Cresce la preoccupazione tra le famiglie della Scuola Materna Comunale "Tina Quaglia”, a Quarto, preoccupate per l’annunciata riorganizzazione didattica che dovrebbe partire dal prossimo anno scolastico e che prevede la chiusura di una sezione e l’introduzione di un sistema basato sulle cosiddette "classi aperte".
Una trasformazione che ha allarmato i genitori, i quali temono per la stabilità dei propri figli, di età compresa tra i 3 e i 5 anni. "Tale cambiamento comporterebbe il venir meno di alcuni punti di riferimento fondamentali per i bambini: la propria classe, il gruppo stabile dei compagni e le maestre di riferimento che li accompagnano quotidianamente nel loro percorso di crescita", denunciano le famiglie in una lettera.
Secondo i genitori, in una fascia d’età così delicata, la continuità relazionale e la stabilità dell’ambiente educativo rappresentano elementi essenziali per il benessere emotivo e lo sviluppo dei piccoli. Il timore che le famiglie stanno manifestando è che il nuovo progetto possa minare queste fondamenta, ma a generare il malcontento principale è la gestione del processo decisionale da parte dell'ente.
"Ciò che genera ancora maggiore malcontento è il fatto che, ad oggi 15 giugno, non sia stata fornita alcuna comunicazione ufficiale dettagliata sulle modalità concrete di funzionamento del nuovo sistema", scrivono i genitori, lamentando l'assenza di informazioni chiare su organizzazione delle attività, composizione dei gruppi e ruolo delle insegnanti.
La mancanza di un confronto tempestivo ha avuto, secondo le famiglie, anche un impatto pratico sulle scelte personali: "La mancanza di comunicazioni tempestive ha di fatto impedito ai genitori di effettuare una scelta consapevole. Se queste modifiche fossero state presentate con il dovuto anticipo, molte famiglie avrebbero potuto valutare se mantenere i propri figli presso lo stesso asilo oppure orientarsi verso altre strutture. Oggi, a ridosso dell’estate e del nuovo anno scolastico, questa possibilità è stata fortemente limitata".
I genitori della "Tina Quaglia" precisano che il loro intento non è quello di opporsi a priori a innovazioni didattiche, ma di rivendicare un diritto al dialogo: "Chiediamo trasparenza, confronto e rispetto del ruolo delle famiglie nelle decisioni che riguardano direttamente il percorso educativo dei loro figli".
L'obiettivo della segnalazione è dunque quello di accendere i riflettori su una situazione comunicata, ad oggi, in modo "insufficiente e poco trasparente", auspicando che l'attenzione pubblica possa favorire un confronto costruttivo tra istituzioni e famiglie, "nell’interesse esclusivo dei bambini".