A margine del Liguria Pride, la sindaca di Genova Silvia Salis torna sul tema della sicurezza, dei rimpatri e dell’ipotesi di un Cpr in città, dopo le polemiche degli ultimi giorni e dopo che fonti del Viminale avevano parlato della volontà di “cogliere l’apertura” della prima cittadina sulla necessità di aumentare i rimpatri, anche in vista di una prossima riunione a Genova con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Interpellata sulle critiche arrivate anche da una parte della sinistra, che le contesta una certa ambiguità sui Centri di permanenza per i rimpatri e sulla linea da tenere in materia di sicurezza, Salis respinge l’accusa e rivendica la posizione espressa insieme ad altri sindaci di centrosinistra. “Guardi, io proprio ieri insieme al sindaco Roberto Gualtieri e al sindaco Matteo Lepore ho ribadito con forza che il Cpr non rappresenta nessun tipo di soluzione e lo dimostrano i numeri, lo dimostrano le città nelle quali ci sono i Cpr”, ha detto la sindaca.
Salis chiarisce quindi di non voler lasciare il tema della sicurezza alla destra, ma allo stesso tempo ribadisce la propria contrarietà all’idea che un Cpr possa essere la risposta ai problemi della città: “Io non ho nessuna ambiguità, non ho nessun problema a parlare di sicurezza, non ho nessun problema a dire che la sinistra negli anni ne ha parlato troppo poco, lasciando campo libero ad una destra populista che non ha trovato nessuna soluzione di nessun tipo”.
Un passaggio che arriva dopo giorni di dibattito acceso. Da una parte la richiesta di maggiore attenzione su Genova, dall’altra il rischio, secondo la sindaca, di ridurre tutto alla sola questione dei Centri per i rimpatri. “Anzi, la situazione è peggiore sotto gli occhi di tutti, per cui il Cpr non è una soluzione, la soluzione sono i protocolli di rimpatrio efficaci, ma non bisogna parlare di quello quando si parla di sicurezza e basta”, ha aggiunto.
Per Salis, infatti, legare automaticamente sicurezza urbana e Cpr rischia di produrre un effetto politico opposto: spostare il confronto e non affrontare fino in fondo le criticità concrete. “Perché sennò c’è un rimpallo che serve solo a nascondere i problemi”, ha spiegato.
La sindaca rivendica infine una linea che, a suo giudizio, tiene insieme richiesta di sicurezza, strumenti efficaci e attenzione alle specificità della città: “Non ho nessun tipo di ambiguità, anzi lo dimostro ogni giorno parlando liberamente di tutti i temi, chiedendo più sicurezza, chiedendo i patti per la sicurezza e chiedendo attenzione a una città che ha delle complessità che sono molto uniche”.