Il Medio Ponente è il municipio genovese più virtuoso nell’attività di contrasto all’abbandono dei rifiuti. È uno dei dati rivendicati dall’assessora comunale alla Sicurezza urbana e alla Polizia locale Arianna Viscogliosi nel corso del consiglio monotematico sulla sicurezza che si è svolto oggi nel Municipio VI Medio Ponente, alla presenza della giunta municipale e del comandante Jacopo Pieri.
Una seduta fiume, richiesta a monte dall’opposizione per affrontare i temi del degrado e dell’insicurezza sul territorio, anche alla luce della mancata convocazione dell’Osservatorio municipale sulla sicurezza. Ma il confronto si è aperto con la relazione dell’assessora, che ha illustrato quanto fatto negli ultimi mesi dalla Polizia locale nel Medio Ponente, mettendo al centro il modello della prossimità, le pattuglie appiedate a Sestri Ponente e Cornigliano, le operazioni a largo raggio e i dati sulle sanzioni.
"Come attività di sicurezza urbana abbiamo presentato il programma a febbraio di quest’anno, che prevede azioni messe in campo in tutti i municipi", ha spiegato Viscogliosi. Il punto centrale, ha aggiunto, è proprio la presenza sul territorio: "Un aspetto che abbiamo valorizzato, una vera e propria colonna in Comune, è la prossimità, quindi spingere il più possibile su strada la presenza dei funzionari di polizia locale".
Secondo quanto riferito dall’assessora, oggi il 75% del personale è operativo sul territorio, mentre il restante 25% svolge attività di supporto, dagli aspetti legali alla segreteria. Sul Medio Ponente, Viscogliosi ha rivendicato risultati significativi, legati anche alla collaborazione con il presidente del municipio e con il nuovo comandante.
Uno dei fronti principali è quello dell’abbandono dei rifiuti. "Abbiamo investito tantissimo e lavorato molto: il Medio Ponente risulta il municipio più virtuoso nell’attività di sanzionamento", ha detto l’assessora. Un dato che, ha precisato, evidenzia anche la presenza del problema, ma soprattutto l’attività di contrasto portata avanti sul territorio.
Nel municipio sono state effettuate tre operazioni "a largo raggio", interventi programmati in giornate, orari e zone precise con l’impiego di una ventina di agenti e funzionari di reparti diversi. Controlli che spaziano dalle attività commerciali alle licenze, dai prezzi al rispetto dei regolamenti comunali e delle norme anti-degrado.
"Abbiamo riscontrato numerose violazioni e sono state fatte diverse sanzioni", ha aggiunto Viscogliosi, ricordando anche il lavoro svolto sul locale, l'Havana Club di via San Giovanni D’Acri a Cornigliano, più volte segnalato per le criticità provocate nella zona. "Sono attività che richiedono tempo, non è possibile chiuderle in pochissimo tempo: serve dossieraggio, attività istruttoria, raccolta di documentazione. Dopodiché l’ufficio commercio e il questore possono intervenire per sospendere l’attività e poi la sospensione può portare a un’eventuale chiusura".
Il locale, ha aggiunto, è stato "messo nel mirino" e al momento risulta "stoppato", anche se spesso attività di questo tipo chiudono e riaprono sotto altro nome con la medesima gestione. Il lavoro sulle attività commerciali sarà affiancato da una mappatura portata avanti con l’assessora al Commercio Tiziana Beghin. L’obiettivo, ha chiarito Viscogliosi, è duplice: intervenire sulle situazioni problematiche, ma anche valorizzare il commercio sano come presidio di sicurezza urbana.
L’assessora ha poi annunciato modifiche regolamentari in arrivo. Due gli articoli interessati: uno relativo all’alcol e l’altro alle vetrine abbandonate dagli esercizi commerciali dismessi. La modifica introdurrà un sistema sanzionatorio per chi lascia locali chiusi in stato di degrado, con vetrine in disordine o situazioni che incidono sul decoro urbano. Sul fronte alcol, invece, la modifica dell’articolo 28 dovrebbe superare l’attuale sistema delle ordinanze anti-alcol. "Abbiamo lavorato in questi mesi con il commercio per creare un quadro normativo che preveda zone di area A e area B, a seconda del tipo di restrizioni", ha spiegato Viscogliosi. La giunta, di concerto con i municipi, potrà poi individuare le aree in cui applicare restrizioni più o meno severe. "Il Medio Ponente oggi ha un problema legato all’alcol, lo sappiamo e ci stiamo lavorando", ha aggiunto.
