Attualità - 08 giugno 2026, 18:49

32 aree dismesse in città saranno recuperate: presentato a Tursi il piano per attrarre investimenti

Nel piano anche l’ex cartiera Grillo di Acquasanta, l'ex Società di Salvamento di Sampierdarena l’ex Panificio Militare di via Francesco Rolla

Recuperare il patrimonio edilizio esistente, rilanciare aree produttive abbandonate e creare nuove opportunità di sviluppo economico senza consumare nuovo suolo. È questo l'obiettivo del piano strategico di rigenerazione urbana presentato questo pomeriggio nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, dove l'amministrazione comunale ha illustrato le 32 aree individuate sul territorio cittadino come prioritarie per interventi di recupero e valorizzazione.

L'iniziativa punta a trasformare complessi industriali dismessi, capannoni inutilizzati e immobili in stato di degrado in nuovi spazi produttivi, sociali e funzionali, mettendo a disposizione degli investitori un quadro normativo definito e strumenti dedicati per favorire la riqualificazione.

L'incontro è stato aperto dal vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico e Rapporti Porto-Città Alessandro Terrile. Sono poi intervenuti il direttore generale del Comune Pasquale Criscuolo, l'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola e l'assessore al Patrimonio Davide Patrone. Le conclusioni sono state affidate alla sindaca Silvia Salis.

Il progetto si fonda sull'applicazione degli strumenti previsti dalla normativa regionale sulla rigenerazione urbana e individua 32 siti strategici distribuiti principalmente nelle vallate cittadine, storicamente caratterizzate dalla presenza di attività industriali e manifatturiere. Alcune delle aree selezionate sono inoltre direttamente collegate al sistema portuale, elemento ritenuto fondamentale per lo sviluppo economico del territorio.

Tra gli aspetti più innovativi del piano vi è la possibilità di utilizzare gli immobili attraverso forme di riuso temporaneo. L'amministrazione ha infatti introdotto regole generali finalizzate a semplificare le procedure e consentire sperimentazioni urbane e attività transitorie in attesa della trasformazione definitiva degli spazi. Restano escluse le grandi strutture di vendita e tutte le attività considerate incompatibili con la pianificazione territoriale e con gli obiettivi ambientali del Comune.

Le aree interessate spaziano dall'estremo ponente al centro cittadino. Tra queste figurano l'ex ferriera e lanificio di via Fratelli Noli, diversi immobili lungo via delle Fabbriche in Val Cerusa, l'ex cartiera Grillo di Acquasanta, numerosi capannoni presenti nelle vallate del Polcevera e del Bisagno, l'ex Panificio Militare di via Francesco Rolla, l'ex Ricupoil di via Lodi, l'ex calzaturificio di via Cadighiara e diversi edifici storici di Sampierdarena, tra cui l'ex Casa Bertorello, l'ex Società di Salvamento e l'ex Palazzina Forever.

L'obiettivo dell'amministrazione è favorire l'insediamento di nuove attività economiche e produttive, accompagnando gli investimenti attraverso strumenti urbanistici dedicati, incentivi e una gestione coordinata delle procedure.

In parallelo, il Comune guarda anche alla valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare. È stata infatti annunciata una nuova fase di lavoro che coinvolgerà gli immobili pubblici e che sarà sviluppata in collaborazione con l'Agenzia del Demanio e gli altri enti presenti sul territorio, con l'obiettivo di costruire una strategia condivisa per il recupero e il riutilizzo degli spazi pubblici dismessi.

"La rigenerazione urbana è una delle leve attraverso cui Genova può costruire il proprio sviluppo nei prossimi anni – ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis –. Parliamo di 32 aree dismesse o sottoutilizzate che possono tornare a essere luoghi produttivi e utili alla città. In un territorio come il nostro, denso e complesso, recuperare il patrimonio edilizio esistente significa fare una scelta di qualità urbana, ambientale ed economica. Grazie a questo progetto, il Comune mette a disposizione un quadro chiaro per chi vuole investire a Genova: aree, strumenti normativi, possibilità di riuso temporaneo, incentivi alla rigenerazione e un'interlocuzione più ordinata attraverso la Genoa Business Unit. L'obiettivo è attirare e accompagnare investimenti coerenti con la vocazione produttiva, portuale, tecnologica e urbana della città, mantenendo un ruolo pubblico forte nell'orientare le trasformazioni. Le aree dismesse possono e devono diventare nuove opportunità di lavoro, innovazione, servizi e sviluppo economico sostenibile".

"Il provvedimento approvato in Giunta rappresenta il primo, concreto passo di un percorso virtuoso volto a rendere Genova sempre più attrattiva per gli investimenti pubblici e privati, puntando con decisione sulla trasformazione e il riutilizzo dell'esistente – ha affermato il vicesindaco Alessandro Terrile –. In una città caratterizzata da una strutturale scarsità di spazi, non possiamo permetterci nuove edificazioni: la nostra priorità assoluta è recuperare le aree dismesse o sottoutilizzate, accendendo su di esse un riflettore normativo e agevolativo per trasformarle da problema a straordinaria opportunità di sviluppo economico e rigenerazione urbana. Genova possiede enormi fattori di competitività rispetto al resto del Nord Italia, ma per farli emergere è indispensabile che istituzioni e tessuto economico facciano squadra. Siamo particolarmente orgogliosi della stretta sinergia avviata con Confindustria Genova. L'iniziativa di oggi non vuole fermarsi al livello dei convegni, ma segna l'avvio di un percorso concreto di collaborazione attiva".

"Per la prima volta il Comune di Genova applica in modo strutturato gli strumenti previsti dalla legge regionale sulla rigenerazione urbana, individuando 32 aree strategiche su cui concentrare attenzione, incentivi e opportunità di investimento – ha spiegato l'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola –. Inserire un immobile all'interno di un ambito di rigenerazione urbana non significa soltanto favorirne il recupero, ma orientare le trasformazioni verso una maggiore qualità progettuale, urbanistica e paesaggistica. Vogliamo promuovere interventi capaci di generare benefici per il contesto circostante, restituendo funzione e valore a spazi oggi inutilizzati senza consumare nuovo suolo. In questa direzione gli usi temporanei rappresentano uno strumento particolarmente innovativo e flessibile: consentono di riattivare gli immobili anche nelle fasi intermedie, sperimentare nuove funzioni, attrarre energie e investimenti e costruire percorsi di rigenerazione progressiva".

"Oggi non solo presentiamo un progetto importantissimo per la rigenerazione di decine di aree private della città, ma apriamo una seconda fase per il patrimonio pubblico del Comune – ha concluso l'assessore al Patrimonio Davide Patrone –. Traguardiamo una prospettiva di valorizzazione degli immobili dismessi per agevolare la rigenerazione urbana e, insieme all'Agenzia del Demanio, firmeremo un piano strategico con tutti gli altri enti pubblici della città affinché questa strategia possa integrarsi con uno strumento di coordinamento delle esigenze e delle prospettive di tutti gli enti coinvolti".

Redazione