“Scelte incoerenti e penalizzanti per i professionisti sanitari”. Con queste motivazioni il Nursing Up Liguria non sottoscrive l’accordo regionale per le indennità di Pronto Soccorso.
L’insoddisfazione del sindacato riguarda, nello specifico, la ripartizione delle risorse destinate alle indennità per il personale operante nell’area dell’emergenza-urgenza e dei Pronto Soccorso.
La decisione è maturata a seguito dell’analisi del testo dell’accordo, che presenta evidenti criticità sotto il profilo dell’equità, della coerenza organizzativa e della valorizzazione delle professioni sanitarie direttamente impegnate nell’assistenza ai cittadini.
Tra gli aspetti maggiormente contestati vi è l’inclusione tra i beneficiari dell’indennità degli operatori tecnici delle Centrali Operative 118, figure che, pur svolgendo un ruolo importante all’interno del sistema dell’emergenza territoriale, non operano a diretto contatto con il paziente e non sono esposte alle stesse condizioni assistenziali, organizzative e relazionali che caratterizzano il lavoro quotidiano dei professionisti sanitari dei Pronto Soccorso.
Parallelamente, l’accordo esclude dall’accesso all’indennità alcune unità operative che garantiscono un accesso diretto dell’utenza e che affrontano quotidianamente situazioni di elevata complessità assistenziale. Una scelta che appare incomprensibile e che rischia di generare disparità e tensioni tra lavoratori chiamati a svolgere attività analoghe.
Ulteriori perplessità riguardano la disomogeneità dei criteri applicati ai diversi presidi aziendali. Alcuni professionisti sanitari risultano infatti destinatari dell’indennità soltanto in specifici plessi ospedalieri, mentre vengono esclusi in altre realtà caratterizzate dalle medesime attività e dagli stessi livelli di complessità assistenziale. Una situazione che Nursing Up considera inaccettabile e contraria ai principi di uguaglianza e uniformità di trattamento.
Particolarmente grave appare inoltre la distribuzione economica delle quote, che non valorizza adeguatamente le responsabilità professionali, il livello di competenza richiesto e il grado di esposizione al rischio clinico. L’accordo prevede infatti differenze economiche estremamente contenute, nell’ordine di circa due euro al giorno, tra un infermiere impegnato nell’assistenza diretta ai pazienti e figure amministrative o operatori di centrale.
Per Nursing Up tale impostazione rappresenta un messaggio profondamente sbagliato nei confronti di chi quotidianamente garantisce assistenza, gestione delle emergenze, presa in carico dei pazienti e responsabilità clinico-assistenziali all’interno dei servizi di emergenza-urgenza.
“Non possiamo condividere – spiega Enrico Boccone, responsabile regionale del Nursing Up Liguria - un accordo che distribuisce risorse nate per valorizzare il disagio, il rischio professionale e la complessità assistenziale senza riconoscere adeguatamente il diverso contributo delle figure coinvolte. Una differenza economica di appena due euro al giorno tra chi opera direttamente sul paziente e chi svolge attività di altra natura non rappresenta un reale riconoscimento delle responsabilità professionali e del lavoro svolto nei Pronto Soccorso.
Ricordiamo che le stesse sigle che hanno sottoscritto questo accordo, che porterà in tasca ai professionisti sanitari circa 370 euro, in Piemonte hanno sottoscritto, assieme a Nursing Up, un accordo da circa 500 euro con maggiori differenze con gli altri profili.”
Il Nursing Up ribadisce la propria disponibilità al confronto istituzionale per la definizione di criteri più equi, trasparenti e coerenti con le finalità delle risorse stanziate, affinché le indennità siano realmente destinate a valorizzare i professionisti che operano nelle situazioni di maggiore complessità assistenziale e organizzativa.