La nuova Sampdoria sempre più targata Tey-Fredberg prende forma attorno ad Americo Branco. Il dirigente portoghese, arrivato in Italia nelle scorse ore, è stato ufficialmente nominato direttore sportivo del club blucerchiato, incarico che diventerà operativo una volta completati gli adempimenti necessari con la Figc.
Per la società blucerchiata si tratta del primo tassello di un riassetto dell’area tecnica più ampio, avviato in vista della nuova stagione partendo dai saluti di Andrea Mancini e con un controllo sempre più diretto del Ceo Football danese. Accanto a Branco, infatti, la Sampdoria ha definito anche i nuovi ruoli di Lorenzo Ariaudo, che passa da team manager - ruolo in cui arriva l’ex Ravenna e Ternana Mattia Stante - a direttore tecnico e di José Manuel Barbosa Alves, che sarà il nuovo coordinatore dell’area scouting.
Branco, portoghese di Oporto a con 36 anni da compiere a breve, arriva a Genova dopo un percorso sviluppato interamente nell’ambito della direzione sportiva. Dal 2014 ha lavorato in Portogallo e all’estero, ricoprendo incarichi diversi tra Olhanense, Académica de Coimbra, Tondela e Fortuna Sittard. Proprio l’esperienza maturata nel club olandese rappresenta l’ultima tappa prima dell’approdo in blucerchiato.
Un passaggio del quale, nelle sue prime parole ai canali ufficiali del club, il nuovo direttore ha subito richiamato il peso e la responsabilità: “Sono molto orgoglioso e fiero di essere arrivato alla Sampdoria. Uno dei club più iconici e speciali al mondo”, ha dichiarato Branco, sottolineando di aver iniziato il proprio percorso dirigenziale a 24 anni e di aver sempre cercato continuità nei club in cui ha lavorato, “sempre col rispetto nel sapermi adattare, nel saper rispettare i club, i valori e la storia delle società. Questo è l’unico modo di lavorare”, ha aggiunto.
Non solo entusiasmo, però. Branco ha scelto anche parole di prudenza, evitando promesse facili: “Non mi piace promettere lavoro nel calcio. Mi piace promettere la miglior versione di me stesso”, ha spiegato, evidenziando la necessità di costruire un gruppo compatto, in cui ogni componente del club sia coinvolta nel raggiungimento degli obiettivi. “Non basta indossare questa maglia, la cosa bella è vincere con questa maglia e raggiungere gli obiettivi che impone la città e questa società”. Anche in tal senso, il dirigente portoghese ha voluto rimarcare un aspetto: “Non credo nel calcio dei giocatori o degli allenatori, credo nel calcio delle società. E la proprietà del club sono i tifosi, loro sono il cuore e i polmoni del club”.
Tra i primi dossier sul tavolo c’è la scelta del nuovo allenatore. “La B in ogni Paese è tostissima. Tu fai una squadra per salire e poi lotti per la salvezza, o magari succede il contrario - ha spiegato - Chi arriverà deve capire bene dove viene e per cosa viene. Non viene solo per indossare ma per sudare lo stemma”, ha detto. Poi ha aggiunto: “Io non arrivo col tocco di Mida. Non arrivo con la consapevolezza di sapere tutto e che vincerò da solo perché non succederà”.
E nel lavoro di team c’è anche il tema della riorganizzazione, che porta la firma del CEO Football Jesper Fredberg, che ha parlato di un lavoro portato avanti “senza sosta” per ridisegnare la gestione sportiva del club. “Con le nomine di Branco, Ariaudo, Stante e Barbosa Alves, stiamo apportando nuove competenze per assicurarci di essere sulla strada giusta verso il successo. Insieme getteremo le basi per gli anni a venire, a partire dalla nomina di un nuovo allenatore e da un ambizioso calciomercato estivo”.
La Sampdoria entra così in una nuova fase. La struttura è stata definita, il direttore sportivo è arrivato e le linee guida sono state tracciate. Ora il passaggio decisivo sarà trasformare il nuovo assetto dirigenziale in scelte tecniche concrete, a partire dalla panchina e da un mercato che dovrà dare forma alla squadra chiamata ad affrontare una Serie B difficile, con l’obiettivo di riportare entusiasmo e credibilità attorno al progetto blucerchiato.