Sanità - 23 giugno 2026, 18:56

Assistenza sanitaria nel Centro Storico, l'assessore Nicolò attacca Tursi: “Regione ha fatto la sua parte, dal Comune nessuna risposta”

Il titolare della Sanità ligure replica alle polemiche sui presidi nei vicoli e svela il potenziamento delle unità mobili per le dipendenze: “Posti aggiuntivi al CEIS e turni raddoppiati, ma Palazzo Tursi non ha dato seguito ai progetti sperimentali”. Lodi: "Fa confusione. Regione rispetti gli impegni presi"

Con una nota ufficiale, l'assessore alla Sanità di Regione Liguria, Massimo Nicolò, ha voluto fare chiarezza sugli interventi messi in campo da Regione per la gestione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria nel centro storico di Genova, rivendicando l'operato degli uffici regionali e lanciando una dura stoccata all'amministrazione comunale genovese per la mancanza di risposte operative.

L'assessore Nicolò ha esordito evidenziando come la Regione abbia prontamente risposto agli stimoli arrivati dai tavoli istituzionali dedicati alla sicurezza e all'ordine pubblico, lamentando però un'improvvisa battuta d'arresto da parte del Comune di Genova:

“In merito all’assistenza sanitaria nel centro storico, Regione Liguria ha già risposto alle richieste formulate dal Prefetto, mettendo in campo azioni concrete e risorse aggiuntive per affrontare le problematiche legate alle dipendenze e alle fragilità sociali. Attraverso ATS Liguria abbiamo inoltre manifestato la disponibilità ad avviare una sperimentazione specifica, mettendo a disposizione personale sociosanitario dedicato alle persone in difficoltà presenti nel centro storico o in strutture temporanee individuate per l'accoglienza. Anche in questo caso, però, il Comune di Genova non ha dato seguito alle proposte avanzate né alle attività necessarie per la concreta realizzazione del progetto tanto che alla riunione di metà giugno non è stato dato alcun seguito”.

Entrando nel dettaglio dei provvedimenti già attivi sul territorio, l'esponente della giunta regionale ha elencato le risorse economiche e di personale stanziate per arginare l'emergenza legata al consumo di sostanze stupefacenti, confermando il potenziamento dei servizi di strada dedicati alle fasce più deboli: “In particolare abbiamo contribuito all'attivazione sperimentale di un nuovo presidio sociale di comunità e reso immediatamente disponibili cinque posti aggiuntivi presso il CEIS per la presa in carico delle persone affette da dipendenze. Regione ha quindi fatto la propria parte e ha garantito il supporto richiesto per affrontare le situazioni più complesse legate al consumo di sostanze nel centro storico genovese. Va ricordato inoltre che l'unità mobile dedicata all'assistenza delle persone con problematiche connesse al consumo di sostanze è già operativa nel centro storico ed è stata recentemente potenziata proprio per rispondere all'aumento delle situazioni di fragilità registrate nell'area. I turni degli operatori sono stati raddoppiati, rafforzando così la presenza e la capacità di intervento sul territorio”.

ASSESSORA LODI: "L’ASSESSORE NICOLÒ FA CONFUSIONE. IL COMUNE FA LA SUA PARTE, LA REGIONE RISPETTI GLI IMPEGNI SUI 14 POSTI SOCIO-SANITARI SENZA SCARICARE I COSTI"

"È comprensibile che l'assessore Nicolò faccia un po' di confusione poiché si è presentato una sola volta sia nei Comitati o ai tavoli in Prefettura sulle tossicodipendenze, e forse ha perso qualche pezzo rispetto alle questioni concrete poste dal prefetto, a cui ciascun ente doveva dare risposte precise".

Così l’assessora al Welfare Cristina Lodi, in risposta alle dichiarazioni dell'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, sulla gestione dell'assistenza sanitaria e delle tossicodipendenze nel centro storico.

L'assessora Lodi sottolinea poi la netta distinzione tra gli interventi messi in campo dal Comune di Genova e le competenze di natura sanitaria che spettano all'amministrazione regionale. "Il Comune di Genova ha risposto tempestivamente alle richieste della Prefettura e attiverà, già a partire dal mese di luglio, 20 posti di dormitorio di bassa soglia dedicati alle persone tossicodipendenti, finanziati con risorse proprie del bilancio comunale. La questione riguarda invece le strutture sociosanitarie di decantazione, necessarie per alleggerire la pressione sui pronto soccorso cittadini: Regione Liguria avrebbe dovuto garantire almeno 14 posti, coprendo la relativa quota alberghiera e l'assistenza sanitaria. Ma Regione pretende che sia il Comune a farsi carico dei costi di questi posti – continua Lodi - offrendo in cambio un’assistenza sanitaria vaga e non meglio definita che, per legge, spetterebbe comunque a loro garantire. Il Comune non dispone delle risorse governative che arrivano nelle casse regionali e non intende accettare questo scaricabarile. Noi la nostra parte la stiamo facendo. Adesso Regione faccia la sua e attivi almeno i 14 posti che si era impegnata a finanziare davanti al prefetto, invece di scaricare l'ennesimo costo sulla città, come purtroppo già avviene per le politiche a sostegno di anziani e disabili".

"Inoltre – dice ancora l’assessora Lodi - La legge prevede che gli aspetti sanitari di prevenzione, presa in carico e cura delle persone tossicodipendenti siano di totale competenza regionale, compresi gli interventi di bassa soglia e di riduzione del danno: infatti i finanziamenti arrivano alla Regione e non ai Comuni. Dove sono finiti tutti i milioni che la Regione dice di impegnare su questo fronte? Invito l'assessore Nicolò a fare una camminata a piedi nel centro storico: dal numero di persone in grave difficoltà si accorgerà come il mondo stia cambiando: occorre attivare politiche sanitarie di emergenza, a fronte di scenari completamente nuovi anche rispetto alla tipologia di sostanze. È giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità e agire, non di demandare ciò che deve essere fatto subito".

Redazione


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