Riapre ufficialmente agli escursionisti, agli appassionati di outdoor e ai cittadini il percorso pedonale dell’Acquedotto storico, completamente restaurato e messo in sicurezza. Il tracciato, lungo circa 28 chilometri, si sviluppa nella Media Val Bisagno, sulla sponda occidentale del torrente, dal ponte Feritore, in via Piacenza, fino al Giro del Fullo a Molassana.
L’intervento rientra nel progetto di “Restauro e valorizzazione del sistema dei forti e della cinta muraria” e ha ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al Pnrr. Questo pomeriggio è stato inaugurato in particolare il tratto tra il Comune di Genova e quello di Sant’Olcese, in località Crosa dei Morchi, alla presenza della sindaca di Genova e della Città Metropolitana Silvia Salis e della sindaca di Sant’Olcese Sara Dante.
I lavori hanno riguardato diversi punti del percorso, con interventi di consolidamento, restauro, sistemazione idrogeologica e ripristino della continuità del tracciato. Particolarmente complesso il cantiere in località Molini di Trensasco, dove si era verificato il crollo di un tratto di acquedotto di circa 30 metri. Qui sono state realizzate opere di regimazione delle acque, scogliere in massi ciclopici, sistemazioni murarie, piantumazioni di specie arbustive autoctone e interventi di consolidamento strutturale sui monconi dell’antica infrastruttura.
“Percorrendo l’Acquedotto storico si ha la sensazione di scoprire una Genova diversa, spesso poco conosciuta persino da chi ci vive, un luogo dove la storia della città, il paesaggio e il rapporto con le nostre vallate si intrecciano in un modo unico”, dichiara Silvia Salis.
“Per questo l’apertura del percorso restaurato è una notizia che ci rende molto felici: significa restituire alle persone la possibilità di vivere e riscoprire uno dei luoghi più affascinanti del nostro territorio, rigenerando uno spazio all’aperto accessibile, dove poter camminare, stare in movimento all’aria aperta e così prendersi cura di sé e della propria salute”, prosegue la sindaca.
“L’Acquedotto storico nasce dal passato della città, ma continua a parlare al suo presente, uno spazio da conoscere e condividere. Credo che valorizzare angoli di Genova come questo significhi anche rafforzare il legame tra la città e le sue vallate, riconoscendone il valore storico, ambientale e umano. Oggi riconsegniamo alla collettività un patrimonio prezioso, con l’auspicio che venga vissuto, frequentato e sentito sempre di più come un bene comune”, conclude Salis.
Per Sant’Olcese l’intervento assume un valore particolare anche per il collegamento con il sistema dei Forti genovesi e con Forte Diamante, situato nel territorio comunale.
“L’Acquedotto storico rappresenta un patrimonio di grande valore storico, ambientale e paesaggistico per l’intero territorio genovese e per i Comuni che ne condividono il percorso”, commenta Sara Dante. “La riqualificazione e la messa in sicurezza del percorso restituiscono alla collettività un’infrastruttura preziosa per il turismo lento, la pratica sportiva e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Accogliamo con favore questo intervento, che contribuisce a rafforzare ulteriormente il legame tra i territori attraversati dall’Acquedotto storico, tra le associazioni che ogni giorno lo valorizzano e tra le comunità che ne custodiscono il patrimonio”.
L’intervento si inserisce in una più ampia azione di riqualificazione delle vallate genovesi, con particolare attenzione alle antiche fortificazioni e ai percorsi di accesso e collegamento. L’Acquedotto storico rappresenta infatti una rete sentieristica di grande interesse storico, paesaggistico e culturale.
“Abbiamo portato a termine i lavori nei tempi previsti dal Pnrr, restituendo ai genovesi e ai visitatori della nostra città un percorso pedonale storico di straordinario valore paesaggistico, culturale e storico”, spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Opere strategiche e Coordinamento Pnrr Massimo Ferrante.
