Politica - 11 giugno 2026, 14:24

Welfare di prossimità, il Comune porta i servizi nei quartieri: camper, sportelli diffusi e mediatori culturali in ogni ambito territoriale

200 persone intercettate dall’unità mobile LGNet3, 858 utenti da 53 nazionalità seguiti dagli sportelli Orienta-Mondi, 220 prese in carico per l’autonomia abitativa e 980 percorsi socio-lavorativi attivati. Lodi: “Andiamo noi verso le persone, non aspettiamo che arrivino ai servizi”. Robotti sulla residenza fittizia: “Garantisce l’accesso ai diritti di cittadinanza anche alle nuove fragilità”

Dai camper nei quartieri agli sportelli diffusi in tutti i municipi, dalla mediazione culturale inserita stabilmente nei servizi ai percorsi per casa, scuola e lavoro, fino alla residenza fittizia per garantire l’accesso ai diritti di cittadinanza anche a chi vive nuove forme di fragilità. È il quadro tracciato dall’assessora al Welfare e ai Servizi sociali Cristina Lodi e dall’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti durante la conferenza stampa dedicata al primo anno di attività dell’amministrazione Salis.

Il tema è quello del welfare territoriale annunciato nel programma elettorale della sindaca Silvia Salis: presidi nei quartieri, prevenzione, mediazione culturale, insegnamento dell’italiano e servizi capaci di costruire integrazione nella vita quotidiana della città. A un anno dall’insediamento, il Comune rivendica l’avvio di una rete articolata, fondata soprattutto sulla prossimità: non attendere che siano le persone in difficoltà a chiedere aiuto, ma portare direttamente i servizi nei territori.

Noi avevamo detto e stiamo facendo quello che è il punto centrale del nostro programma, cioè andare noi verso le persone, non aspettare che le persone arrivino a chiedere, anche perché spesso la complessità rende questo molto difficile”, ha spiegato Lodi. “Quindi prossimità territoriale, integrazione tra i servizi e prevenzione”.

Uno degli esempi citati dall’assessora è l’unità mobile LGNet3, realizzata in sinergia con Anci Liguria e con i municipi. Si tratta di camper che si muovono nei diversi territori della città, con operatori specializzati e professionalità differenti, per intercettare situazioni di bisogno direttamente nelle strade e nelle piazze. “Questi camper vanno in tutti i territori in maniera distribuita, con operatori molto professionali e con diverse professionalità”, ha detto Lodi. Nel primo semestre sono già state intercettate 200 persone, con 107 richieste specifiche raccolte.

Accanto alle unità mobili ci sono gli sportelli Orienta-Mondi, presenti in maniera diffusa sul territorio. Il servizio offre orientamento, supporto burocratico e accompagnamento. Nell’ultimo anno, secondo i dati forniti dal Comune, sono state seguite 858 persone provenienti da 53 nazionalità. “Sono sportelli diffusi in tutto il territorio”, ha spiegato Lodi, sottolineando che in ogni municipio è presente almeno un punto di accesso.

Un altro tassello riguarda il One Stop Shop, centro multiprofessionale dedicato alla presa in carico socio-educativa e all’attivazione di percorsi di autonomia abitativa. Il dato indicato dall’assessora è di 220 persone prese in carico nell’ultimo anno, con 150 ingressi arrivati attraverso l’unità Orienta-Mobile. “Questo è importante perché unisce il bisogno abitativo con l’introduzione della figura del mediatore immobiliare”, ha spiegato Lodi, indicando il tema della casa come una delle parti centrali dei percorsi di autonomia.

Tra le novità più rilevanti c’è poi l’inserimento strutturale della mediazione culturale nei servizi sociali territoriali. “Avremo, grazie a un progetto nazionale che ha avuto un grande successo, l’introduzione della figura del mediatore culturale all’interno di ogni ambito territoriale sociale”, ha detto Lodi. “La mediazione entra nei servizi in maniera strutturale”. Nell’ultimo anno sono state realizzate 6 mila ore annue di mediazione attraverso progettualità specifiche.

