A margine dell'evento dedicato alle professioni del mare, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci è intervenuto sul futuro dell'aeroporto Cristoforo Colombo dopo la nomina di Matteo Paroli alla presidenza dello scalo, ribadendo l'obiettivo di aprire il capitale a investitori privati mantenendo una significativa presenza pubblica. "L'autonomina non esiste, la nomina è stata fatta dai soci, che hanno il diritto di scegliere chi ritengono più adatto. Se i soci sono convinti che questa sia la soluzione migliore per raggiungere l'obiettivo, io sono d'accordo" ha dichiarato, respingendo le critiche. Secondo il presidente della Regione, il vero tema resta il futuro dello scalo: "Da anni abbiamo individuato un obiettivo preciso: nell'aeroporto di Genova devono entrare soci privati che contribuiscano agli investimenti necessari per garantirne lo sviluppo e il successo".
Bucci ha inoltre escluso problemi di incompatibilità legati al nuovo incarico:"Situazioni di questo tipo esistono in molte società per azioni. È una possibilità prevista e non vedo alcun ostacolo dal punto di vista della compatibilità".
Sul fronte dell'ingresso della Regione nel capitale dell'aeroporto, il governatore ha confermato la disponibilità dell'ente a partecipare all'operazione. "Assolutamente sì, appena ci sarà il bando la Regione parteciperà". Bucci ha spiegato che il nuovo assetto societario dovrebbe prevedere una maggioranza privata e una consistente presenza pubblica. "Stiamo valutando una soluzione nella quale la parte pubblica mantenga circa il 48-49% delle quote, lasciando al privato il 51-52%. Chi investe deve avere la maggioranza, mentre attraverso i patti parasociali si possono garantire anche gli equilibri di governance".
Il presidente ha inoltre ricordato che l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale dovrà ridurre la propria partecipazione nello scalo. "È noto che il porto deve diminuire la sua quota, anche alla luce delle indicazioni della Corte dei Conti. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui ha deciso di assumere direttamente la guida del processo".
Bucci non ha escluso nemmeno l'ipotesi di una revisione anticipata della concessione aeroportuale. "Potrebbe essere una strada percorribile se la società decidesse di rinunciare in anticipo all'attuale concessione per richiederne una nuova. Sono valutazioni che dipendono dalle scelte societarie e dagli investimenti che si intendono realizzare".