Il percorso ha previsto inoltre attività di stage, che hanno coinvolto anche tre giovani partecipanti, impegnati in contesti professionali complessi e capaci di dimostrare competenze tecniche e relazionali nella gestione di situazioni reali.

Secondo il Villaggio del Ragazzo, il corso rappresenta un passo significativo nel processo di innovazione del welfare territoriale, che non si limita all’introduzione di nuovi servizi, ma punta alla formazione di nuove competenze capaci di leggere e connettere i sistemi locali. Insomma, il Mediatore di rete e di comunità si configura così come una figura chiave per il futuro del welfare ligure, in grado di operare nei confini tra istituzioni e cittadini, tra bisogni individuali e responsabilità collettive, contribuendo alla costruzione di comunità più coese e inclusive.

Redazione