Cambiano nuovamente le regole in materia di autovelox. Ma questa dovrebbe essere la volta definitiva. Nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il decreto ministeriale, atteso da anni, che mette fine al caos delle omologazioni, problema che in passato è costato moltissimi annullamenti di sanzioni, con un pronunciamento in questo senso anche da parte della Cassazione.
Il disordine normativo sugli autovelox riguarda tutta Italia e ha particolare incidenza anche in Liguria, specialmente nel Ponente della regione e nei principali capoluoghi, dove nel corso del tempo sono state migliaia le multe annullate.
Il decreto del ministero stabilisce che per tutti gli autovelox serve l’omologazione e, in particolare, per quelli approvati prima del 2017 è previsto un percorso specifico: saranno necessari test tecnici, taratura e verifiche funzionali obbligatorie ai fini della piena validità.
A Genova la situazione è descritta dall’assessora comunale alla Polizia Locale, Arianna Viscogliosi: “In città abbiamo installati venti autovelox fissi: due istantanei e due a tratte medie in Sopraelevata, uno istantaneo in lungomare Canepa, altri due sulla Guido Rossa, quattro a Pra’, due in via Polonio a Bolzaneto, sette in corso Europa. Tutti i nostri dispositivi sono successivi al 2017, quindi la nostra incombenza sarà quella di rispettare gli obblighi di taratura e di verifica previsti dal nuovo testo. Per il resto, i nostri dispositivi sono automaticamente omologati. È sicuramente positivo questo decreto, anche se arriva con moltissimo ritardo, perché per troppo tempo ha costretto i comuni, e anche Genova, a vivere in una zona d’incertezza”.
Secondo l’assessora della Giunta Salis, “come al solito il Governo, e in questo caso il ministro Salvini, per troppo tempo ha lasciato i Comuni e le Polizie Locali e, in generale, il servizio di Polizia Stradale anche Statale, in una situazione di incertezza normativa e interpretativa che ha prodotto contenziosi e difficoltà operative. La sicurezza stradale non può dipendere da circolari, rinvii o interpretazioni mutevoli: servono regole chiare, tempi certi e rispetto del lavoro degli enti locali. Finalmente arriva dal Governo un quadro definitivo, ma si poteva evitare di lasciare i territori in questa situazione”.
Resta da capire il destino di quelle sanzioni emesse dopo rilievi di autovelox risultati poi non regolari: probabilmente il loro incasso sarà difficile per le civiche amministrazioni liguri. Nessuna però, nonostante la pronuncia della Cassazione, ha mai spento i propri dispositivi, anteponendo la sicurezza stradale a tutti gli altri argomenti.
A Genova lo aveva spiegato in Sala Rossa a Palazzo Tursi il vicesindaco Alessandro Terrile, nel rispondere a una interrogazione da parte della consigliera del Pd Donatella Alfonso: “Non esiste alcun obbligo di disattivare gli autovelox in conseguenza delle pronunce della Cassazione. E anzi, il loro spegnimento comprometterebbe i risultati ottenuti sul piano della sicurezza stradale e rischierebbe di generare un cospicuo danno economico alla Civica amministrazione”.
Secondo Assoutenti, “adesso i comuni non avranno più scuse e, se vorranno continuare a utilizzare gli autovelox sul proprio territorio, dovranno adeguarsi ai nuovi criteri sull’omologazione indicati dal decreto del Mit. Ad oggi il 71% degli autovelox installati in Italia e censiti nella apposita piattaforma del Mit risulta fuorilegge sul fronte dell'omologazione”.