Cronaca - 09 giugno 2026, 12:03

Funerali di Pedro Signor, vittima dell'omicidio di Villetta Di Negro. Gli amici: "Conosceva il suo assassino"

Dolore e commozione questa mattina nella chiesa della Santissima Annunziata. Don Maurizio Scala ha tracciato un profilo della vita difficile della vittima, sottolineando la condizione di marginalità: "Lì non ci si è messo lui, ma la freddezza degli uomini, il disinteresse"

Dolore e commozione questa mattina nella chiesa della Santissima Annunziata di Genova per i funerali di Pietro Alberto Paolo Signor, detto Pedro, 49 anni, ucciso il 30 marzo scorso a Villetta Di Negro. Per l’omicidio è accusato il 42enne senegalese Cisse Camara, attualmente ricoverato in gravi condizioni al policlinico San Martino, a causa di una polmonite. Alle esequie erano presenti circa un centinaio di persone, tra cui la sindaca Silvia Salis, il presidente del consiglio comunale Claudio Villa, gli assessori Cristina Lodi, Emilio Robotti e Arianna Viscogliosi, il consigliere municipale Davide Toso e rappresentanti delle forze dell’ordine. L’organizzazione del rito è stata affidata alla Comunità di Sant’Egidio, le esequie sono state curate dalla partecipata del Comune Asef. Nell’omelia don Maurizio Scala ha tracciato un profilo della vita difficile della vittima, sottolineando la condizione di marginalità maturata negli anni. "Lì non ci si è messo lui, nessuno ci si mette mai da solo, ma ce lo hanno messo gli altri: la freddezza degli uomini, il disinteresse", ha affermato il sacerdote.

Al termine della cerimonia sono emerse anche alcune testimonianze che hanno aggiunto un elemento alla ricostruzione dei fatti: Signor e Camara si conoscevano da tempo e avrebbero trascorso insieme le ore precedenti al delitto. Un dettaglio che, secondo quanto riferito, troverebbe riscontro nelle immagini delle telecamere di sorveglianza cittadine, che li avrebbero ripresi mentre entravano insieme a Villetta Di Negro. "Erano amici, si sentono tantissime voci girare, ma sono certa che non hanno litigato per la droga o per delle donne - ha detto un'amica ad adnkronos -, l'unica cosa che so è che quella persona che adesso è al San Martino e sta male, aveva solo un problema: non dormiva di notte, io ho tanta paura che gli sia venuto un colpo alla testa, non ha senso, si conoscevano da anni loro due, le treccine che aveva in testa gliele aveva fatte lui la sera prima, non riesco a capire".

"Non c'è un motivo logico di un gesto del genere - ha aggiunto un altro amico - non c'è una ragione che ti spinge a fare una cosa del genere, è follia pura, soprattutto con una persona che conosci, che hai frequentato fino alla sera prima, non ti aspetti una reazione del genere, lo avrà colto di sorpresa". "Quello che è stato è stato - ha concluso - quello che rimane è quello che ci ha dato Pedro col suo modo di essere, con il suo sorriso, mi tengo questo, il tempo cancellerà il dolore".

Presente anche il personale della cardiologia dell’ospedale San Martino, dove Signor era stato ricoverato per problemi cardiaci. All'uscita dalla chiesa la Oss Federica Uccheddu ha letto una poesia dedicata a Pedro: "Le parole che ho letto - ha detto poi in lacrime - le ha scritte una nostra collega infermiera, Raffaella Mortari, un'altra collega, Roberta Bei, ha scritto un bell'articolo su un giornale, è rimasto nel cuore di tutti noi perché era veramente una bravissima persona, si preoccupava di tutti, ho dei bellissimi ricordi". Al termine del rito, il fratello della vittima ha preferito non aggiungere molto, limitandosi a una breve frase riferita a Camara: "Non doveva esserci quell’uomo là".

Redazione