La raccolta differenziata, il futuro di Amiu e il rischio di un aumento della Tari sono stati tra i temi affrontati durante la conferenza stampa dedicata al primo anno di mandato della giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis.
A fare il punto è stato l'assessora all'Ambiente Silvia Pericu, che ha ricordato come Genova sia oggi attestata attorno al 53% di raccolta differenziata, con l'obiettivo di raggiungere il 55% entro la fine del 2026. Un dato ancora distante dal 65% fissato dalla normativa e che mantiene il capoluogo ligure indietro rispetto ad altre grandi città del Nord Italia.
Per invertire la tendenza, l'amministrazione punta innanzitutto sulla sensibilizzazione dei cittadini: “Abbiamo trovato una città che ha investito molto sul sistema dei cassonetti bilaterali, che però ha funzionato poco - ha spiegato Pericu -. A inizio anno abbiamo avviato una grande campagna di comunicazione, realizzata insieme ai consorzi, per intercettare i cittadini e spiegare quanto sia importante ricostruire un patto con la città sul tema della raccolta differenziata”.
Accanto alla comunicazione, il Comune sta portando avanti una revisione del sistema di raccolta. Nei quartieri della Foce e di Sampierdarena sono stati installati nuovi cassonetti senza costi aggiuntivi per l'ente e l'obiettivo è utilizzare i risultati di questa sperimentazione per ridisegnare il sistema in altri quartieri, a partire dal Ponente cittadino.
Sul fronte dei controlli, l'assessore ha annunciato un rafforzamento delle verifiche e delle sanzioni per contrastare comportamenti scorretti. Tra le misure allo studio vi sono anche nuove ordinanze che potrebbero introdurre il divieto di utilizzare sacchi neri per il conferimento dei rifiuti, favorendo invece l'uso di sacchi trasparenti per consentire controlli più efficaci.
A confermare l'intensificazione dell'attività di controllo è stato l'assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi. “La polizia locale è molto impegnata su questo fronte. Abbiamo aumentato le diffide e, nonostante una normativa che oggi rende più complessi gli accertamenti, continuiamo a lavorare in modo significativo. Le sanzioni per l'abbandono dei rifiuti sono aumentate del 146%, mentre quelle legate all'abbandono in generale del 37%. Molte delle attività partono anche dalle segnalazioni dei cittadini”.
Nel corso della conferenza si è parlato anche della Tari e delle prossime scadenze legate all'approvazione delle tariffe.
Il vicesindaco Alessandro Terrile ha spiegato che quest'anno i termini sono stati posticipati per effetto del bonus Tari automatico destinato alle famiglie con Isee sotto determinate soglie e per l'entrata a regime di Arlir, l'agenzia regionale chiamata a validare i piani finanziari.
“Stiamo lavorando giorno e notte perché l'obiettivo è che non ci sia alcun aumento della Tari. La certezza l'avremo nelle prossime settimane, ma siamo ottimisti”, ha dichiarato. Terrile ha però precisato che i costi del servizio continuano a crescere, come accade in molte altre città, soprattutto a causa dell'aumento del prezzo del gasolio, che comporta per Amiu maggiori spese per diversi milioni di euro all'anno.
Per compensare questi aumenti, una delle ipotesi allo studio è quella di destinare una quota del gettito dell'imposta di soggiorno ad Amiu.
“La parte dell'imposta utilizzata per il decoro urbano potrebbe contribuire a sostenere il servizio. Soprattutto nelle zone maggiormente interessate dai flussi turistici, il lavoro svolto da Amiu è più intenso. Per questo riteniamo che la partecipazione al gettito sia non solo legittima dal punto di vista normativo, ma anche opportuna”.
Altro tema centrale è stato quello della gara regionale per la chiusura del ciclo dei rifiuti, il cui avviso scade il 30 giugno.
Pericu ha spiegato che il Comune ha commissionato uno studio preliminare per valutare i possibili scenari e costruire una posizione basata su dati e analisi tecniche.
Dalle prime valutazioni emerge con chiarezza la necessità che Amiu partecipi al percorso.
“Lo studio è appena arrivato e sarà condiviso, ma appare evidente che Amiu debba orientarsi verso una soluzione che la veda partecipare alla gara insieme a un partner industriale. Restare esclusi, considerando che Genova produce tra il 50 e il 60% dei rifiuti regionali, non sarebbe una scelta opportuna”.
L'assessora ha quindi confermato l'orientamento dell'amministrazione: “Ci stiamo muovendo in questa direzione e quindi parteciperemo alla gara”.