Sicurezza, polizia locale, taser, presidi nei quartieri, ma anche via XX Settembre, commercio e metodo di confronto con la città. Sono questi alcuni dei temi su cui le opposizioni hanno costruito la loro conferenza al bilancio del primo anno dell’amministrazione Salis, convocata nel pomeriggio dopo l’appuntamento della sindaca con la stampa al mattino.
Un fronte ampio, da Vince Genova a Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Gruppo Misto, che ha accusato la giunta di raccontare una città diversa da quella percepita dai genovesi, di attribuirsi progetti avviati dalla precedente amministrazione e di non avere aperto un vero canale di dialogo con la minoranza.
A introdurre il quadro è stato Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, che ha parlato di “opposizione coesa” e “costruttiva”, respingendo l’accusa di ostruzionismo. “Abbiamo ritenuto utile riunirci per esaminare un anno di giunta, ma anche un anno di opposizione, per raccontare le nostre iniziative, la nostra percezione della città e le prospettive del nostro lavoro futuro al servizio di Genova”, ha detto.
Piciocchi ha rivendicato il ruolo della minoranza, ricordando che le opposizioni rappresentano “una fetta molto importante dei cittadini di Genova”. “Sono molto soddisfatto, a nome di tutti, di questo primo anno di opposizione coesa, con amicizia sincera tra di noi, un’opposizione costruttiva”, ha aggiunto. “Siamo spesso rappresentati dalla sindaca come persone interessate esclusivamente all’ostruzionismo, ma questo è smentito dalla quantità di documenti presentati”.
Il primo affondo riguarda il metodo. “Dobbiamo lamentare una mancanza di dialogo e di disponibilità al dialogo da parte della maggioranza e della sindaca”, ha attaccato Piciocchi. “In otto anni era normale confrontarsi con la maggioranza anche al di fuori del momento teatrale del consiglio comunale. Oggi non è possibile, non c’è nessun canale di dialogo”.
Da qui la contestazione più generale al racconto del primo anno di giunta. Piciocchi ha parlato di “narrazione stucchevole” sull’eredità del centrodestra, respingendo l’idea di un Comune lasciato in difficoltà. “Sembra che questa giunta abbia ereditato un disastro, ma così non è”, ha detto, rivendicando conti in ordine, riduzione del debito e numerosi cantieri già finanziati e avviati dalla precedente amministrazione.
“La fake del buco di bilancio non ha nessuna corrispondenza con il dato reale”, ha aggiunto l’ex vicesindaco, ricordando di essere stato assessore al Bilancio nella precedente giunta. “La giunta ha ereditato un Comune con un consistente avanzo di bilancio e che in otto anni ha ridotto il debito di oltre 300 milioni di euro”.
Piciocchi ha poi elencato alcuni interventi rivendicati dal centrodestra, dall’Acquedotto storico inaugurato dalla sindaca ai lavori in piazza Solari, fino all’asilo di Campasso, Forte Puin, la riqualificazione di piazze del centro storico e la Sciorba. “Sono cantieri nostri”, ha detto, contestando anche la ricostruzione sull’edilizia residenziale pubblica: “I 600 alloggi sono stati finanziati dalla precedente amministrazione. Quest’anno, in termini di investimenti, non abbiamo visto nemmeno un euro”.
Nel mirino è finito anche il progetto di riqualificazione di via XX Settembre, presentato dalla sindaca come uno degli interventi simbolo del nuovo corso urbano, con più verde, marciapiedi ampliati, spazi pedonali e nuova pavimentazione. Per le opposizioni, però, non si tratta di una novità nata con la giunta Salis. “Su via XX Settembre il progetto risale al 2020 ed era già stato presentato”, ha detto Piciocchi. “Ci eravamo fermati perché non c’era piena condivisione da parte del mondo del commercio. I rendering presentati stamattina sono tutta roba che risale alla precedente amministrazione”.
La stessa accusa è stata rilanciata da Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha parlato di un anno “intenso”, da parte dell'opposizione, di ascolto dei cittadini e di impulso nei confronti della giunta, contrariamente alla sindaca “allergica al confronto”. “Come Fratelli d’Italia abbiamo lavorato in modo concreto, producendo centinaia di documenti”, ha detto Bianchi. “Abbiamo cercato di smascherare tutto ciò che la giunta Salis ha cercato di attribuirci come giunta precedente o di attribuirsi come meriti non appartenenti a questa amministrazione, come il progetto di via XX Settembre, il buco di bilancio, il Palasport inidoneo che poi diventa idoneo per alcuni eventi sportivi”.
