Attualità - 10 giugno 2026, 18:38

Artisti di strada, il nuovo regolamento verso il voto: tavolo permanente per controlli e area Unesco, opposizioni all’attacco

Dopo la commissione consiliare il testo passerà in giunta e poi tornerà in aula prima del consiglio comunale. Montanari: “Strumento strategico per una regolamentazione più equa”. FdI e Lega contestano: “Domande senza risposta, quartieri abbandonati”

Passo avanti in consiglio comunale per il nuovo regolamento sugli artisti di strada a Genova. Questa mattina si è svolta la terza commissione consiliare dedicata al testo che disciplinerà le esibizioni in città, con particolare attenzione alle modalità di assegnazione delle postazioni, ai controlli e alle regole da applicare nell’area Unesco del centro storico, individuata come zona in cui saranno previste indicazioni più stringenti.

Il regolamento, dopo il passaggio in commissione, si prepara ora ad approdare in giunta e poi all’ultima commissione prima della votazione in consiglio comunale. Al centro della proposta c’è anche l’istituzione di un tavolo tecnico permanente, pensato come strumento di verifica dell’efficacia delle norme e della loro applicazione sul territorio.

“La scorsa commissione abbiamo avuto una interlocuzione molto proficua e interessante con tutti gli auditi”, ha spiegato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari. “Un confronto che ha fornito spunti preziosi per il successivo tavolo tecnico di confronto che si è rivelato uno strumento di fondamentale importanza. Per questo, la proposta – che questo regolamento introduce come novità – di renderlo uno strumento permanente con l’impegno a verificare l’efficacia delle norme e della loro applicazione è un dirimente passo in avanti verso una regolamentazione dell’arte di strada più equa e rispettosa di tutti i soggetti coinvolti”.

Uno dei nodi affrontati riguarda proprio l’area Unesco, dove la conformazione urbana del centro storico rende più complessa una valutazione basata esclusivamente sul wattaggio degli strumenti utilizzati dagli artisti. Per questo il regolamento punta a introdurre criteri generali, ma anche possibilità di verifica più puntuali, da valutare caso per caso attraverso il tavolo permanente.

“È innegabile che trovare una soluzione univoca e oggettiva che valga per tutta la città senza distinzioni sia complicato e – molto spesso, come segnalatoci da cittadini, esercenti e artisti stessi – inefficace”, ha ribadito Montanari. “Questo regolamento mira a identificare criteri generali capaci di tutelare ogni categoria coinvolta, ma che possa poi – nell’area Unesco, in particolare – servirsi di ulteriori criteri di verifica e controllo, che non potranno che essere valutati caso per caso dal tavolo permanente, che diventa così elemento strategico di controllo e regolazione in itinere”.

Nel corso della commissione è emersa come principale criticità la necessità di chiarire meglio le modalità di accertamento delle violazioni. È stata inoltre indicata la possibilità di mantenere un riferimento sia al wattaggio, eventualmente con valori meno restrittivi, sia al rispetto del regolamento acustico comunale, già applicato con differenze sul territorio cittadino.

Dall’opposizione, però, arrivano critiche dure. Fratelli d’Italia contesta il metodo e denuncia l’assenza di risposte da parte dell’amministrazione. “Mentre la maggioranza non perde occasione di criticare l’operato del centrodestra, oggi prendiamo atto che l’assessore Montanari, evidentemente stufo di venire in aula, sceglie, in piena autonomia e abdicando a quel modello di condivisione sempre tanto sbandierato, di non rendersi disponibile ad un nuovo appuntamento in commissione prima della votazione di un documento che, di fatto, avverrebbe ‘al buio’”, dichiarano i consiglieri Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre.

FdI punta il dito in particolare sull’app dedicata e sui controlli fuori dal centro storico. “Non nascondiamo le preoccupazioni per un regolamento che mostra parecchie criticità: a partire dall’utilizzo dell’app dedicata valida solo per l’area del centro storico senza prevedere quantomeno qualche linea guida per tutte le restanti aree, precludendo così anche la possibilità e l’efficacia dei futuri controlli da parte della Polizia Locale, in particolare per quanto riguarda l’acustica ed i decibel”, proseguono i consiglieri. “Con grande amarezza e come accade da un anno a questa parte si chiudono le commissioni senza che gli assessori abbiano dato risposte concrete e precise alle nostre domande. Il tipico atteggiamento dell’amministrazione Salis”.

Molto critica anche la Lega, che accusa la giunta di aver ripreso l’impianto del precedente regolamento del centrodestra senza però garantire tutele sufficienti fuori dall’area Unesco. “Siamo alla farsa: la sinistra sbandierava una rivoluzione sul regolamento dell’arte di strada e invece l’unica cosa che è stata capace di fare è un banale ‘copia e incolla’ del testo scritto da noi. Una certificazione dell’incapacità della Giunta Salis che, da un lato, ammette implicitamente l’ottimo lavoro svolto dalla Lega, ma dall’altro dimostra una totale assenza di visione”, attacca la capogruppo Paola Bordilli.

Secondo Bordilli e il consigliere Bevilacqua, il nuovo testo rischia di lasciare scoperte diverse zone della città. “La sinistra tutela solo il Centro Storico Unesco e abbandona tutto il resto del territorio al proprio destino. Questo è il finto buonismo di chi, a parole, difende i quartieri e nei fatti li declassa a territori di serie B, eliminando completamente la possibilità di prenotazione e, pertanto, di controllo effettivo da parte della Polizia Locale”.

La Lega cita in particolare via XX Settembre, via San Vincenzo e i lungomari, che secondo il gruppo rischiano di diventare aree senza regole stringenti. “Il silenzio complice del Municipio Centro Est è inaccettabile. Aver lasciato via XX Settembre e via San Vincenzo senza tutele stringenti significa condannare il cuore commerciale e direzionale di Genova al caos e all’anarchia. Con queste modifiche si concede una totale libertà che calpesta i diritti di residenti e negozianti e che rende ancora più difficili i controlli”, conclude Bordilli.

Redazione