È ancora scontro in Sala Rossa.
Questa volta a innescare la bagarre tra maggioranza e opposizione è stata la mozione presentata dal consigliere AVS Lorenzo Garzarelli per la creazione di un piano pluriennale di gestione degli spazi pubblici, approvata con 23 voti favorevoli e 12 contrari.
Ad accendere la miccia è stata l'illustrazione di Garzarelli, che ha citato i centri sociali occupati come fucine di talenti: "Il primo live di Olly, che riempirà lo stadio Ferraris, si svolse al Buridda nel 2017". Una visione supportata dalla consigliera Francesca Ghio, che ha parlato del "vuoto" lasciato dagli sgomberi.
La consigliera Laura Sicignano (Lista Civica Silvia Salis Sindaca) ha presentato un emendamento, accettato poi dal proponente: "Il nostro emendamento si pone in sinergia con la mozione, che accogliamo con molto favore proprio perché in qualche modo la mozione precedente, nostra, è complementare. È convinzione di tutti i componenti della nostra lista che spazi restituiti a una socialità colta, intraprendente, che parte dal basso, sia coerente con le linee programmatiche di questa Amministrazione, ma che possa costruire in tutti i municipi un presidio, una garanzia di miglioramento e di vivibilità dei quartieri".
La risposta del centrodestra è stata durissima. Il consigliere Nicholas Gandolfo (FdI) ha replicato seccamente: "Gli sgomberi avvengono perché lo Stato fa lo Stato. Non daremo mai la possibilità al ritorno dei centri sociali". Sulla stessa linea Francesco Maresca (Gruppo Misto), che ha bollato l'esperienza delle occupazioni come "socialità abusiva", sottolineando che senza contratti e rispetto delle regole non può esserci spazio per il dialogo con l'amministrazione.
Il dibattito si è poi spostato sul piano tecnico-giuridico. La consigliera Alessandra Bianchi (FdI) ha attaccato il concetto di "gruppi informali" inserito nel testo: "Avete Ilaria Salis come santo patrono dei beni altrui, non faremo entrare dalla finestra ciò che non entra dalla porta". Anche i consiglieri Lorenzo Pellerano (Noi Moderati) e Mauro Avvenente (Vince Genova) hanno espresso forti perplessità, equiparando l'occupazione dei centri sociali a quella delle case popolari e citando i pericoli per la sicurezza degli immobili occupati.
In difesa della mozione è intervenuta la consigliera Sara Tassara (PD), che ha ricordato come i "patti di collaborazione" siano strumenti legali aperti anche a gruppi non costituiti, citando il paradosso di CasaPound a Roma, "occupata dal 2003 senza che la destra alzi gli scudi". L'assessore al Patrimonio Davide Patrone ha cercato di riportare la discussione su un piano amministrativo: "Sgomberare non risolve il bisogno di aggregazione. Vogliamo mappare e pianificare, usando strumenti trasparenti come i patti per restituire vita ai vuoti urbani".
"Credo che sia evidente - ha spiegato Patrone - come da questa mozione emerga una visione di città e quindi si vada a esercitare quella prerogativa del Consiglio comunale di indirizzo nei confronti delle linee politiche dell'amministrazione ed emerga con grande chiarezza, oltre che una visione anche una analisi dei problemi della nostra città".
Nonostante il parere favorevole della giunta, il centrodestra è rimasto compatto sul "No". Sergio Gambino (gruppo misto) ha rievocato gli episodi più oscuri delle occupazioni, come "il tiro a segno sulle facce dei politici" trovato a Terra di Nessuno. Dall'altra parte, Marco Mesmaeker (M5S) e Filippo Bruzzone (lista Civica Silvia Salis Sindaca) hanno liquidato l'opposizione come un "giochetto politico" e una "polemica strumentale".
I GRUPPI DI OPPOSIZIONE: "LA PRIORITA' PER LA SICUREZZA A GENOVA? TROVARE UNA SOLUZIONE PER I CENTRI SOCIALI SGOMBERATI. MAGGIORANZA AL TRAINO DELLE POSIZIONI PIÙ IDEOLOGICHE"
"Nelle ultime settimane la città vive un'emergenza in materia di sicurezza. La risposta della maggioranza Salis: cercare una soluzione per i centri sociali sgomberati.".
Cosi i capigruppo di Fratelli d'Italia, Vince Genova, Noi Moderati - Orgoglio Genova, Lega, Forza Italia e Gruppo Misto in Comune.
"Le parole dei proponenti della mozione approvata oggi dalla maggioranza non potevano essere più chiare: siamo contrari agli sgomberi.
Anche se i centri sociali occupano immobili pericolanti, come in Via Bertani, o destinati a realizzare alloggi per studenti universitari, come al Magistero. Nel documento nessun richiamo al rispetto delle leggi, ad esempio in materia di sicurezza degli immobili, organizzazione di eventi ed attività commerciali o di sommonistrazione".
"Pochi mesi fa avevamo già approvato - con nostro voto a favore - un documento per la mappatura degli spazi inutilizzati della nostra Città, da dedicare ai Municipi ed alle realtà della cultura e del sociale che opereranno sui territorio, nel rispetto delle leggi.
Che bisogno c'era di ripresentare un documento fotocopia? Solamente la necessità per AVS di sventolare una bandiera ideologica in difesa dei centri sociali. La maggioranza continua a farsi dettare la linea dalle posizioni più ideologiche."