Il Parco delle Dune di Prà, l'attesa opera di compensazione per il Ponente genovese, si appresta a ripartire su basi nuove, ma non prima di una radicale operazione di trasparenza. Nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, l'assessore Davide Patrone ha risposto dettagliatamente a tre diverse interrogazioni presentate dai consiglieri Filippo Bruzzone, Claudio Chiarotti e Marco Mesmaeker, delineando i contorni di una vicenda complessa e annunciando un cronoprogramma serrato per la parziale riapertura dell'area.
L'aula ha affrontato il tema con toni accesi. Ad aprire il dibattito è stato il consigliere Bruzzone, che ha evidenziato come la chiusura prolungata abbia suscitato un forte dibattito nel quartiere, chiedendo risposte precise sui motivi dello stop e sui tempi di riapertura.
Ancor più netti gli affondi dei consiglieri Chiarotti e Mesmaeker. Chiarotti ha parlato esplicitamente di "superficialità" e di una "delle tante firme che l'amministrazione precedente ci ha lasciato", ricordando come le criticità siano emerse drammaticamente durante una tromba d'aria. Mesmaeker ha rincarato la dose, definendo l'area una "passerella delle Dune" a causa delle troppe inaugurazioni in pompa magna:
"Il nastro si deve tagliare, ma magari prima si fanno i collaudi. Parliamo di un'opera di compensazione da 14 milioni di euro dovuta a cittadini che subiscono le servitù portuali".
L'assessore Davide Patrone non ha nascosto le difficoltà amministrative ereditate dal passato, ricostruendo la cronistoria del compendio. "Il parco è stato inaugurato l'11 aprile 2025 in piena campagna elettorale - ha spiegato -. Forse la fretta di ottenere un articolo di giornale ha spinto a inaugurare una situazione non ancora definita tecnicamente. È stato presentato come fruibile, ma non era completato il percorso per una gestione stabile". Patrone ha confermato il quadro di incertezza su collaudi idrici ed elettrici, oltre a un regime concessorio mai formalizzato con l'Autorità di Sistema Portuale.
Lo stop al parco, avvenuto tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, è stato definito dall'assessore come "un atto di responsabilità". La mancanza di manutenzione del verde creava infatti seri pericoli per l'incolumità pubblica durante le giornate di vento forte. Inoltre, la vicinanza al terminal ha registrato in passato eventi gravi, come il distacco e l'invasione di container nelle aree limitrofe. "Il nostro approccio è stato quello di chi eredita un problema e lavora quotidianamente senza clamore per risolverlo, nella più totale trasparenza" .
Dopo un recente tavolo tecnico con il Segretario Generale di Autorità di Sistema Portuale il Comune ha sbloccato la situazione definendo i rispettivi impegni. Grazie al lavoro degli uffici del patrimonio e al braccio operativo di Aster, sono già stati eseguiti gli interventi manutentivi d'urgenza per il ripristino delle condizioni di incolumità.
L'assessore ha quindi tracciato la strada per il prossimo futuro, partendo dalla riapertura parziale, entro 10 giorni, della porzione di parco per la quale non mancano i collaudi. Verrà poi introdotto un servizio di apertura mattutina e chiusura serale, oltre alla nuova cartellonistica per fornire indicazioni chiare sugli orari e sui tempi di percorrenza per raggiungere le uscite. Inoltre, verranno predisposti controlli approfonditi sulla presenza e conformità dell'impianto antincendio.
Nel medio termine restano invece in capo all'Autorità di Sistema Portuale i collaudi mancanti sulla restante porzione del compendio e la verifica delle recinzioni di confine con lo scalo commerciale, passaggi indispensabili per regolarizzare definitivamente la concessione dell'area.