Politica - 12 giugno 2026, 11:00

Fincantieri e Sestri Ponente, Ceraudo: “Il cantiere torni a essere una risorsa, non una servitù: deve aprirsi alla cittadinanza”

Il presidente del Municipio interviene dopo le parole di Salis e Terrile sul futuro del quartiere: “Dobbiamo tornare essere protagonisti, non spettatori”. Al tavolo sarà portato un documento costruito con associazioni e cittadini: "Chiederemo che Sestri non sia sacrificata, ma valorizzata"

La trasformazione del cantiere navale di Sestri Ponente non può restare una grande operazione industriale chiusa dentro il proprio perimetro, ma deve diventare anche una restituzione urbana e sociale per il quartiere. A dirlo è il presidente del Municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo, intervenuto dopo la conferenza stampa di ieri del primo anno della giunta della sindaca Silvia Salis, durante la quale il rapporto tra Fincantieri, Sestri Ponente e città è stato uno dei temi centrali.

La sindaca aveva confermato le interlocuzioni con l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero, sottolineando la necessità di ricadute concrete per un territorio che storicamente ha sostenuto il cantiere, le lavoratrici e i lavoratori, anche nei momenti più difficili. Tra le ipotesi emerse, anche il coinvolgimento dell’azienda nella rigenerazione del Mercato del Ferro, da trasformare in uno spazio di comunità con corsi di lingua, doposcuola e attività sociali.

Sestri Ponente merita futuro. E il futuro si costruisce insieme”, afferma Ceraudo. “La trasformazione del cantiere navale di Sestri Ponente non può restare una grande operazione industriale chiusa dentro il suo perimetro. Non può essere un mondo separato dalla vita del quartiere. Deve diventare una restituzione alla comunità, alla sua storia operaia, alla sua identità solidale, al tessuto sociale che da anni sostiene il peso di una presenza fondamentale per Genova ma anche ingombrante”.

Il presidente del Municipio richiama proprio le parole della sindaca, che aveva parlato di una comunità storicamente solidale verso il lavoro e i lavoratori, ma anche della necessità di non dare per scontata questa disponibilità. “È questo il messaggio politico più forte emerso nella conferenza stampa del primo anno della giunta Salis”, sottolinea Ceraudo. “Sestri Ponente è sempre stata vicina alle lavoratrici e ai lavoratori, pronta a fare la propria parte senza mai tirarsi indietro. Ma questa disponibilità non può essere data per scontata”.

Un passaggio decisivo riguarda anche il tema dello spostamento della ferrovia, indicato dal vicesindaco Alessandro Terrile come una delle condizioni fondamentali per liberare aree nel centro del quartiere e trasformarle in spazi utili alla città. Terrile aveva parlato di possibili funzioni abitative convenzionate, luoghi di aggregazione, parchi urbani e spazi di comunità.

Il vicesindaco Alessandro Terrile ha aggiunto un punto decisivo: senza lo spostamento della ferrovia, senza completare il progetto nella sua parte oggi non finanziata, il rischio è che l’investimento resti chiuso dentro il cantiere e non generi spazi, servizi e opportunità per il quartiere”, osserva Ceraudo. “Bisogna liberare le aree centrali di Sestri Ponente e restituirle alla città, immaginando edilizia convenzionata, luoghi di aggregazione, parchi urbani e spazi di comunità”.

Da qui la richiesta del Municipio: essere parte attiva del percorso, non semplice osservatore. “Su questo voglio essere altrettanto chiaro: il Municipio e la Delegazione devono essere protagonisti. Non spettatori. Non comparse. Protagonisti”, dice Ceraudo.

Il presidente annuncia quindi che il territorio porterà al tavolo un documento costruito con associazioni e cittadini di Sestri Ponente. “Saremo presenti insieme, come istituzioni del territorio, portando un documento costruito dalle associazioni e dai cittadini di Sestri Ponente”, spiega. “Un documento che nasce dal basso, dalla comunità, e che chiede una cosa semplice e giusta: che Sestri non sia sacrificata, ma valorizzata”.

Per Ceraudo, il rapporto tra Fincantieri e Sestri deve entrare in una fase nuova. “Fincantieri è storia e lavoro, ma deve tornare a essere una risorsa, non una servitù”, afferma. “Deve aprirsi alla cittadinanza, tornare parte attiva della comunità, generare ricadute sociali ed economiche vere, non solo produttive”.

Il riferimento è anche al ribaltamento a mare e alle trasformazioni collegate al futuro industriale del cantiere. “Il ribaltamento a mare deve essere un’opportunità per tutti. Non un’operazione che lascia fuori il quartiere. Non un cambiamento che crea distanza”, aggiunge Ceraudo. “Le trasformazioni sono occasioni preziose, ma devono essere guidate con responsabilità: nessuno deve speculare sul futuro di Sestri Ponente”.

Il presidente del Municipio insiste sul fatto che la partita non riguarda soltanto infrastrutture e cantieri, ma la qualità della vita della delegazione. “Qui non si parla solo di infrastrutture: si parla di dignità, di spazi pubblici, di servizi, di case accessibili, di luoghi di comunità, di giustizia sociale”, dice.

La linea del Municipio, dunque, si inserisce nel percorso aperto dalla giunta Salis con Fincantieri, ma con una richiesta precisa: che il quartiere sia coinvolto e che le ricadute siano verificabili, concrete e riconoscibili nella vita quotidiana di Sestri Ponente.

Sestri Ponente ha sempre sostenuto il lavoro. Ha sempre sostenuto le lavoratrici e i lavoratori. Ha sempre dimostrato un’anima solidale, instancabile, generosa”, conclude Ceraudo. “Ora è il momento che anche il lavoro sostenga Sestri Ponente. Che la grande trasformazione industriale diventi anche una grande trasformazione urbana e sociale. Che il quartiere riceva ciò che merita: spazi, servizi, opportunità, futuro”.


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