Il ritorno dei grandi concerti allo stadio Luigi Ferraris dopo 22 anni di assenza non ha portato con sé soltanto musica e l'entusiasmo novantamila fan, ma anche una scia di polemiche politiche. Al centro della bufera, le voci circolate nei giorni scorsi secondo cui il Comune di Genova avrebbe concesso l'impianto di Marassi a titolo completamente gratuito per la tripla data del cantante genovese Olly. Un caso che avrebbe potuto arrivare nella seduta odierna del Consiglio Comunale dove era prevista un’interrogazione a firma della consigliera di Vince Genova Anna Orlando. A spegnere definitivamente i rumors ci ha pensato direttamente la sindaca di Genova Silvia Salis che attraverso un video pubblicato sui propri canali social ha smentito categoricamente ogni indiscrezione.
Nel suo videomessaggio, la sindaca Salis ha difeso con fermezza il successo dell'evento, attaccando le ricostruzioni dell'opposizione e definendole prive di fondamento: “Nei giorni scorsi c’è chi ha provato a buttare fango sul successo di un grande evento, molto importante per Genova: il ritorno, dopo 22 anni, di un concerto nel nostro stadio Luigi Ferraris. C’è chi ha sostenuto che il Comune di Genova avrebbe dato lo stadio gratis per il concerto di Olly. Mettiamo subito le cose in chiaro: è una notizia completamente falsa. Non c’è stata nessuna concessione gratuita da parte del Comune. L’affitto dello stadio è stato un accordo strettamente privato tra gli organizzatori dell’evento e chi gestisce lo stadio, cioè la società Luigi Ferraris, formata da Genoa e Sampdoria. E vi dirò di più: chi ha organizzato il concerto si farà carico del rifacimento del prato”.
La prima cittadina ha poi voluto fare una precisazione tecnica in merito alle convenzioni vigenti per l'impianto sportivo, specificando che l'amministrazione non ha attinto alle proprie prerogative: “Anche se l’accordo di gestione con le società Genoa e Sampdoria prevederebbe cinque giorni gratuiti per il Comune di Genova, utilizzabili per grandi eventi come questo, non li abbiamo utilizzati in questo caso. Nessun costo occulto. Solo una grande vetrina nazionale per la nostra città e tre serate per divertirsi insieme in modo sano”.
Abbandonando il terreno dello scontro politico, la sindaca ha preferito spostare l'attenzione sui numeri generati dalla manifestazione e sull'indotto per il territorio genovese, rivendicando il ruolo di supporto svolto da Palazzo Tursi: “Invece di costruire polemiche sul nulla, parliamo dei fatti. Tre serate di musica, oltre 90.000 persone, più della metà arrivate da fuori Genova. Voglio ringraziare Olly e tutto il suo staff per aver creduto nella nostra città e per aver superato tutte le difficoltà logistiche che, da 22 anni, tenevano lontani i concerti dal nostro stadio. E il Comune che cosa ha fatto? Ha fatto la sua parte, come accade quando ci sono le partite di calcio: ordinanze di mobilità e presidio della Polizia Locale. Grazie a questo evento Genova ha potuto diffondere sul palcoscenico nazionale il suo marchio, ‘Genova More Than This’. E, soprattutto, ha potuto donare 60 biglietti a ragazze e ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali, per regalare una serata di svago a chi sta vivendo un momento di fragilità”.