Un passaggio è stato dedicato anche al CEL, servizio legato al contrasto della dispersione scolastica e alla preformazione lavorativa, definito dall’assessora “poco conosciuto ma di grandissimo valore”. Anche in questo caso, ha spiegato Lodi, l’obiettivo è andare verso i ragazzi nei diversi ambiti territoriali sociali e in tutti i municipi. Nel 2025 sono stati seguiti 248 ragazzi, con 91 tirocini attivati, 59 borse lavoro e 27 inserimenti lavorativi.

Più in generale, nell’ultimo anno sono stati attivati 980 percorsi di inclusione socio-lavorativa rivolti a persone prese in carico da Asl e Comune. Il dato, secondo l’amministrazione, restituisce la dimensione di un lavoro che prova a mettere insieme fragilità sociale, autonomia personale e inserimento lavorativo.

Tra i progetti rilanciati dall’amministrazione c’è anche Start Tappe, con l’apertura di due nuove postazioni: una alla Biblioteca Berio e una a Ca’ Nova, a Pra'. “Ci teniamo molto a questo progetto”, ha detto Lodi. In attesa del dato aggiornato di fine giugno, nel primo semestre sono già state contattate 12.114 persone.

L’assessora ha poi affrontato il tema dei minori stranieri non accompagnati, definendolo particolarmente importante in questa fase. Il Comune sta lavorando a un protocollo con le scuole di italiano e con il CPA, insieme all’assessora alle Politiche educative Rita Bruzzone, per mettere ordine nei percorsi formativi. “Abbiamo dati confortanti che dimostrano percorsi sia lavorativi sia di autonomia scolastica quasi nella totalità dei ragazzi inseriti”, ha spiegato Lodi.

A completare il quadro è stato Robotti, che ha insistito sul lavoro interassessorile svolto tra Servizi civici e Welfare. Uno dei passaggi principali riguarda la delibera sulla residenza fittizia, approvata per consentire l’accesso ai diritti fondamentali anche a persone senza una dimora stabile o attraversate da nuove forme di povertà.

È una delibera che consente di accedere a tutti i diritti di cittadinanza, compresi quelli legati al lavoro e all’assistenza sanitaria”, ha spiegato Robotti. “Non riguarda solo i classici clochard, ma tutte quelle nuove forme di fragilità e povertà che esistono”. Tra gli esempi citati dall’assessore ci sono anche i coniugi separati, ma il riferimento è più ampio e riguarda tutte quelle situazioni in cui l’assenza di una residenza rischia di bloccare pratiche, accesso ai servizi e percorsi di autonomia.

Robotti ha poi ricordato il lavoro avviato sul tavolo del lavoro, con l’integrazione di un principio di inserimento lavorativo per le persone più fragili, e le attività in corso sulle nuove forme di lavoro, come quelle dei rider. Un altro fronte è quello della Consulta carcere-città, istituita lo scorso anno, attraverso la quale il Comune sta lavorando sull’accesso al lavoro e ai diritti di cittadinanza per le persone detenute.

L’ingresso in carcere non deve togliere i diritti di cittadinanza”, ha detto Robotti. “Spesso sorgono problematiche che riguardano proprio la residenza, ma anche altre questioni familiari e riconoscimenti, e noi stiamo lavorando su tutto questo”.

Infine, l’assessore ha annunciato anche un cambio simbolico legato alla residenza fittizia. La denominazione non sarà più via alle Case Comunali, ma via Pietro Magliocco, in memoria della persona senza dimora morta alla stazione di Sampierdarena nel 1993, vicenda che aveva suscitato in città una forte mobilitazione solidale.

Nel complesso, il Comune rivendica un modello che punta a rendere più stabile e capillare la presa in carico delle fragilità: servizi nei quartieri, sportelli in tutti i municipi, mediazione culturale negli ambiti territoriali sociali, percorsi abitativi e lavorativi, interventi sui minori stranieri non accompagnati e strumenti amministrativi per garantire l’accesso ai diritti anche a chi rischia di rimanere fuori dai canali ordinari.


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