“I lavori hanno comportato sia interventi per rendere pienamente fruibile tutto il percorso dell’Acquedotto storico agli escursionisti, in alcuni tratti anche alle bici, sia per la messa in sicurezza dei versanti di un territorio fragile che nei decenni era stato interessato da eventi franosi, causando veri e propri cedimenti strutturali, anche importanti, e provocando interruzioni di tracciato”, aggiunge Ferrante, ringraziando le strutture comunali coinvolte.
Soddisfazione anche dal Municipio IV Media Val Bisagno. “Per il nostro Municipio, e per tutta la nostra comunità, questi lavori rappresentano un ottimo punto di partenza per restituire piena fruibilità a un percorso storico, turistico e naturalistico di grandissima importanza per la città di Genova e, soprattutto, per tutta la nostra vallata”, sottolinea il presidente Lorenzo Passadore.
Passadore evidenzia anche il ruolo delle associazioni del territorio, che contribuiscono alla manutenzione e alla valorizzazione del percorso: “Il loro lavoro, preziosissimo, ci aiuta a garantire sicurezza e percorribilità di tutto il tracciato, consentendo a turisti, residenti e appassionati di outdoor di camminare in sicurezza in mezzo alla natura, abbinando all’attività motorio-sportiva la scoperta e riscoperta di tantissime curiosità dal punto di vista naturalistico, storico e culturale”.
Dal punto di vista tecnico, in località Molini di Trensasco è stata ripristinata la continuità fisica del percorso, con opere pensate per ridurre l’impatto ambientale e garantire l’inserimento paesaggistico delle nuove strutture. Sono stati utilizzati muri a secco, tecniche di ingegneria naturalistica, fondazioni in pietra, catene in acciaio e interventi di restauro con tecnica “scuci-cuci” sulle parti murarie danneggiate.
Una scelta definita particolarmente innovativa è stata quella di ricostruire il tracciato con un percorso di tipo “montano” su terrapieno, il più possibile vicino alla configurazione originaria dei luoghi. Per gli attraversamenti dei corsi d’acqua sono state utilizzate tubazioni metalliche di grande diametro, in dialogo con gli elementi storico-monumentali. Le soluzioni sono state concordate con la Soprintendenza nell’ambito di Tavoli Tecnici Operativi.
“Grazie a un Protocollo d’Intesa tra il Comune di Genova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, gli interventi di recupero e riqualificazione dell’Acquedotto storico sono stati realizzati attraverso una stretta collaborazione tra gli enti”, ricorda il soprintendente Vincenzo Tinè.
Tinè sottolinea come il protocollo abbia favorito “il riuso come percorso storico-naturalistico e turistico-ricreativo” e annuncia che è attivo un gruppo di lavoro per l’estensione della dichiarazione di interesse culturale all’intero tracciato dell’Acquedotto storico. In corso anche il progetto di restauro della Galleria della Rovinata, mentre è previsto quello del ponte sifone sul Geirato.
I lavori rientrano nel programma “Valorizzazione della cinta muraria e del sistema dei forti genovesi”, finanziato complessivamente per circa 70 milioni di euro dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al Pnrr. L’obiettivo è integrare le misure previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza con risorse dedicate al restauro e alla rifunzionalizzazione di beni di interesse storico e artistico.
“Il recupero e la riqualificazione del tracciato dell’Acquedotto storico rappresentano un esempio concreto di come la tutela del patrimonio, la sicurezza del territorio e la sostenibilità possano convivere in modo sinergico”, spiega il presidente di Ales spa, Fabio Tagliaferri. “L’intervento che oggi si inaugura è anche il risultato di un impegno condiviso, che ha accompagnato tutte le fasi del progetto fino alla sua conclusione”.
Altri interventi hanno riguardato i tratti a monte di via delle Ginestre, dove il percorso è stato parzialmente ricostruito con palificate in legname, opere di ingegneria naturalistica e parapetti in legno e metallo. In località Cà de Rissi, invece, è stata realizzata una passerella metallica per ricucire il percorso aereo e migliorare la sicurezza, insieme al consolidamento strutturale di una delle arcate originali.