Per Bianchi, il bilancio del primo anno restituisce “una narrazione distorta”, anche sui dati e sui risultati rivendicati dalla sindaca. “Anche oggi in conferenza stampa tanti sono i punti che non tornano, che parlano di numeri di cui bisogna capire da che cosa derivano”, ha detto, citando tra gli esempi anche il turismo e i dati ricavati dalle celle telefoniche.
Ma il fronte più duro resta quello della sicurezza. “Siamo partiti con un monotematico sulla sicurezza e con proposte concrete”, ha ricordato. “Da martedì c’è un ulteriore documento di Fratelli d’Italia bocciato. Oggi non abbiamo sentito niente di concreto, abbiamo sentito parlare di rafforzamento della polizia locale quando fin dall’inizio questa giunta ha depotenziato la locale”.
Nel mirino della capogruppo di FdI anche l’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi. “C’è un’inadeguatezza della Viscogliosi, esautorata dal sindaco: perché sta ancora lì?”, ha attaccato Bianchi, parlando di una città in cui la situazione sicurezza sarebbe “sprofondata” tra “ripetuti accoltellamenti e aggressioni”. “Raccontato bene, ma non trova riscontro”, ha concluso.
Sulla sicurezza ha insistito anche la Lega, con la capogruppo Paola Bordilli, che ha rivendicato “oltre 400 documenti presentati in un anno” dal gruppo e ha citato, tra le proposte, taser ed esercito. “Rivendichiamo la richiesta di taser ed esercito, e non abbiamo capito se sull’esercito sono tutti d’accordo”, ha detto Bordilli. Poi la contestazione alla ricostruzione della sindaca sui patti per la sicurezza: “Anche oggi la sindaca ha detto che serve Piantedosi per firmare i patti, ma non è vero: la normativa dice che possono essere firmati da sindaco e prefetto, senza far sentire distante il governo dalla città”.
Bordilli è tornata anche su via XX Settembre, richiamando una mozione presentata dalla Lega l’1 agosto e discussa in consiglio comunale circa sei mesi fa. “Chiedevamo all’amministrazione di continuare quello che si era fatto con il vicesindaco, dunque l’accordo con i commercianti”, ha detto. “Noi ci eravamo fermati per trovare le soluzioni migliori possibili per i commercianti, per riconsiderare la porzione di via Fieschi e perché il dialogo con i commercianti venisse fatto. Ci è stato detto di no. Oggi viene annunciato che il progetto partirà”.
Il capogruppo leghista ha poi allargato l’attacco al commercio e al centro città. “Il piano commercio, che nella campagna del sindaco non andava bene, è stato preso e banalmente ampliato nelle aree con i divieti sulle medie superfici di vendita”, ha detto. “Sul commercio non è stato fatto altro. I mercati grandi non sono stati nominati, il centro storico non ha meritato una parola nel discorso della sindaca”.
Durissimo anche Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia, che ha contestato il metodo dell’amministrazione sia sulla sicurezza sia sulla pianificazione urbana. Secondo Mascia, la giunta si muove tra consulenze, percorsi partecipativi e decisioni non abbastanza condivise con le categorie. “Si fa tutto io, poi quando si tratta di decidere si fanno consulenze”, ha attaccato Mascia, citando Amt, cabinovia, zone 30 e piano del verde. “Non vengono coinvolti i commercianti, non vengono coinvolti i sindacati, mancano all’appello investitori e imprenditori dal punto di vista urbanistico. Si sta virando verso la logica del divieto”.
Sulla sicurezza, il capogruppo di Forza Italia ha difeso l’uso del taser e degli strumenti di difesa per gli agenti. “Non vedo un motivo per mandare la polizia locale con le mani nude e armi spuntate perché fa brutto dargli il taser”, ha detto. “La pistola d’ordinanza ha una credibilità d’uso pari a zero, con regole d’ingaggio molto strette. Meglio un taser o un bastone di distanziamento”.
Per Mascia, la risposta al tema sicurezza non può essere affidata soltanto a reti associative e interventi sociali. “Il crimine va prevenuto e represso, servono presidi fissi”, ha aggiunto. “Se fossi un agente di polizia locale e vedessi queste risorse passarmi davanti, mi sentirei offeso nella divisa che indosso”.
