Fumata bianca tra Amt e le sigle sindacali per la chiusura della procedura di mobilità e l’accordo sui prepensionamenti volontari finanziati attraverso il cosiddetto “fondino” della Regione Liguria. A comunicarlo sono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal, al termine del confronto con l’azienda municipalizzata dei trasporti.
L’intesa dovrebbe riguardare circa 200 lavoratori e lavoratrici. Il percorso è rivolto al personale che maturerà il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2028. In una fase successiva, le parti torneranno a incontrarsi per discutere l’estensione dei termini al 31 dicembre 2029.
L’accordo prevede la possibilità di accedere al prepensionamento volontario con la maturazione di diversi requisiti: pensione di vecchiaia a 67 anni, pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contribuzione per il 2028 e 43 anni e un mese per il 2029, oppure pensione di vecchiaia specifica per il personale viaggiante, fissata a 62 anni più aspettativa di vita.
I lavoratori che aderiranno volontariamente al fondino riceveranno un trattamento economico pari alla differenza tra quanto percepito mensilmente attraverso la Naspi e il trattamento pensionistico comunicato dall’Inps al 31 dicembre 2025, per tutti i mesi necessari fino all’effettivo accesso alla pensione.
A questa cifra si aggiungeranno una maggiorazione del 3% lordo a titolo di rivalutazione del valore netto della pensione, 100 euro lordi mensili riparametrati relativi al contratto collettivo nazionale 2024-2026 e 150 euro netti una tantum per l’apertura della Naspi.
Le prime uscite del personale sono previste a partire dal primo luglio 2026. L’incentivo all’esodo sarà erogato entro 30 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per quanto riguarda il Tfr, invece, il pagamento avverrà in due tranche: il 50% entro 60 giorni dalla cessazione e il restante 50% nei successivi 180 giorni. Superati i 90 giorni, l’importo sarà maggiorato del 3%.
Nell’accordo è stata inserita anche una clausola di garanzia per tutelare i lavoratori in caso di errori nel calcolo dei requisiti. In quel caso è previsto il reintegro in azienda e il riconoscimento del contributo economico fino al perfezionamento del requisito necessario per accedere alla pensione.
L’intesa rappresenta un passaggio importante nel percorso di riorganizzazione di Amt, alle prese da mesi con una situazione economico-finanziaria complessa e con la necessità di ridurre i costi senza procedere a uscite non volontarie. Il confronto tra azienda e sindacati proseguirà ora sul possibile allargamento della platea anche al personale che maturerà i requisiti entro la fine del 2029.