Nel dettaglio, da gennaio a giugno, nel Medio Ponente sono stati attivati servizi strutturati con pattuglie appiedate sia a Sestri Ponente sia a Cornigliano, attività anti-degrado e controlli sulla sicurezza stradale, anche con auto e moto della Polizia locale. I dati illustrati dall’assessora raccontano un’attività in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 15 sanzioni per violazioni commerciali, legate a prezzi, insegne e normativa sul commercio; 28 deferimenti all’autorità giudiziaria per ubriachezza manifesta; 98 violazioni dell’ordinanza anti-alcol; 19 sanzioni in materia di rifiuti, di cui 8 con fermo amministrativo del veicolo; 6 sanzioni per occupazione di suolo pubblico; 145 sanzioni per sosta sulle piste ciclabili; 216 per sosta sugli attraversamenti pedonali; 68 per sosta negli spazi riservati alle persone con disabilità; 9 per violazioni legate all’abbandono di cicche di sigaretta e 5 per atti contrari alla pubblica decenza. "Tutti i dati sono molto superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso", ha detto Viscogliosi. "Non vuole essere una polemica, semplicemente si riconosce il lavoro svolto dal distretto e il fatto che l’attività della Polizia locale è impostata sul presidio e sulla prossimità".
L’assessora ha poi allargato il ragionamento al tema delle dipendenze, dell’uso di sostanze e della marginalità sociale. Ha parlato di un "fortissimo aumento" del fenomeno droga, citando anche il rischio dell’arrivo del fentanyl, e ha sottolineato la necessità di affiancare all’azione di controllo interventi sanitari e sociali. "C’è il tema delle disuguaglianze sociali, dell’aumento dei senza fissa dimora, delle situazioni di marginalità e della necessità di una maggiore presenza sanitaria per togliere i tossicodipendenti dalle strade", ha detto. Accanto all’attività di sicurezza, secondo Viscogliosi, occorre avviare anche interventi di lavori pubblici e politiche sociali, con strutture in grado di intercettare le persone più fragili.
A intervenire è stato poi il presidente del municipio Fabio Ceraudo, che ha inquadrato il tema della sicurezza dentro una cornice più ampia. "Genova registra 39mila reati, con un incremento del 5%, e il nostro territorio è uno di quelli che ha pagato il prezzo più alto", ha detto, parlando di un vero e proprio "bollettino di guerra" riferito ai numeri del 2024.
Per Ceraudo, però, il tema non può essere affrontato come un’emergenza nata negli ultimi mesi. "Chi si professa oggi in un’emergenza, ieri la nascondeva. Sono dati, statistiche, numeri: non stiamo facendo ipotesi o parlando di sensazioni", ha affermato. Il presidente ha poi richiamato le difficoltà delle forze dell’ordine, sostenendo che negli ultimi cinque anni siano state perse 15mila unità a livello nazionale e che anche la Polizia locale genovese abbia subito un forte ridimensionamento. "In cinque anni la Polizia locale a Genova ha perso 200 unità, ovvero il 20% delle forze", ha detto Ceraudo. "Le difficoltà ci sono e vanno affrontate, ma non sulla pancia dei cittadini. Nessuno sottovaluta il problema, ma non possiamo svegliarci oggi dicendo che è un problema nato da quando è arrivata Salis".
Il presidente del Medio Ponente ha ricordato anche le iniziative già portate avanti dal municipio, compresa la raccolta di 3500 firme per via Cerruti a Sestri Ponente e gli atti trasmessi a prefetto e questore. "Ho cercato gli atti formali, le richieste a prefetto e questore per interventi, e ne ho trovate tre: ogni quattro mesi ho fatto richiesta per intervenire su diverse criticità, come il locale di via D’Acri, poi chiuso", ha spiegato. "Non sono lettere, sono esposti, sono atti e dimostrano che il municipio è presente".