L’affondo più diretto sulla polizia locale è arrivato da Sergio Gambino, del gruppo misto, già assessore alla Sicurezza nella precedente amministrazione. Gambino ha contestato l’affermazione della sindaca sul rafforzamento del corpo. “Sono rimasto sbalordito quando oggi la sindaca Salis ha detto che la polizia locale è stata potenziata. Forse è stata potenziata l’età media degli agenti”, ha detto. “Nel piano assunzioni è prevista la copertura, ma sul 2025 non ci sono assunzioni: oggi ci sono meno agenti di polizia locale. Dire che è stata potenziata è un falso storico”.
Gambino ha poi richiamato il taser, sostenendo che la sperimentazione fosse già stata impostata. “Il taser era in sperimentazione, mancava il protocollo operativo e l’adozione degli ultimi passi necessari”, ha spiegato. “È uno strumento ritenuto utile dalle forze dell’ordine. Anche l’ex capo della polizia Gabrielli ha ribadito l’utilità di questo strumento”. Tra gli strumenti citati anche le bodycam. “Non era una cosa da Grande Fratello”, ha detto Gambino. “Permette all’agente di difendersi e tutelarsi”.
Altro punto contestato è lo stop al canale diretto di segnalazione con commercianti e comitati di quartiere. “Avevamo un dialogo costante con commercianti e comitati: nelle chat avevamo distribuito un numero per le segnalazioni, che venivano lette immediatamente dagli operativi in strada”, ha detto. “Salis e la sua giunta hanno spento questo numero, portando tutto alla chiamata al 112”.
A chiudere il quadro politico è stata Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in consiglio comunale, che ha parlato di una “narrazione scollegata dalla realtà”.
“Quella che abbiamo ascoltato è una narrazione scollegata dalla realtà, uno scaricabarile sul Governo e non una soluzione”, ha detto Cavo. “Tutto quello che non va è colpa del passato, ora tante cose noi e tutto bene. Ma la sensazione dei genovesi non è quella di una città di slancio, con servizi ottimali e soddisfazione”.
Per Cavo, il primo anno non raggiunge la sufficienza. “Genova è una città ferma e più insicura. La sicurezza è una priorità, ma abbiamo visto zero soluzioni e solo rimandi ai temi nazionali”, ha aggiunto.
La deputata ha citato il tema dei rimpatri, dei Cpr, dei presidi nelle zone più sensibili e del daspo urbano, ricordando anche il caso di corso Italia. “A inizio legislatura il daspo urbano è stato negato in corso Italia, poi abbiamo visto cos’è accaduto in corso Italia con un altro grave fatto di cronaca”, ha detto. “Mi auguro che in futuro, al posto degli insulti, alcune proposte vengano accolte dalla maggioranza”.
Sul fronte urbanistico, Cavo ha collegato via XX Settembre a una critica più ampia al metodo della giunta. “Non si può amministrare con i rendering”, ha detto. “I commercianti hanno diritto di ascolto e credo che ascolto non ci sia stato”. Poi il riferimento ad altri interventi annunciati: “Di rendering ne abbiamo visti anche sulla Val Bisagno, che finirà in un dibattito pubblico che durerà mesi”.
UN ANNO DI GIUNTA SALIS: “APPREZZABILE CHE OGGI LA GIUNTA ABBIA AMMESSO DI NON AVER FATTO NULLA PER I MUNICIPI”
“A domanda specifica, l’Assessore competente ha risposto che è ancora intenzione della Giunta lavorare sulla riforma dei Municipi e che prima dell’estate (la prossima settimana ?!?) lavoreranno per una prima proposta” - ha esordito Federico Bogliolo, coordinatore di Vince Genova; “ciò che stupisce è che con questa risposta - dopo che il giornalista aveva sottolineato che la riforma dei Municipi era stata promessa per i primi 100 giorni di mandato - l’Assessore ha esplicitamente confermato di non aver fatto nessuna riforma in più di un anno, tradendo le proprie promesse elettorali”.
Bogliolo ha poi spiegato che “effettivamente l’unica misura adottata è stato lo spostamento di risorse tra diversi capitoli che non ha dato nessun beneficio al territorio. Anzi, oggi sono arrivate addirittura meno risorse per gli sfalci. Fondi che oggi, ad esempio, il Municipio levante ha già terminato e non potrà proseguire con la manutenzione del verde”.
“Apprezzo in ogni caso la grande onestà intellettuale della giunta che ha ammesso di non essere riuscita a fare nulla di quello che aveva promesso per i Municipi nei primi 100 giorni: ne sono passati quasi 380. Forse non era poi tutto buttare come dicevano”.