Ceraudo ha concluso ringraziando la Polizia locale, il comandante Pieri e l’assessora Viscogliosi per il lavoro svolto, invitando il consiglio a trattare il tema della sicurezza senza strumentalizzazioni. "Se vogliamo affrontarlo, facciamolo responsabilmente, senza strumentalizzare quello che la gente vuole", ha detto. "Sono convinto che, lavorando come si sta facendo oggi, possiamo raggiungere un obiettivo importante: mettere in sicurezza il territorio".
A replicare, per Fratelli d’Italia, sono stati poi Teresa Lapolla e Alessandro Laguzzi. Lapolla ha contestato il riferimento alla carenza di personale e al ruolo del governo: "Dire che il governo non si è impegnato vuol dire dire una falsità".
Più duro l’intervento di Laguzzi, che ha insistito sul peggioramento della percezione di sicurezza nei quartieri. "La situazione è peggiorata, non si può negare, negli ultimi mesi", ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia. "Sento dire che le forze dell’ordine sono sotto numero, il presidente e l’assessora elencano numeri: gli interventi sono stati fatti, è vero, ma bisogna fare di più. I residenti devono avere una reale percezione di sicurezza".
Laguzzi ha poi citato alcuni episodi recenti avvenuti a Cornigliano: "Dieci giorni fa due ragazze minorenni, alle 8.30, sono state importunate da una persona alterata; un giorno dopo una persona uscita da una pizzeria è stata scippata. I cittadini del Medio Ponente hanno paura a uscire di casa: la situazione è questa, dovete intervenire". E ancora: Un anno fa i genovesi vi hanno dato fiducia, dimostrateci che siete più bravi di noi".
A intervenire è stata anche Federica Minarelli, consigliera di Vince Genova, che ha chiesto se il Comune stia valutando l’impiego dei militari sul territorio, alla luce di una posizione che nelle scorse settimane era apparsa più prudente. A rispondere è stata l'assessora, aprendo anche ad altre forme di presidio. "Stiamo valutando di recuperare agenti in pensione, con una collaborazione dietro pagamento. Ne ho parlato con la sindaca, Silvia Salis, che è d’accordo, per fare da sentinelle", ha spiegato l’assessora. "Non possono intervenire o arrestare, ma sono persone di buon senso: in alcune zone ci consentirebbe di avere sentinelle, di segnalare dove intervenire. L’approccio è questo".
Sull’impiego dei militari, Viscogliosi non ha chiuso la porta: "Va bene anche l’impiego dei militari, il tema è la mancanza del personale, quindi vanno bene. Lo chiederemo anche al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, è necessaria più presenza". L’assessora ha però allargato il ragionamento: "Non si può pensare che, anche se avessimo tantissimo personale, il tema della sicurezza sarebbe risolto: è un tema vasto".
Poi il passaggio sulle dipendenze: "Il tema della tossicodipendenza sta esplodendo, sarà sempre più presente. Sono persone che arrivano a compiere atti criminosi, come le spaccate delle vetrine: per comprarsi la dose recuperano pochi spiccioli rompendo le vetrine". Su questo fronte Viscogliosi ha annunciato un confronto con la Regione: "Domani incontrerò l’assessore Nicolò. Ci vuole più impegno, bisogna mettere in campo e studiare progettualità nuove, intercettare i soggetti e levarli dal territorio, perché creano degrado, ma anche curarli".
L’assessora ha infine richiamato anche il tema dei minori stranieri non accompagnati. "Tanti arrivano a Genova. Io sono madre di due giovani, non sentenzio su ragazzi che magari hanno attraversato tutta l’Africa per venire da noi: bisogna riconoscere le loro situazioni", ha detto. "Ci vogliono accordi bilaterali con i Paesi, come il Senegal, con il quale non li abbiamo ad oggi. I Cpr non bastano".